40. White -part two-

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«Non è per fare il guastafeste,ma dovremmo scendere giù» borbottó il mio ragazzo.

«Ancora due minuti» mogonai in risposta.

Un brivido mi percorse la schiena mentre mi raccomitolavo al petto di Harry.

Lui mi schioccó un dolce bacio sulla testa che mi fece sorridere.

Mugunai qualcosa di incomprensibile incastrando la testa fra il suo collo e la sua spalla.

«Per me potremmo stare qui per sempre» dissi senza avere alcuna  intenzione di alzarmi.

Io ed Harry eravamo diventati una cosa sola quella sera, ed era stato indescrivibile.

Richiusi gli occhi senza spostarmi da quella comoda posizione.

E credo che mi addormentai.

Non mi è mai piaciuta la monotonia.

E' sempre stata un fatto che odiavo dal principio e che non riuscivo mai a sopportare.

Ma non c'era più monotomia nella mia vita, ogni singolo sorriso,abbraccio,risata,bacio,sguardo. Ogni singolo secondo era diverso ed indimenticabile con Harry accanto, e anche quella sera era stata perfetta e sopraffatta dalla passione.

«A cosa pensi?» chiese Harry con la voce roca e parecchio impastata dal sonno.

Ero in uno stato di dormiveglia, ma la sua voce roca - e sexy- mi fece svegliare del tutto.

Presi un respiro profondo e mi girai verso di lui; stando attenta al lenzuolo, facendo in modo che non mi scoprisse.

Harry era sdraiato su un fianco, aveva lo sguardo assonnato con un occhio aperto ed uno no. I suoi ricci erano spettinati, eppure era ancora più bello.

«Uhm,niente amore. Stai tranquillo» risposi con un sorrisetto.

«Ora dobbiamo veramente andare oppure ci daranno per dispersi, non ci siamo neanche fatti vedere a cena» borbottó Harry sbuffando

Non risposi mentre pian piano mi avvicinavo a lui.

Feci unire le nostre bocche in un dolce bacio, e lui come sempre ne approfittò.

Sì,non c'era alcuna traccia di monotonia.

Mentre il bacio diventava piú profondo fece un leggere pressione sui miei finachi e mi fece sedere a cavalcioni sopra di lui, entrambi non volevamo finire il bacio.

Poi -per mancanza di ossigeno- fui costretta ad alzarmi e lui mugonò qualcosa come un «Potremmo anche non andare effettivamente» mentre sorrideva malizioso.

«Non cambierai mai,Styles» dissi ridacchiando.

Dopo -con un immenso sforzo- mi alzai da lui e mi diressi verso la porta.

«Dove pensi di andare vestita così?» disse Harry leggermente innervosito.

Indossavo solamente la maglietta nera di Harry.

«Giù?»

Lui con uno scatto scese dal letto e indossó un paio di boxer mentre io lo guardavo perplessa -e ammaliata- sulla soglia della porta.

«Ti aspetto giù» disse socchiudendo la porta del bagno dietro di sè, mentre le fossete contornavano il suo volto.

Così mi ritrovai a sorridere come un'ebete mentre guardavo il soffito.

«Muoviti!» urlò ridacchiando Harry e -senza eliminare quel sorriso- indossai un paio di pantaloncini sotto la maglia del mio ragazzo geloso.

                       ***

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