"Ci siamo tutti?" chiede Harry contandoci.
"Manca solo-"
"Eccomi!" dice Niall correndo con la valigia in mano.
L'ultima settimana l'abbiamo passata in giro per i locali di Londra a divertirci, e ora finalmente si parte per la Grecia.
"Okay, andiamo allora" si fa strada per l'esterno dell'aereoporto raggiungendo due uomini vestiti con delle giacche catarifrangenti arancioni.
Insieme a loro raggiungiamo una porta di servizio, per poi uscire verso le piste di lancio.
"Sei mai stata su un aereo privato?"
Mi chiede Niall con il braccio intorno alle mie spalle mentre camminiamo incrociando le nostre gambe.
"Uh una volta quando stavo con un calciatore-" faccio una breve pausa guardando Louis con un mezzo sorriso, lui alza lo sguardo immediatamente e mi guarda storto.
"No" rido per la sua espressione, "non ci sono mai stata"
Niall fa spallucce e riprende a canticchiare con me, mentre continuiamo a ondeggiare davanti al resto del gruppo.
"Sembriamo gli unici qui con la voglia di andare in vacanza. Su con la vita, ragazzi!" Si lamenta il biondo qualche minuto dopo.
"Siamo stanchi" si lamenta Harry con una mano sugli occhi.
È mattina presto, e l'aeroporto è quasi deserto.
"Eddai. Ci divertiremo!"
Tutti alzano lo sguardo verso di me, gli occhi stanchi e le facce serie.
"Okay, scusate" alzo le mani e mi allontano con Niall ridendo.
Poco dopo saliamo su un furgone nero, lasciando le nostre valigie ai signori che ci hanno accompagnato.
"Tutta questa gente mi mette soggezione" sussurro a Louis che prende posto accanto a me, lui sorride appoggiando il braccio sul mio sedile.
Dopo qualche minuto raggiungiamo un'area più esterna dell'aereoporto, vuota.
Scendiamo tutti e finalmente in lontananza scorgiamo l'aereo che ci porterà in Grecia.
Non vedo l'ora di essere lì, al mare.
Con Louis.
"Bene ragazzi, potete salire" annuncia quello che dev'essere il co-pilota.
Ci incamminiamo su per le scalette dell'aereo e finalmente prendiamo posto su delle enormi poltrone reclinabili.
Questo jet ne ha solo dieci, con tavolini e un paio di televisori.
"Oh mio Dio" sorrido, sedendomi.
Tutti gli altri mi seguono e si sistemano, pronti a partire.
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Dopo circa mezz'ora dal decollo si sono tutti addormentati, tranne io.
Ho sempre trovato difficile addormentarmi, e sull'aereo penso non riuscirò mai.
Louis è steso sul sedile, appoggiato a me, mentre respira piano e mi stringe un braccio tra le mani.
Penso che non ci sia niente di più tenero al mondo.
Lo accarezzo piano, finché non vedo i suoi pennarelli colorati uscire dalla tasca della felpa.
Scuoto la testa, ridendo.
Sono passati anni e lui rimane l'immaturo di prima.
Gliene prendo uno, e faccio quello che chiunque vorrebbe fare per vendetta nei suoi confronti, dopo tutti questi anni di facce colorate e pasticci.
Quando provo a metterli a posto, inizia a muoversi, finché non apre gli occhi.
"Che fai?" Farfuglia muovendosi più vicino a me, chiudendoli di nuovo.
"Niente" sorrido, accarezzandogli i capelli.
Apre solo un occhio e fa un mezzo sorriso, prendendo dalla mia mano destra i tre pennarelli.
"Questi sono miei"
"Lo so" ridacchio.
"Su chi l'hai-" la voce ancora roca, si alza guardandosi intorno, cercando di capire di chi si tratta mentre io scoppio a ridere.
Prende gli occhiali specchiati di Niall e si guarda.
"Questa me la paghi, lo sai?"
"Forse" alzo le spalle e sorrido.
Apre tutti e tre i pennarelli e si avvicina, tenendoli tutti in una mano, lasciandomi tre strisce lungo tutto un braccio.
Gliene prendo uno, sporcandolo sul naso, spingendolo a riempirmi di disegni, strisce e puntini, mentre io faccio lo stesso a lui.
"Penso sia ora di smetterla" rido, guardando lo stato in cui ci troviamo:
Ricoperti di colori su braccia, mani, gambe, e faccia.
"Si, forse" ride anche lui, tornando a sedersi.
Faccio lo stesso e mi avvicino al finestrino, prendendo la mano di Louis nella mia.
Lui mi sorride e appoggia la stessa sulla mia spalla.
Come potevo pensare di dimenticare tutto questo? Come potevo pensare di andare avanti senza di lui?
Non posso credere di aver provato a continuare la mia vita cercando di cancellarne una parte perché si, lui lo è stato, loro lo sono stati.
Tutte le volte che promettevo che non me ne sarei mai andata, ci sarei stata sempre per loro, anche quando tutto sarebbe finito.
Tutte le volte che sono stati loro ad esserci stati per me, come potevo dimenticarle?
Ora ho davvero finito la scuola, ora davvero lui è qui con me.
È così bello essere qui, accanto a lui, io so che non mi lascerà più.
Io so che quando sono con lui io sto davvero bene io posso essere me stessa, posso fare quello che voglio sentendomi al sicuro da qualunque cosa.
Lui c'è lui c'è sempre stato anche quando non lo vedevo lui è sempre qui con me.
Anche quando è lontano io so che lui mi pensa, lui mi ama.
Questo è quello che conta.
Anche io lo amo.
Così tanto che farei qualsiasi cosa per lui.
Il modo in cui mi fa ridere, in modo in cui sa essere così stronzo e dolce allo stesso momento il modo in cui riesce a colmare ogni vuoto che sento, il modo in cui è così perfetto.
Non ho mai visto niente di così perfetto in tutta la mia vita.
I suoi capelli i suoi occhi il suo sorriso.
Ci penso così tante volte che ormai è scontato.
Ma se non fosse successo? E se fossi ancora lì, a sognarlo?
Come sarebbero andate le cose?
Cosa ne saprei di cosa vuol dire amare davvero?
È semplice.
Non sarebbe successo niente.
Lui è qui con me perché era così che doveva andare.
Lui è qui, adesso.
Appoggio la testa sulla sua, sospirando.
"Ti amo da morire" sussurro.
"Grazie, Louis"
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Deer 2|| Louis Tomlinson.
Fanfiction'La mancanza. Un vuoto delle dimensioni esatte. Inutile riemprilo con altra roba: si colma solo con quel pezzo che s'incastra alla perfezione.' SEQUEL DI DEER.
