Capitolo diciassette.
Accigliata, Michelle controlla minuziosa, il documento che ha tra le mani.
Ritenendo contenga anomalie si rivolge alla collega per delucidazioni.
«Guarda Amy, ho qui una parcella dell'avvocato che non mi quadra »afferma
risoluta.
La ragazza le si avvicina alle spalle per visualizzare meglio.
«Vedi?» le mostra il foglio redatto da Richard «Si tratta di una consulenza esterna
effettuata addirittura a Detroit, ma a parte il nominativo del cliente, i costi della
parcella, e quelli inerenti l'alloggio, il vitto, le spese extra, sono chiaramente state
contraffatte, mi spiego gonfiate esageratamente »osserva stranita.
Amy raccoglie le carte bruscamente per trasferirle sulla sua scrivania.
«Ci penso io »chiude la questione decisa.
Michelle rimane stranita, capisce che Amy sta coprendo le discrepanze di
Richard.
«Non lo stai aiutando, comportandoti in questo modo »le parla dolcemente.
L'altra la guarda con l'ansia dipinta in faccia.
«Che cosa ci va a fare a Detroit, per dover dimostrare tutto quel denaro?»si
chiede a se stessa. «Tu sai che Richard fa uso di sostanze stupefacenti?»
Amy impallidisce, ma non nega, l'affetto che prova per lui è profondo e di
lunga data.
«Tu gli vuoi bene, pensi che coprirlo sia la cosa giusta da fare, invece lo
avvicini di più alla sua fine »sentenza sempre con calma.
«Io non ho intenzione di denunciarlo »ribatte sconvolta la ragazza.
Michelle scrolla le spalle: «Non dobbiamo denunciarlo, ma raccogliere le prove
e mettere al corrente suo padre, lui saprà che cosa fare.»replica saggia.
«Suo padre né fa a pezzi »esclama Amy arrossendo.
Michelle sospira stanca:«Sempre meglio che in prigione, o dentro un vicolo
senza vita »conclude amara.
«So dove le nasconde »confessa, l'altra, mentre abbassa lo sguardo.
«Un giorno in cui Richard era fuori città , mi ha chiamato per chiedermi
di cercare un documento da lui dimenticato. Io ho libero accesso al suo
ufficio, quindi sono entrata e rovistando all'interno della scrivania, ho
scoperto un sottofondo nel cassetto in fondo. Dentro c'erano in un
sacchetto di plastica alcune pillole e separatamente una bustina contenente
una polveriera bianca, inutile ti spiego che cos'era»dichiara turbata.
Michelle spalanca gli occhi incredula:«Hai riposto tutto com'era?»domanda
agitata.
Amy annuisce con un sospiro, poi controlla l'ora:«È ora di uscire da questo
edificio, ho bisogno di respirare aria fresca ».
Al braccio di Ian, Azzurra si avvia verso la hall dell'albergo, dove ad attenderli
una limousine e l'autista già con la portiera aperta per farli accomodare.
All'interno, Dana in un elegante tailleur pantalone, è seduta accanto al finestrino.
Il panorama lungo la Strip, è imperdibile, ciò che colpisce i passeggeri sono le
luci e i colori enfatizzati dagli effetti ottici degli edifici dall'architettura "Kitsch".
Le ombre della notte, sono inghiottite dalla luce della città illuminata a giorno.
Durante il tragitto, Ian indica alle sue "ospiti " i Casinò più sontuosi del mondo,
raccontando loro il particolare che sono privi di orologi e finestre, così da far
perdere ai clienti, la cognizione del tempo.
Le due donne restano incollate ai finestrini, ammaliate da tanto splendore
ma ad attirare l'attenzione generale è l'alto Campanile di San Marco.
Azzurra non ha mai avuto l'occasione di visitare l'Italia, tuttavia la sua
innata curiosità inculcata nel periodo nel quale viveva per strada le è
cresciuta dentro spronandola a studiare.
Studiare la storia e la geografia degli altri paesi ha contribuito ad allargare
i suoi orizzonti, la sua cultura generale, un bagaglio utile nella vita.
Venezia città interamente costruita sull'acqua, ritenuta romantica e
unica nel suo genere rientra nei sogni di Azzurra.
The Venetian Resort Hotel Casinò, si ispira appunto alla città di Venezia.
La limousine li lascia nella zona antistante l'ingresso, dove i passeggeri
ammirano abilmente riprodotti, il Campanile di San Marco e il Ponte di
Rialto, illuminati da una fonte di luce dorata.
Un cordone rosso di sicurezza li separa dall'interno, ma un uomo accorre
nella loro direzione.
Indossa un completo elegante, i capelli brizzolati, la pelle abbronzata.
Si qualifica come il direttore generale dell'hotel, e chiede il nominativo
degli ospiti.
Espletati i convenevoli, l'uomo li accompagna all'interno, descrivendo
i particolari.
Un lago artificiale appare agli occhi increduli delle persone, prosegue con
un canale che costeggia il cuore della struttura, e viene percorso da gondole
fedelmente riproduzioni a remi.
Alzando gli occhi si osserva il cielo ora azzurro, ora punteggiato di stelle,
i canali riflettono il cielo artificiale.
Si giunge in Piazza San Marco, incredibile ricostruzione, dove le persone si
godono la cena in eleganti bistrot, sotto il manto di velluto nero del cielo e le
stelle.
Il Palazzo Ducale è una visione splendida, mentre il finto orologio della Torre
dei Mori batte l'ora.
Il personale di sorveglianza indossa le divise pressoché identiche a quelle dei
Carabinieri Italiani.
Azzurra osserva lo spettacolo con gli occhi sgranati, il braccio sempre appoggiato
sopra quello di Ian.
L'uomo li introduce nella Hall dell'albergo, dove un gondoliere canta melodie
italiane davanti alla Reception, dove è riprodotta una grande pianta della città
di Venezia Cinquecentesca.
L'interno è l'apoteosi del fascino per l'occhio umano.
I lampadari di Murano illuminano una vasta area dal colore dorato, il pavimento
piastrellato in marmo, alle pareti le riproduzioni dei ritratti dei Dogi, quelli
dell'Apoteosi di Venezia di Veronese, "Il Trionfo di Venezia " di Niccolò Bambini,
e altri Tiepolo che si riflettono sui marmi simili a quelli dei palazzi sul Canal
Grande.
Superato ampi corridoi, dal soffitto ornato di affreschi, il gruppo giunge
dinnanzi un grande portone, azzurro.
Quando viene spalancato, un'ampia sala appare alla loro visione.
Le pareti vermiglie, il pavimento in marmo, tavoli disposti intorno al perimetro
coperti da lussuose tovaglie damascate e imbanditi di ogni prelibatezza italiana.
Le sedute sparse qua e là, comode poltrone in pelle rossa, per le persone che
necessitano di riposare.
L'ambiente è già saturo di ospiti, di ogni età, ma l'eleganza predomina
incontrastata.
Lungo la parete in fondo, si intravede una ringhiera in ferro battuto, oltre la
quale alte finestre a volte danno sulla piazza .
«Siamo all'interno del Palazzo Ducale!»esclama Azzurra eccitata.
Sistemata sopra una lunga pedana, un'orchestra inizia a suonare.
Camerieri in livrea sembrano volteggiare tenendo in equilibrio larghi vassoi
di flûte di champagne, mentre le cameriere anch'esse in uniforme spingono
carrelli contenenti vivande calde e fredde, esclusivamente italiane.
«Benvenuti,» un elegantissimo Signor Ward viene loro incontro, con un ampio
sorriso.
Anch'esso in smoking, prende per prima cosa la mano di Azzurra, porgendole
un bacio sul dorso:«Signorina Bridget è un incanto, » sussurra suscitando il
rossore sulle guance di lei.
«La ringrazio Signor Ward, sono onorata della sua gentilezza »risponde la
ragazza, nascondendo la timidezza.
Ward prosegue i suoi ossequi a Dana, poi si rivolge a Ian, il quale lo fulmina
con un'occhiata gelida.
«Caro Kevin, sempre galante così, con le signore?»lo apostrofa con ironia.
Gli occhi grigio argento si fanno di ghiaccio.:«Che ci vuoi fare, sono un
galantuomo, io» replica altrettanto freddamente.
Da un cameriere prende due flûte di champagne e li offre alle signore.
«Gradite per iniziare la serata?»
Dana e Azzurra ringraziano educate, mentre gli uomini si servono da soli.
«Taylor, ti presento alcuni miei amici »dice Kevin, riferendosi ad un gruppo di
uomini intenti a conversare poco più in là.
Dana si dilegua gentilmente, avendo adocchiato una collega nel mezzo degli
invitati.
«Bill!»esclama Ward avvicinando il più alto degli uomini, «Abbiamo tra di noi
un nuovo investitore, il qui presente Signor Taylor, ha appena acquistato un
mio ristorante »
L'uomo distinto di portamento, elegante, con capelli scuri e dotato di una barba
curata, tende la mano a Ian:Molto lieto di conoscerti...»
«Ian»gli suggerisce l'interessato«È un piacere anche per me »conclude compìto.
«Questa deliziosa signorina è Bridget Allen»presenta Kevin con orgoglio.
«Allen?» domanda Bill incuriosito «Jack Allen di Chicago?»
Azzurra gli porge la mano sorpresa:«Sono la figlia »puntualizza sorridendo.
«Sono onorato di conoscerti Bridget, tuo padre è una persona in gamba »
dichiara l'uomo, sfiorandole il dorso della mano con le labbra.
«Bill è il re di questa "baracca "» scherza Kevin ridendo.
Dopodiché presenta il resto del gruppo: Ted, il direttore del Casinò, Ben il
proprietario dell'Hotel Luxor, Will il Proprietario del Cesar Palace.
Ian si ritrova in compagnia di persone influenti, utili per ambientarsi con
facilità.
Azzurra rimane in disparte con Kevin, il quale ogni tanto lancia occhiate
ansiose alla porta d'ingresso.
«Chi aspetti, Kevin?»gli domanda incuriosita.
L'uomo non fa in tempo a rispondere, poiché da quel portale entra una donna,
alta, capelli neri tirati indietro in una elegante acconciatura, per poi ricadere
fluenti fino in vita.
Il fisico snello, ma formoso nei punti giusti è avviluppato in un abito
sorprendente: il corpetto aderente colore verde smeraldo risalta la vita
sottile, lasciando il décolleté prosperoso in evidenza.
Il vestito prosegue in una cortissima gonna che scopre le cosce toniche
e le lunghe gambe.
Dal punto vita, nella parte posteriore parte uno strascico drappeggiato a strati
di tessuto fino al pavimento.
Ai piedi, calza sandali d'orati dai tacchi altissimi.
Il volto splendido, è truccato sapientemente, le labbra rosse come il fuoco.
Gli occhi riprendono il colore dell'abito, verde smeraldo.
Mentre si muove sinuosa verso Kevin, gli occhi maschili presenti nella sala
là seguono ammirati, altri vogliosi, quelli femminili invidiosi.
Il profumo penetrante che porta la precede, avvolgendola in una nuvola.
«Caro, scusa il ritardo »la voce roca e sensuale completa l'opera.
La ragazza gli scocca due baci sulle guance, mentre gli occhi sono già
fissi su Azzurra.
«Non mi presenti la tua amica?»chiede con finta affabilità.
Kevin si affretta a espletare i convenevoli.
«Gwenda, la signorina Bridget Allen»
La mano curata, dalle unghie laccate di rosso sfiora quella di Bridget.
«Piacere cara» la saluta veloce poi«Kevin ho sete, »
Come un trucco di magia e un flûte di champagne è già fra le sue mani.
Si avvicinano al gruppo in cui si trova Ian.
All'istante gli uomini interrompono il loro discorso per voltarsi e godere della
bellezza appariscente di Brenda, la quale sembra conoscerne gran parte.
Gli occhi verdi predatori si fissano in quelli azzurri di Ian, il quale si presenta
disinvolto.
«Mi chiamo Gwenda, Signor Taylor »cinguetta la ragazza, spalancando gli
occhi verdi smeraldo.
«Chiamami Ian, »replica l'uomo anch'egli pare ammaliato dalla esuberanza
della donna.
Lo sguardo di Azzurra diventa di ghiaccio, dentro di se la morsa della gelosia
le contorce le viscere.
«Ian ha comprato il mio ristorante sulla Strip»le annuncia Kevin.
Gwenda appoggia una mano sulla spalla dell'uomo.
«Ma allora hai fiuto negli affari!»esclama affascinata.«Sai potrei raccontarti
segreti della maggior parte dei personaggi presenti qua dentro »afferma
compiaciuta.
Un cameriere si avvicina a Kevin e gli parla nell'orecchio con discrezione.
L'uomo annuisce serio:«Scusatemi, ma mi reclamano, mi sbrigo in dieci
minuti» detto questo si allontana.
Ian fa per raggiungere gli altri nuovi amici, portandosi dietro le due donne,
ma la musica inizia a suonare e le coppie si apprestano ad affollare la pista
da ballo.
«Ian devi assolutamente farmi ballare, ho da mostrarti alcune persone e
svelarti delle chicche sorprendenti.»Wenda sospinge un Ian confuso verso
la pista, lasciando Azzurra da sola.
La ragazza furente gli grida dietro:«Ditemi dove è il bagno!»
Wenda si volta annoiata:"«Segui l'insegna luminosa,»le risponde secca.
"Che cavolo "pensa incamminandosi "tutti uguali gli uomini, basta una che
ci sa fare, e cadono ai suoi piedi come cagnolini »la delusione prende il posto
della rabbia cieca.
Non pensava che Ian cadesse nelle grinfie di quella ammaliatrice, non un
tipo come lui, che le donne le conosceva a menadito.
Invece di trovare il bagno, Azzurra si imbatte nel bar affollato di gente.
"Bene " pensa, "ho proprio bisogno di bere qualcosa di diverso "
Si accomoda su una poltroncina e ordina un cocktail alcolico.
Mentre attende osserva gli avventori accanto a lei.
Poco più in là, scorge Kevin in compagnia di un uomo.
Parlano fitto tra di loro, fino a quando lui si accorge di lei, sola.
Liquida all'istante il suo interlocutore e le si avvicina sorpreso.
«Bridget che cosa ci fai da sola?»le domanda curioso.
Azzurra prende il cocktail e beve un sorso:«Chiedilo a Miss. Wenda e a
Mr. Ian, i ballerini della sera»risponde acida.
Kevin scoppia in una risata spontanea: «Tipico di Wenda, quando punta gli
occhi su un uomo che la stimola»afferma con ironia.
Azzurra finisce la consumazione in un altro sorso:«Sai Kevin, non ho mai
avuto il piacere di salire su una gondola, mi piacerebbe fare un giro per
il canale »gli suggerisce con tutta la sensualità che riesce a ostentare.
In meno di cinque minuti, per mano a Kevin la ragazza sale sulla barca
da lei agognata.
L'acqua è cristallina, le ombre della sera, artificiali lasciano il posto alle
stelle, il tragitto con il gondoliere che canta melodie romantiche contribuiscono
ad allietare l'atmosfera.
Kevin è un uomo galante, e sa perfettamente come far felice una donna.
«Stasera sei bellissima!»esclama baciandole la mano.
Azzurra sorride compiaciuta:«Solo stasera?»lo stuzzica con ironia.
L'uomo sfodera tutto il suo charme:«Sei sempre bellissima, anche quando
sei arrabbiata »osserva, guardandola negli occhi con il suo argento predatore.
«Non sono arrabbiata!»si difende debolmente Azzurra, subendo il fascino
dello sguardo magnetico di lui.
«Oh sì che lo eri»ribatte Kevin sussurrandole all'orecchio.
Un brivido le scuote le membra, sente le gambe farsi molli.
«Siete attratti entrambi, mi domando che cosa vi trattiene »osserva l'uomo.
«Forse una moglie?»risponde la ragazza asciutta.
Le labbra di Kevin le solleticano il lobo:«Quando c'è la passione e altro, non
è una scusa valida »sentenza con voce roca.
Azzurra soffoca un gemito, ma non si allontana, la delusione è cocente.
«Forse lui non si merita tutto » sospira.
«Tutto?»domanda confuso, le braccia circondano il busto femminile.
La ragazza si volta, le labbra ad un soffio da quelle di lui.
Si fissano intensamente, le iridi argentee di entrambi danzano rincorrendosi.
Emozioni eccitanti lì travolgono, le bocche si attraggono inesorabili.
Il bacio tra loro sboccia come un fiore ai primi raggi di sole.
All'inizio è dolce, quasi timido, poi Kevin preme la lingua attraverso le labbra
di lei, che l'accoglie porgendogli la sua.
La passione li riscalda, abbandonandosi in un vortice profondo.
Ritto sull'argine di una calla, Ian osserva la scena, il volto duro come il granito.
