23. I'm dead without them

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Una voce mi svegliò: "Signorina, siamo atterati".

Con fatica aprii gli occhi combattendo contro la luce bianca del finestrino.

La hostess mi guardava con espressione scocciata, così in fretta presi la borsa e uscii da quell'aereo.

Entrai in un bagno ed osservai il mio riflesso.

Vedevo una ragazza dai capelli biondi legati in una treccia disordinata e l'espressione stravolta.

Infatti gli occhi erano contornati da occhiaie ed erano parecchio rossi per il pianto.

Presi un respiro profondo e mi sciaquai la faccia.

Poi misi un po' di correttore,un filo di matita e mi rifeci la treccia.

Uscita dall'aereoporto mi diressi verso la zona taxi.

Una di quelle macchine gialle si fermò e mi fece salire.

Senza dire una parola porsi all'autista il bigliettino con sopra l'indirizzo.

"Signorina è sicura di potersi orientare a New York?" mi chiese dubbioso.

Io mi limitai ad annuire.

Lui sogghignó tra sè e sé lanciandomi sguardi incuriositi dallo specchietto.

Si fermò davanti a un quartiere relativamente tranquilllo per essere a New York.

"Eccoci arrivati" annunció.

Con velocità gli diedi i solidi e scesi.

Il numero 134 era proprio difronte a me.

Ci ero già stata anni prima insieme ai miei genitori.

Presi un grosso respiro di incoraggiamento e suonai il campanello della piccola casetta.

Mi aprii la porta una ragazza che mi guardó dubbiosa.

Aveva i capelli prefettamente lisci e rosso fuoco, ovviamente tinti.

Già la adoravo.

Il suo volto era spigoloso e minuto di una bellezza disarmante.

"Credo di aver sbagliato...cercavo Lucas..." dissi insicura.

" Non hai sbagliato. Ma scusa l'invadenza: chi cazzo sei?".

Il suo sgurado era cambiato, vedevo un filo di gelosia nei suoi occhi.

" Sono Brook...sua sorella" ammisi.

Lei sgranó gli occhi e mi fece entrare.

"Potevi dirlo prima, ora tuo fratello non è in casa ma dovrebbe tornare ora da lavoro." mi spiegó.

Risi al pensiero di mio fratello che lavorava.

"Comunque io sono Kyle" disse la rossa.

"Sei la sua fidanzata?" chiesi sfacciatamente.

Lei rise e mi disse: "Lucas mi aveva parlato della tua sfacciataggine...comunque sì, da qualche anno".

Le sorrisi.

La casa era piccola,arredata con molta semplicitá e ogni angolo aveva qualche foto appesa.

Nel salotto c'era addirittura un camino a lato su cui sopra era appesa una foto di Kyle e Lucas in cui teneramente si baciavano.

Ci eravamo sedute sul divano e raccontavo alla ragazza di mio fratello degli anedoti imbarazzanti su di lui.

La sua risata rumorosa mi ricordava quella di Niall sempre frequente che ti contagiava subito.

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