capitolo 3

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Kelsey’s Point of View:

Grugnii muovendomi di lato, il sonno che avevo lentamente se ne stava andando mentre la luce mattutina entrava nella stanza attraverso la finestra, brillando sul viso. Sbadigliando, mi strofinai gli occhi prima di stiracchiare le mie braccia lungo le lenzuola.

Aprendo per bene gli occhi, guardai alla mia destra e vidi che c'era uno spazio vuoto, Justin non era lì. Tirandomi su a sedere immediatamente, sentii il mio cuore accelerare, il mio stomaco contorcersi.

Non appena aprii la bocca per chiamarlo, la porta del bagno si aprì, spalancandosi prima che Justin uscisse con addosso soltanto un asciugamano legato ai fianchi.

Scuotendo la testa alcune goccioline di acqua caddero. Si passó una mano tra i capelli per tirarli su e poi rivolse il suo sguardo su di me, seduta sul letto. Una scia di serenità gli illuminò gli occhi e mi rilassai sotto il suo sguardo. "Sei sveglia." Disse e un debole sorriso gli apparve in viso.

Annuii, non sapendo cosa dire dato che la mia gola era secca. Leccandomi le labbra, sospirai, cercando di ricompormi prima che lui potesse notare che mi ero agitata quando non lo avevo visto vicino a me.

Ma lui mi conosceva meglio di quanto io conoscessi me stessa e quasi subito, capì il mio stato di malessere. Aggrottando le sopracciglia, il suo viso si fece serio. "Stai bene?" Mormorò, camminando verso di me nonostante indossasse solo un'asciugamano.

Mi ritrovai a non dire niente mentre lo guardavo muoversi attraverso la camera. I suoi piedi sbattevano contro il pavimento di legno duro. "Sì." Risposi velocemente, evitando i suoi occhi. Mettendomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio, incrociai le mie gambe sul letto.

"Perché mi menti?" Mormorò calmo. Potevo capire dal modo in cui me lo aveva domandato che stava cercando di contenere la sua irritazione verso di me.

"Io-io non ti sto mentendo, é solo che...." Scossi la testa, fermandomi. Sapevo che era meglio tirarmi fuori da tutto questo. Per quanto potessi costruire un muro attorno a me, non era così facile mantenerlo quando lui era con me. Aveva il potere di tirarlo giù. "Non sapevo dove fossi e sono entrata nel panico..." Dissi, alquanto imbarazzata.

"Non hai sentito assolutamente niente di quello che ti ho detto ieri notte?" Mi chiese incredulo, non potendo credere alle sue orecchie. "Ero serio quando ho detto che non ti avrei lasciato di nuovo, ok? Te l'ho promesso ieri sera e manterrò questa promessa." Anche se cercava di mantenere la calma, la sua voce era un po' piu alta di quanto mi aspettassi.

Pressando le mie labbra insieme, strinsi la maglietta che avevo addosso al mio petto, il mio stomaco fece un balzo e provai una sensazione strana, qualcosa che non avevo mai provato. "Mi dispiace." Mormorai, non volendo litigare per una cosa così stupida.

I suoi occhi rimasero su di me, non cambiando mai direzione, il suo sguardo divenne intenso, stava praticamente scavando buche sulla mia testa. "Cazzo." Sputò Justin, respirando velocemente, sfregandosi il collo per la frustrazione. Assicurandosi che l'asciugamano fosse ben saldo sui suoi fianchi, camminò attorno al letto prima di inginocchiarsi davanti a me. Avvicinandosi, fece scorrere una mano sulla mia spalla, togliendo i capelli. "Guardami." Sospirò, mentre con il suo pollice accarezzava la mia guancia.

Non volendo litigare o discutere, girai il mio corpo nella direzione di Justin, con le gambe incrociate.

Prendendomi le caviglie, Justin mi aprì le gambe prima di portarle in avanti cosicché fossero poggiate lungo i suoi fianchi. Prendendomi le cosce, Justin mi guardò negli occhi, solenne. "Non volevo essere maleducato. Solo... È frustrante sapere che ancora non mi credi." Accarezzandomi la pelle con il pollice, fece un profondo sospiro. "Sono tornato e non vado da nessuna parte. Ho fatto uno sbaglio una volta, ma non c'è modo che io lo rifaccia ancora." I suoi occhi si perdevano nei miei. "Mi hai capito?"

Danger's backDove le storie prendono vita. Scoprilo ora