23. "Accetto"

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Aveva deciso di correre a cercare aiuto, quando vide in lontananza un calesse che si avvicinava: era Sergio, allarmato dal rumore che aveva sentito poco prima. Scese velocemente dal calesse per aiutare Francisca
-dobbiamo portarlo subito da don Julian, non c'è tempo da perdere-.
Lo misero sul calesse e corsero verso Puente Viejo. Francisca gli teneva la mano, in lacrime, pregando di arrivare in tempo.
Bussarono ripetutamente alla porta e don Julian non ebbe altro rimedio che aprire la porta. Si trovó Sergio davanti, visibilmente preoccupato
-che succede Sergio?-
-è Raimundo, sta morendo!-
lo portarono in casa del medico e lo prepararono per l'operazione. Era molto debole, ma almeno era ancora vivo. Francisca non si era separata da lui neanche per un momento, ma fu invitata dai due uomini a uscire dalla stanza. Aveva gli occhi rossi dal pianto, le mani sporche di sangue e un peso in gola che la faceva appena respirare.
Il sole era sorto e non sarebbe passato molto tempo prima che alla Villa si rendessero conto della sua assenza. Finalmente, don Julian uscì dalla stanza
-come sta? Vivrà, vero?-
era disperata all'idea che non ce l'avesse fatta
-state tranquilla signorina, siete arrivati in tempo, peró non posso assicurarle che si risveglierà. Ha perso molto sangue e l'emorragia era molto estesa, l'unica cosa che possiamo fare è pregare-.
Qualcuno bussó alla porta
-chi è?-
chiese il medico
-Enrique Montenegro, don Julian, aprite la porta. So che mia figlia è lì-
Il medico aprì e Enrique entró come una furia, ma non infierì, sua figlia era in uno stato pietoso e non aveva trovato le forze per rinfacciarle il suo comportamento.
-andiamo a casa-
fu l'unica cosa che riuscì a dirle.
-no, io resto qui con Raimundo-
-non mi costringere a portarti via con la forza. Se ci sono novità sicuramente don Julian te le farà arrivare quanto prima- Francisca guardó il medico, che assentì con un gesto del capo.

Erano passati tre giorni e non aveva ancora ricevuto notizie e, naturalmente, non le era permesso uscire di casa. Sentì bussare alla porta e si precipitó in salone.
Trovó don Julian nel salone insieme a suo padre.
-dottore, si è svegliato?-
il medico era scuro in volto, sembrava in imbarazzo. Le parole che pronunció subito dopo le fecero più male di una pugnalata
-mi dispiace signorina, ma Raimundo non ce l'ha fatta. È morto-.

Non era ancora uscita dalla stanza dopo la notizia di don Julian. Non riusciva a credere che Raimundo fosse morto, e per giunta a causa sua: sapeva che chi gli aveva sparato lo aveva fatto perchè stava scappando con lei e questo rendeva tutto ancora più doloroso.
Si stupì del fatto che nè Anita e nè Sergio fossero ancora andati a trovarla, ma forse erano arrabbiati con lei per quello che era successo.
Quello che non sapeva, era che il vero motivo per cui non erano ancora andati lì era che Enrique aveva assolutamente proibito che chiunque venisse da fuori parlasse con Francisca e questo per evitare che sapesse la verità: Raimundo era ancora vivo, in coma, certo, ma pur sempre vivo. Non era stato lui a sparare, ma aveva approfittato della situazione perchè Francisca sposasse chi volesse lui. E aveva intenzione di attuare subito: bussó alla porta della stanza ed entró.
-non vorrei parlartene proprio adesso, ma credo che dopo quello che è successo tu sappia che l'unica possibilità che ti resta, è quella di sposare Salvador-
La risposta di sua figlia lo colse completamente alla sprovvista
-lo so, non ho intenzione di oppormi, anzi, prima succederà e meglio sarà per tutti. Faró come volete voi. Adesso peró uscite, vorrei restare sola-.
Dopo quell'ultima affermazione uscì dalla stanza, alquanto sconcertato.

Anita e Sergio, intanto, cercavano disperatamente un modo per avvisare Francisca delle reali condizioni di Raimundo, ma era davvero impossibile entrare alla Villa, quindi decisero di aspettare il momento in cui sarebbe uscita lei.

Enrique parló immediatamente con Salvador e scelsero la data delle nozze: entro tre settimane si sarebbero sposati. Neanche Salvador si sarebbe mai aspettato una simile fortuna, ma non voleva indagare troppo. Quello che nessuno sapeva, era che il vero bersaglio non doveva essere Raimundo.

Siempre juntos - Raimundo&FranciscaDove le storie prendono vita. Scoprilo ora