capitolo 33

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- capitolo 33.

Punto di vista di Justin:

Il sangue nelle mie vene gelò mentre stavo privo di emozioni in cucina. Stavo lentamente soffocando, guidando me stesso alla pazzia chiedendomi dove era e cosa le stavano facendo. Solo il pensiero che qualcuno la toccasse mi faceva contorcere lo stomaco.

Ho cercato di ottendere qualche tipo di compostezza per capire cosa stesse succedendo, ma la verità era che non riuscivo perchè i miei pensieri portavano sempre a Kelsey.

Il silenzio cresceva con ogni pesante respiro che facevo e capivo sempre più che Lyndon non era mai stato così tanto entusiasta da quando erano arrivati, lui aveva finalmente vinto su di me e non c'era assolutamente niente che io potessi fare a questo punto, ma solamente fare qualunque cosa lui volesse, perchè aveva Kelsey e, se non ascoltavo, solo Dio sa cosa quel figlio di puttana aveva pianificato di farle.

"Dove è?" dissi mentre la disperazioni ribolliva nelle mie parole

"Ho paura che non posso ancora dirtelo adesso."

"Che cosa cazzo significa che non puoi dirmelo?" urlai perdendo tutta la mia pazienza. "Stavo per ucciderti, mi hai mandato quì per trovare la mia ragazza sparita e non puoi dirmi dove è?" sibilai, i miei occhi ardevano. "Mi sto rivolgendo a te." (non sono sicura di queste ultime cinque parole perchè call on significa rivolgersi a, e bluff tipo scogliera/promontorio perciò non capisco cosa significa :c)

Lyndon sembrava essere pensieroso mentre se ne stava in silenzio per quelle che sembravano ore anche se in realtà erano passati solamente qualche secondi. "Sei sicuro di voler fare ciò Bieber?"

Chiusi gli occhi e presi un respiro prima di sfogarmi "Dove diavolo è la mia ragazza Lyndon?" dissi scandendo ogni sillaba.

"Come sta la tua famiglia Justin?" canticchiò Lyndon con voce manipolatoria.

Le mie sopracciglie formarono una smorfia, la confusione appannò la mia mente "Di che diavolo stai parlando? Che cosa centrano loro con--?

"Come sta tua mamma?" continuò, ignorandomi completamente. "Tuo papà? Tuo fratello? Stanno bene?"

Stringendo la mascella, premetti il mio telefono così forte all'orecchio che avevo paura che si sarebbe ridotto a pezzi. "Dove stai parando con questo Lyndon?" (letteralmente sarebbe 'Dove stai andando con questo Lyndon?') ringiai.

"Che dire della tua piccola sorella, Jazzy?" disse sottolineando il suo nome facendo precipitare il mio stomaco per terra "E'..? Oh.." sbuffò senza umorismo, "Lei è morta."

Sentii la rabbia pulsarmi nelle vene mentre le grida di mia sorella risuonavano nelle mie orecchie. "Chiudi quella cazzo di bocca."

"Aw, è un argomento delicato per il piccolo Justin Bieber?" Lyndon ridacchiò minacciosamente. "Povero ragazzo, ha perso la sua sorellina in una attacco rivolto a lui. E' una cosa in corso con te? Chiunque tu ami muore a spese tue?"

"Tu non sai di che cazzo stai parlando."

"Jazzy ti seguì nel magazzino dove tu hai avuto un incontro con McCann quella notte." Lyndon continuò, "Ciò che era destinato a farti morire, ha fatto perdere la vita a lei. La tua ragazza viene rapita da Delgrado e viene quasi violentata. Tu lo uccidi e finisci per andare in prigione e ora eccoti qui.. Tornato al punto di partenza con la tua ragazza introvabile" (ciò he tipo non riesce a trovarla, letteralmente è introvabile/in nessun posto)

Scossi la testa, nonostante non potesse vedermi, il mio torace i contrasse violentemente mentre la mia testa batteva incessantemente come se un martello batteva contro di essa. 

Danger's backDove le storie prendono vita. Scoprilo ora