JUSTIN'S POV
Cazzo si tagliava e questo tutto per colpa mia, perché l'ho trattata malissimo in questo periodo, l'ho usata e questo l'ha fatta soffrire, sono stato un coglione ma ho intenzione di rimediare, per questo quella sera l'avevo invitata a cena in uno dei ristoranti migliore di tutta la città, per non dire di tutta la Florida.
E poi, stavamo addirittura per baciarci, ma per colpa di mio padre, che guarda caso, chiama sempre nel momento sbagliato, non avevamo più fatto niente, o per lo meno, io ci stavo provando ma lei aveva deciso di farmi soffrire per benino, o magari aveva semplicemente cambiato idea.
Ah speravo proprio di no, questo pomeriggio avevo detto a Chanel che il giorno dopo avremmo recuperato nei bagni, quindi dovevo lasciare perdere Ariana, dopo tutto non ha una sesta, non è bella come la mia Chanel e non è ricca, o almeno lo è ma grazie a mio padre e questo non serve ad arricchirmi.
Lo so che può sembrare un brutto ragionamento ma non mi interessa, Ariana la potevo avere perché mi piaceva lei, il suo corpo, insomma la potevo usare per gli scopi che interessavano a me, mentre Chanel per avere più soldi, beh e quasi quasi anche la sua sesta.
Comunque avrei fatto uscire Ariana, doveva far sì che prendesse confidenza con me, anche perché ero sicuro che gli piacessi e forse anche a me lei sembrava carina, ma se la volevo portare a letto, dovevo avere la sua fiducia.
Ero già pronto da cinque minuti, aspettavo Ariana in cucina, avevo messo una camicia bianca e dei pantaloni neri, lo so il classico outfit, però per il posto in cui dovevamo andare, poteva andare bene, sicuramente Ariana, avrebbe messo qualcosa di più sportivo, lei aveva un look tutto suo, era elegante ma allo stesso tempo aveva quel qualcosa che ricordava un modo di vestire sportivo.
Un qualcosa di meraviglioso in pratico.
Oh basta, dovevo reprime questi pensieri io stavo con Chanel.
Nella mia vita c'era e ci sarebbe stata sempre lei.
E poi la vidi.
Lei riusciva quasi a farmi cambiare idea, quando parlavo del mio futuro con Chanel, era più belle di una dea greca, perché lei era semplicemente se stessa, Ari.
Si, stavo diventando veramente lunatico.
<Andiamo?>, mi chiese sorridente ed io annuì.
ARIANA'S POV
Quando avevo sceso le scale, Justin si era imbambolato, guardandomi, o forse me lo ero sognato io, perché insomma, mi stava portando a cena solo perché gli facevo pena.
Era chiaro.
Eravamo in macchina da ormai quindici minuti, non riconoscevo la strada su cui eravamo, non ero mai passata da qui, le casa erano lussuose come quelle del quartiere in cui abitavamo, molto probabilmente un'area chic come la nostra, le siepe sempre in ordine, il cancello ben verniciato, e le macchine all' interno delle villette molto grandi, tutti fuori strada.
Notai che Justin, si soffermò a guardare una villetta in particolare, era la più grande di tutte, l'ultima sul l'angolo.
Sul muretto di questa casa, tra le siepi, c'era una targhetta, una targhetta color oro, con le parti esterne argentate, c'erano scritte due parole in grande, dentro di essa, ma prima che riuscissi a leggerne uscì dal cancello una donna, doveva avere l'età di mia madre, era bionda, con nemmeno un accenno di ricrescita, era alta e snella, e si soffermò anch'essa a guardare la nostra macchina, vidi il suo sguardo passare dal finestrino alla targa.
La lesse qualche volta, oppure cercava di ricordarne un'altra, fatto sta che dopo due minuti, cominciò a correre verso l'auto.
<Cazzo>, imprecò Justin, per poi ripartire a tutto gas.
<Chi era quella donna>, sussurrai io, non so perché ma anche se eravamo soli, non volevo che nessuno ci sentisse.
<No nessuno>, disse lui ed io decisi di non ribattere perché se rispondeva così non voleva che la conversazione continuasse.
Il viaggio in macchina continuò in silenzio, notavo che Justin, dava qualche occhiata alle macchine che avevamo dietro di no, in particolare alla macchina.
Quella che avevo visto nella villetta di quella strana donna, all'interno c'era appunto lei, era il lacrime ma allo stesso tempo sorrideva, io vedevo tutto dallo specchietto.
Non l'avevo mai vista, non sapevo darmi spiegazioni a quello che era appena successo per cui lasciai perdere.
* * * * * * * * * * * * * * * * * *
Arrivammo al ristorante, e rimasi a bocca aperta.
Era un locale, a dir poco meraviglioso, con le pareti bianco, senza nemmeno un filo di polvere e i tappeti, abbinati alle tovaglie.
Su un piccolo palco, c'era Cristina Perri, che si esibiva in tutta la sua bellezza e con la sua straordinaria voce, faceva degli acuti meravigliosi, anche gli abiti erano meravigliosi, aveva infatti un vestito blu notte, che le arrivava un po più in giù del ginocchio, sulla vita invece aveva una cintura, fatta da una catenina argentata che ricadeva di lato, come scarpe invece, un paio di stivaletti neri con un tacco dodici.
Ci sedemmo ad un tavolo, molto probabilmente già riservata a noi ed ordinammo.
Non volevo sembrava una persona che approfitta dei soldi altrui, quando è in giro per ristoranti, quindi presi la cosa più economica che c'era.
L'aragosta.
Sembra strano, lo so, ma quest'ultima, costava solo cinquanta dollari mentre invece, gli altri piatti del menù arrivavano anche a costare tra i dieci e i duecento dollari.
Justin invece prese un' insalata di mare mista, con la salsina della casa.
La cena intanto continuava tranquilla, nessuno dei due voleva parlare, io non capivo perché mi portava a cena se poi doveva stare zitto.
Facevo prima ad andare a cena con un lama forse parlava di più!
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My dream is you||Jariana
FanfictionÈ un anno difficile per Ariana nella scuola che frequenta, ultimo anno di liceo in una nuova scuola, niente amici e come se non bastasse è anche prese di mira da alcuni ragazzi e da una ragazza che si rivelerà alla fine una grande amica. La vita di...
