Capitolo 14

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Intanto arrivò l'ascensore e vi entrarono. Il tempo di digitare il piano e Anna gli si avvicinò pericolosamente

-' ma io non sono fidanzata' – disse mentre lasciava una scia infuocata di baci sul collo di Ignazio

-' non sei fidanzata ma sei mia.'- rispose lui gemendo mentre si godeva ad occhi chiusi quelle coccole altamente eccitanti.

Arrivarono al piano ed entrarono in camera.

-'non ordini il servizio in camera?- chiese lei mentre Ignazio posava a terra la sua valigia

-' hai fame?'-

-'vorrei solo un po' di frutta'

-' solo frutta? Devi mangiare qualcosa in più. Mangi troppo poco' – la rimproverò vedendola dimagrita e ricordando che lei non mangiava molto

-' mangio il necessario e comunque ho ancora le simpatiche maniglie cicciottelle da smaltire' – rispose lei arrossendo

-'non devi smaltire nulla'- la rassicurò Ignazio mentre le cingeva i fianchi e baciarle il collo –'mi piaci come sei'- le disse per poi staccarsi e chiamare la cucina per ordinare fragole con panna e nutella per lei e un'insalatona per lui.

Intanto che aspettavano ciò che avevano ordinato Ignazio decise di affrontare il discorso 'ex'.

-' quando lo hai lasciato?' – le chiese mentre si toglieva la camicia restando a petto nudo

Anna si impallò a guardarlo. Quanto gli era mancato quel suo fisico scolpito, si ritrovò a pensare prima di concentrarsi sulla domanda fatta da Ignazio il quale sorrise beffardo notando l'effetto che ancora aveva su quella donna.

-' una settimana dopo che io e te ci siamo salutati'.

-'e perché non mi hai chiamato in questi mesi?'- chiese spiazzato da quella rivelazione.

Anna aveva lasciato il suo ragazzo da 4 mesi e solo ora si era fatta viva.

-' non è stato semplice'- disse lei sospirando pesantemente e ricordando il dolore di quella separazione –'dovevo affrontare da sola le conseguenze. '

-' ti sarei stato vicino'-

-'saresti stato tirato in ballo anche tu da lui. E' stata dura rompere con lui ,mi ha aiutato a riprendere quando sono tornata distrutta dalla Sicilia. Lui ovviamente non l'ha presa bene e ha cercato il colpevole. Se tu mi fossi stato vicino in questi mesi, avrebbe riversato su di te la sua rabbia, il suo dolore e non potevo permetterlo. L'ho lasciato perché non lo amavo, non per te.' – chiarì lei mentre una lacrima silenziosa le rigava il viso

-'allora perché sei qui?' – chiese Ignazio confuso

-'Questi mesi mi sono serviti per fare chiarezza su di te.' – disse lei senza dare una chiara risposta alla domanda di Ignazio che intanto era sempre più teso -' mi piaci e spero che per te nulla sia cambiato' –confessò abbassando lo sguardo imbarazzata.

Intanto arrivarono in camera le ordinazioni di Ignazio e iniziarono a mangiare parlando del più e del meno, raccontandosi. Ad un certo punto Anna, stanca di quella distanza, prese una delle fragole dalla coppa, la immerse nella panna e la portò alle labbra di Ignazio sporcandogli i contorni delle labbra per poi avvicinarsi e leccargliele per pulirle. Capito il gioco di Anna, Ignazio prese la stessa fragola e gliela fece leccare fino a toglierle tutta la copertura di panna

-' ora la posso mangiare' – disse con voce sensuale.

Altre fragole vennero utilizzate dai due per poter stuzzicare il desiderio che l'uno aveva dell'altra. Stanco di quel gioco e desideroso di possederla, Ignazio spostò dal letto la coppa di fragole e si avventò sulle sue labbra facendola sdraiare e togliendole maglia e reggiseno.

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