*LUKE'S POV*
-Luke! Finalmente ti fai vivo!- la voce di Mike mi accoglie in casa sua, il mio amico dai capelli bianchi con la parte centrale nera si fa vedere ai miei occhi, l'ultima volta che ci siamo visti è stato più di otto giorni fa.
-Sei tu che quando torni a casa vai in letargo Mike- lo prendo in giro, entrando in casa, salutando anche l'altro mio amico che siede sul divano: Cal.
-Papà Luke è arrivato!- mi prende in giro, venendomi incontro, chiedendomi mille cose riguardo la mia bambina, riguardo June.
-Stanno bene, sono vive, felici e belle da morire- ammetto, sentendo il rossore farsi avanti, sentendo Calum ridacchiare, per poi avvolgermi in un abbraccio.
Saliamo in camera di Mike, deve ancora vestirsi e come suo solito, peggio di una ragazza, non sa cosa mettersi: per andare in discoteca Mike ha sempre mille problemi, ha sempre mille dubbi sul cosa mettersi, si sente a disagio con ogni cosa, si lamenta ogni cinque secondi, alza gli occhi al cielo, sbuffa, chiede di andare da un'altra parte; ma non posso lasciare June da sola, non posso rinunciare, non posso lasciarla in mezzo a tutta quella folla, non posso e basta.
-Mike: una camicia e un paio di jeans dai. È una discoteca, non un ristorante di lusso- gli propongo, tirando fuori dal suo armadio la camicia nera che ha indossato solo una volta in vita sua.
-Per piacere, ha mille anni quella cosa lì- dice lui, mentre Calum la prende in mano e se la porta davanti a lui: sembra piacergli.
-È bella Mike! Posso metterla io? Ti do la mia maglia- propone, ma Michael sembra disgustato dalla maglietta viola con uno strano simbolo in verde acido, che indossa Cal.
-Eri ubriaco quando l'hai presa? Fa schifo, devo fare colpo, non far venire un colpo a qualcuno- il suo gioco di parole ci fa ridacchiare: da quando Michael vuole fare colpo su qualcuno?
-E chi sarebbe la fortunata?- ammicca Calum, con tanto di gomitata curiosa sul fianco di Mike, che abbassando lo sguardo, arrossisce, un sorriso tenero e imbarazzato si fa avanti.
-Michael Gordon Clifford! Ti sei preso una cotta e non ci dici nulla? Pessimo- commento ad alta voce, mentre lui continua a frugare tra i suoi vestiti nell'armadio.
-Non c'è nulla da raccontare. È... una cosa vecchia- dice, tirando fuori una maglietta bianca, orribile e neanche stirata: mi affretto a prendergliela dalle mani.
-Questa no. Per piacere Mike, la camicia è più bella- Calum gliela porge, annuendo, ma Mike sbuffa, sospira profondamente.
-Non è nel mio stile... la camicia mi sa tanto da... non so, figlio di papà- e io inarco il sopracciglio: io ho addosso una camicia bianca, cos'ha contro la mia camicia bianca??
-Ehy!- mi lamento, dandogli una pacca sulla spalla, mentre lui ride, mi prende in giro.
-A te sta bene Luke, sembri una specie di modello Hollister- e ride con Calum, di me, sempre così gentili.
-A June piacciono le camicie su di me!- mi giustifico, loro esplodono in una risata.
-Mi sa che alla ragazza piace far aspettare...- ammicca il moro, mentre l'altro continua a ridere come un pazzo.
-Bottone dopo bottone... la temperatura sale, sale...- ammicca ancora, mentre io divento rosso sempre più acceso: pervertiti.
-Siete due stupidi- li rimprovero, mentre loro mi fissano con occhi curiosi.
-Vorresti insinuare che con la tua dolce metà non hai ancora reso il tutto molto... caliente?- ecco, si mettono pure a parlare spagnolo, l'imbarazzo continua a salire: possibile che debbano sempre prendermi in giro?
-No- dico secco, guardando altrove –Quando mi fermo da lei, dormiamo in camera con Lune, non sarebbe una bella cosa, la mia bambina!- non voglio neanche pensare ad una cosa simile: no, mai.
-Non è giunto il momento di comprare casa, Hemmo?- suggerisce Calum, facendomi voltare lo sguardo sul suo: parla sul serio?
-Insomma, tu e June avete una figlia, vi volete bene e tutte le smancerie possibili; non credi sia il momento di salutare mamma Liz?- sono senza parole: lo pensa davvero a quanto pare.
-Non... non ci ho mai pensato- ammetto, ricevendo un "addormentato" da parte di Mike.
-I soldi non ti mancano Luke, pensaci!- mi dice ancora Calum, ma quel che dice è stupido.
Comprare una casa? Per me, June e Lune? Una casa? Noi che a gennaio dobbiamo partire per l'America, per il tour con i 1D? Noi che staremo via per almeno due mesi? Che senso ha allontanare June da casa sua? Che senso ha farla vivere in una casa da sola?
-No Calum, è una scemenza: abbiamo un tour noi...- tento di spiegare, ma lui sembra avere una soluzione a tutto.
-E quindi?- inarca il sopracciglio.
-June e Lune, da sole in una casa? Almeno in casa Irwin c'è Harry, c'è Anne Marie...- spiego, ma lui ricomincia a parlare.
-Luke, non per essere invadente: ma non credi sia il momento di rendere tutti partecipi del fatto che hai una figlia? Che hai una ragazza, che è la mamma della tua bimba? Cosa credi? Di poter tenere ancora tutto nascosto?- ma... ha cambiato argomento?
-Cosa c'entra tutto questo con la casa??- sono confuso, ed ecco che si mette Mike in mezzo.
-Quello che Calum tenta di dire Luke è che: June ha ormai finito l'Università, tu hai un lavoro, ma hai anche una figlia... lasceresti davvero Lune qui, mentre tu sei dall'altra parte del mondo?- ecco, un colpo al cuore.
-State dicendo che... dovrei... portare June e Lune con noi? In tour?- i miei amici si guardano complici.
-Il suo cervello funziona ancora- dice Michael, dando il cinque al moro, lasciandomi senza parole, lasciandomi pieno di pensieri.
Il campanello di casa Clifford ci richiama al piano di sotto, ma nella mia testa, quella piccola conversazione mi assilla, mi dà il tormento.
Ma non appena scorgo la figura di June, la mia mente si ferma, il mio cuore batte più forte: un vestito blu, a fascia, corto, corto da morire, le scarpe con il tacco, le gambe scoperte, i capelli biondi raccolti in una coda alta, gli occhi blu che mi fissano.
-Luke, hai bisogno anche tu del bavaglino? Neanche Lune perde così tanta bava- dice Calum, facendo scoppiare tutti i presenti in una risata: grazie amico, sempre bello poter contare su di te e sulla tua sincerità.
-Come siamo carini Mike, non ti ho mai visto con la camicia- dice Abby, rivolgendosi al nostro amico: ed ecco di nuovo quel rossore, quel sorrisetto imbarazzato.
Ecco chi è la "storia vecchia".
Ma non ci posso credere: è seriamente Abby? L'amica di June? No dai, non può essere vero, no è impossibile!
Mike le sorride, bisbiglia un "grazie", non riesce a guardarla negli occhi: Mike ha una cotta per Abby!! La cosa si fa interessante, la cosa è troppo strana, cioè insomma, Michael, il nostro misterioso e tenebroso Michael, ha una cotta per Abby, l'elegante, raffinata e dolce Abby! Il colmo, devo parlarne con June, il prima possibile.
-Beh, andiamo?- suggerisce Calum, è tempo di andare a ballare.
Il caldo della discoteca ci avvolge, il rumore assordante ci travolge, le luci colorate in questo buio fitto sono quasi insopportabili: noi non amiamo troppo la discoteca, non ci piace stare troppo in mezzo ad un ammasso di persone che tentano di ballare, non ci piace, e ora che siamo abbastanza conosciuti, la cosa ci turba un po', la paura di essere riconosciuti alle stelle, non sarebbe l'ideale farsi beccare, non sarebbe bello rovinare questa serata per "colpa" della nostra identità.
Poi sono qui con June, poi si scatenano mille casini, mille polemiche, mille "drama time" in Twitter: quanti che ne ho visti, quanti ho cercato di evitare, ma ci sono foto, foto ovunque che mi ritraggono con lei, che mi ritraggono pure con Lune e gli interrogativi delle fan crescono, aumentano, è chiaro che June sia tornata ad essere qualcosa di importante per me, non sono stupide, ma chi è Lune? "bambina misteriosa", "cugina di June", "cugina di Luke", "ma la tiene pure Ashton", la mia bambina è sotto l'occhio curioso di troppe persone e questo mi turba, mi assilla, ho paura, voglio proteggerla, voglio tenerla al sicuro dal casino che si crea troppe volte nella mia vita, Lune è il mio segreto, che a fatica, continuo a nascondere.
-A che pensi Luke?- sento la mano di June stringere la mia, capisce che sono turbato da più di un pensiero, ma questo, non è il momento adatto, è la nostra serata, è il nostro momento per comportarci come dei ragazzi qualunque, che "amano" la discoteca, che hanno voglia di ballare, di essere assordati dalla musica a tutto volume, che hanno voglia di vivere a pieno.
L'avvolgo più vicina a me, la sento leggermente fredda, il giubbotto non l'ha riparata abbastanza, il vestito è troppo corto.
-Sei un pezzo di ghiaccio- le dico, mentre lei sorride, baciandomi la guancia.
-Esagerato come sempre Hemmo. Bella camicia- ammicca lei, facendomi arrossire e a tal proposito, le rivolgo quella domanda.
-Ma... da quando Abby e Michael si guardano in modo meno amichevole?- lei inarca il sopracciglio, non capisce, forse neanche lei è al corrente della situazione.
-Dopo te ne devo parlare- dico ancora, lei annuisce, trascinandomi con sé in mezzo alla pista, in mezzo a troppe persone, la tengo stretta, non voglio perderla, non voglio che si confonda tra la folla.
-Dai saliamo sul cubo!- urla June, sotto il mio sguardo contrariato: assolutamente no, già è imbarazzante ballare, figuriamoci ballare sopra un cubo, giusto per essere derisi da tutti.
-Noioso- mi prende in giro, cercando la mano di Abby, che non esita un secondo di più.
Michael mi si avvicina, come a non voler perdersi la scena, ma all'appello, manca Calum: guardo Mike in cerca di risposta, e i suoi occhi, mi indicano di fissare alla mia destra.
-Calum si è già dato da fare- mi urla all'orecchio, mentre noto il moro ballare con una ragazza particolarmente sorridente: ubriaca o brilla di sicuro; ballano vicini, sembrano in sintonia tra di loro, meglio non andare a rovinargli i piani.
I miei occhi si spostano sulla figura di June, che balla con Abby.
Questo vestito è troppo corto, ne sono sempre più convinto.
La coda alta poteva evitarla, insomma, quel collo così scoperto... così attraente...
Poi quelle gambe, si prenderà un'influenza! Deve vestirsi di più! Ma sono così belle, sono così perfette...
I suoi movimenti poi: non può sembrare un po' più impacciata? Perché deve muoversi così bene? Non è mica una ballerina lei, potrebbe sembrare un po' più comune, potrebbe smetterla con questi movimenti così attraenti che fanno venir voglia di trascinarla via, per poter ballare con lei, per privare agli altri di tale spettacolo.
Quanto sei bella June...
Ma a quanto pare, non sono l'unico a pensarla così.
-Chi cazzo è quello?!- urlo a Michael, che deve essersi svegliato bruscamente anche lui dai suoi mille pensieri su Abby, dato che le due ragazze, sono affiancate da due "ballerini": questi due ballano fin troppo vicini a loro, questi due dovrebbero stare distanti minimo due metri e quello lì, dai capelli neri, dovrebbe allontanare quella mano dal fianco di June in questo momento!
Mi metto anche io sopra il cubo, mi metto dietro la schiena di June, con fare fin troppo protettivo, fulminando con lo sguardo quell'essere che ha osato tanto.
-Stavamo solo ballando- dice innocente, alzando le mani all'aria: solita scusa, cosa crede? Che sia nato ieri?
-E io ti sto solo mandando via, più semplice di così- sorrido malefico, mentre il ragazzo scende dal cubo, seguito dall'amico.
Con mia grande sorpresa, mi ritrovo pure Michael accanto: Mike che sale su un cubo, in una discoteca, per allontanare un ragazzo da Abby? Questo è il colmo.
Gli rivolgo un sorriso complice, i nostri sguardi si dividono perché lui torna a fissare Abby, la quale non aspetta un secondo di più per prendergli le mani e cominciare a ballare con lui, che è in imbarazzo, che si sente fuori luogo, ma che si lascia trasportare.
Le labbra di June mi richiamano, il suo sguardo vispo, mi sorride, mi prende in giro.
-Geloso- esclama, ma a me poco importa.
-Parla lei, vero signorina "Quanto mi sta in culo Acacia non lo puoi sapere"- i suoi occhi si spalancano, colpita e affondata, uno pari.
-Beh, almeno io, quando ti vedevo firmare autografi sulle tette delle tue fan, mica sono arrivata ad ammazzarle- la sua punta di gelosia è così evidente.
-Vuoi anche tu un autografo lì, piccola June?- ammicco, spostando lo sguardo sul suo petto, la sento spintonarmi via.
-Hemmings! Osa firmare ancora autografi sulle tette altrui e giuro che non so cosa ti faccio!- io scoppio a ridere, l'avvolgo a me, la bacio perché è unica, perché amo la sua gelosia, perché amo tutto questo, perché amo vivere questa storia con lei.
-Che serata niente male!- esclama June, mentre camminiamo verso casa Irwin, soli, abbracciati, la sento tremare.
-Chi l'avrebbe mai detto? Michael e Abby, giuro, sono sconvolta!- commenta ancora, mentre io la stringo a me.
-Chissà da quanto tempo questa cosa ci è sfuggita di mano- dice ancora, mentre io continuo a pensare a un modo decente per proporle di...
-Luke? Mi ascolti? Sei assente- chiede preoccupata, fermandosi d'improvviso, ha capito che qualcosa non va, lo ha capito e non ho più modo di giustificarmi, devo essere sincero, devo essere diretto, ora o mai più.
-Voglio vivere con te- confesso tutto d'un fiato, vedendola inarcare il sopracciglio, andando avanti con la mia spiegazione –Voglio vivere in una casa, solo noi tre, una casa nostra, una casa che ci divertiremo ad arredare, con le pareti dipinte da noi, con le nostre foto messe ovunque, con nostra figlia che cammina da una parte all'altra: una casa nostra, casa Hemmings e Irwin- June è letteralmente senza parole, credo sia un miracolo, sono riuscito a farla stare in silenzio, ma vorrei una risposta, vorrei che parlasse.
-Non... ti piace l'idea?- balbetto, mentre lei distoglie lo sguardo, facendomi balzare il cuore in gola.
-June...- la richiamo, mentre sul volto di lei si crea un sorriso.
-Credo sia l'idea più bella del mondo- dice d'un fiato, e il mio cuore si sente sollevato –Ma come... il tour? Cioè è tutto così...- riprende lei, ma la blocco.
-Incasinato, lo so. Ma... June: noi siamo una famiglia, ne sono consapevole- affermo, mentre lei continua a sorridermi.
-E come farai con le tue fan? Io, lo sai, non voglio costringerti a...- so bene quello che intende.
-Loro capiranno, e fidati, hanno già capito fin troppo: su Twitter ci saranno già le nostre foto June. Ma io... io voglio questo, voglio una famiglia, la nostra famiglia- lascio che il silenzio ci invada per pochi istanti –E voglio che tu e Lune, veniate con me in tour. Non posso lasciarvi qui, non posso, non voglio, quindi hai poco da lamentar...- non finisco la frase, le labbra della mia June sulle mie, a zittirmi, a farmi capire che non ribatterà, a farmi capire che accetterà ogni cosa: la casa, il tour, noi.
-Continuo a credere che tu sia più maturo di me- mi sussurra sulle labbra, io evito di dire che è grazie a Mike e Cal se sono arrivato a questo: per una volta, mi prendo il merito di tutto, mi prendo il merito perché quello che le ho appena proposto, è ciò che ho sempre tenuto nascosto a me stesso.
Amo June.
Amo Lune.
Sono le persone più importanti della mia vita.
Stare lontano da loro è una sofferenza, vivere in case diverse è come perdere attimi importanti di loro, vivere sotto due tetti diversi è come avere un oceano tra noi, quindi figuriamoci durante il tour: con davvero oceani e ore a dividerci... no, non posso, non vivrei, non resisterei, loro sono la mia famiglia, loro sono le mie "donne", loro sono la mia vita.
-Voglio essere felice, e questo, è solo l'inizio- le sussurro ancora, baciandola, rendendomi conto di essere eternamente grato a Mike e Calum.
Grazie amici miei, grazie per avermi svegliato, grazie per aver dato voce ai miei pensieri più nascosti, grazie per avermi capito.
Grazie davvero, perché la felicità che sto provando ora mi fa sentire il ragazzo più completo al mondo.
STAI LEGGENDO
So Out Of Reach
Fanfiction-Mi spieghi chi stai fissando?- continua lui, ma io continuo per la mia strada, fino ad arrivare al mio intento, riavere gli occhi di Luke Hemmings verso i miei. Lo vedo sorridere di nuovo, abbassa lo sguardo solo un secondo, poi lo rialza. Sollev...
