37. The Horan

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*Sbabam*

Cercai di alzarmi dolorante dal pavimento.

Aprì lentamente gli occhi e scorsi la figura di Harry di fronte a me.

«C-c-osa è successo?» gli chiesi massaggiandomi il fianco.

«Non ti svegliavi e stavamo rischiando di perdere l'aereo.» rispose alzando le spalle mentre un sorriso divertito spuntava sul suo viso.

Avrei voluto maledirlo in tutte le lingue, ma le sue fossette mi incantavano tutte le volte.

«Potevi essere anche più dolce» borbottai mentre mi alzavo in piedi a fatica.

«Su Brook, non fare la vittima...so che sei una ragazza forzuta» disse Harry. In risposta gli feci una linguaccia.

Poi -quando entrambi avevamo trattenuto le risate troppo a lungo- scoppiammo a ridere sguaitamente.

«Mi devo cambiare» dissi.

«Okay» rispose Harry sedendosi sul letto e fissandomi malizioso.

Risi leggermente mentre lo spingevo fuori dalla stanza.

«Sei un pervertito» lo accusai.

«Ma tu ami questo pervertito» disse il riccio con un sorrisetro di sfida.

Io non gli risposi per non dargli ragione e gli chiusi la porta in faccia.

«Anche io devo vestirmi» disse Harry dall'altro lato.

«Ci metto cinque minuti».

«Pff, come no!» rispose lui.

E faceva bene a dubitare.

Dopo un quarto d'ora circa uscì dalla porta.

Lo trovai appoggiato al muro con gli occhi chiusi. Il suo respiro era pesante e capì che stava dormendo.

All'inizio pensai di svegliarlo con un dolce bacio, ma poi l'idea di una vendetta era più allettante.

Lo spinsi per terra,facendolo spiaccicare sul pavimento.

Lui si sveglió di soprassalto guarandosi intorno confuso.

Poi mi lanció uno sguardo che mi incenerì.

«Se gli sguardi potessero uccidere...» dissi tra le risate.

«Gli sguardi no, ma il solletico sì» affermó Harry tutto ad un tratto.

Io lo guardai confusa, ma prima che avessi il tempo di elaborare la frase mi saltó addosso.

Letteralemente.

Mi faceva il solletico in ogni centimetro del mio fragile corpo.

«B-B-B-AAA-S-T-T-AAAAAA» cercavo di oppormi,ma tutto era inutile.

«Che succede?» chiese un Liam vestito e pulito comparendo da chissá dove.

Poi strabuzzó gli occhi, probabilmente vedendo quanto fossimo indietro.

Aprì la bocca per parlare,ma venne interrotto da Louis che entrò nel corridoio correndo.

«Credevo...stesse...facendo...sesso....dalle urla...» disse con il fiatone e il mio bravo Daddy gli diede uno schiaffo sulla nuca.

«VI VOGLIO ENTRO CINQUE MINUTI TUTTI IN MACCHINA» urló Zayn.

Sì, il DJ-Maik voleva arrivare puntuale. Mai successo prima di quella volta.

«Ma che cazzo ha?» dissi confusa.

«Deve vedere Perrie» rispose Harry mentre sorrideva leggermente.

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