Passava l'inverno.
Speravo che con lo scioglimento della neve sarebbero anche passati tutti i ricordi. Invece restavano lì, congelati.
Ma mi rimanevano delle fitte,dentro. Quando pensavo a dove poteva essere Harry in quel momento,a cosa stava facendo, a con chi si trovava.
Ero molto brava ad anestetizzare queste fitte e a farle sparire rapidamente. Le ricacciavo là dentro da dove erano venute, anzi piú in profondità, piú nascoste.
Per qualche mese feci una vita senza regole. Una cosidetta vita brillante. Frequentavo compagnie improbabili, partecipando a feste insulse, bevendo troppo, fumando troppo, eccetera.
Uscivo tutte le sere con la mia conquilina, Marylin. Rimanere la sera da sola a casa era isopportabile.
In mezzo a tutto questo continuavo ad essere una directioner. Continuavo a fare le file nei negozi per i loro CD, continuavo a parlarne in continuazione con Marylin e i loro posters padroneggiavano la mia stanza insieme alle foto con i miei fratelli (Lottie,Louis e Lucas).
Ricordo molto bene il giorno prima -anzi la sera prima- che la parte peggiore della mia vita iniziasse.
Ero ancora in studio e non avevo nessuna voglia di lavorare.
Avevo trovato posto come segretaria in un avvocato famoso australiano.
Esatto, ero in Australia.
Avevo già controllato la posta elettronica, la posta cartacea, riordinato qualche appunto fuori posto, fatto un paio di telefonate inutili.
Mentre controllavo l'email ne trovai una da parte di Louis.
"Skype con Lottie?" scriveva semplicemente.
Gli risposi che ci saremmo sentiti dopo cena.
Finita la sigaretta mi alzai e riordinai tutto.
Avvisai il capo che stavo tornando a casa e mi avviai, come tutte le sere, alla fermata della metro.
Melburne era una grande città,ma mi ricordava New York per i troppi grattacieli quindi avevo trovato una sistemazione un po' fuori dal chiasso cittadino.
"Sono arrivata" annunciai mentre sbattevo la porta.
Estrassi dalla tasca del cappotto un pacchetto di sigarette e mi diressi in salotto dove ero sicura di trovare la mia conquilina.
Infatti Marylin era seduta sul divano con le gambe incrociate.
I suoi capelli neri mi ricordavano maledettamente quelli della Barbie che stava con Harry.
Altra fitta.
Ma era molto diversa, poteva sembrare stronza invece era la solita ragazza australiana con un forte carattere, la battuta sempre pronta e a volte poteva anche essere dolce.
Tra le mani teneva saldo il computer con un'espressione corrucciata.
"Che fai?" le chiesi sospirando e sedendomi di fronte a lei.
"Uhm...niente..." rispose semplicemente e io alzai gli occhi al cielo.
"Mi dai una sigaretta?" poi mi chiese.
"Alza il culo e prendine una tua" le risposi acidamente.
Lei scoppió a ridere mentre me ne fregava una dal mio pacchetto.
Entrambe iniziammo a fumare una accanto all'altra sorridendo leggermente.
Guardai l'ora e decidi di scrivere a Lou di sentirici subito su Skype.
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How to save a life.
FanfictionHow to save a life, come salvare una vita. Perché, nonostante tutto, Harry ha salvato la sua di vita. L'ha resa viva, per sempre. E non importa quanto le loro vite durino, il loro amore va oltre a tutti e tutto. Il loro amore va contro il tempo. E c...
