Cercando di riacquistare la calma e cercando di far smettere il suo corpo di tremare, si mise le mani nei capelli, portandoli indietro e buttando fuori una grande quantità di aria... ma adesso che ci pensava, non si era nemmeno accorto di aver trattenuto il respiro.
La paura verso il suo coinquilino era centuplicata, ma Lyon era rimasto sconvolto per un motivo molto più profondo; infatti il demone ha mandato il frantumi la piccola logica del leone: prima era stato completamente indifferente, poi gli ha iniziato a fare il serio, inseguito gli ha mostrato uno dei più bei sorrisi sulla faccia della terra e, infine, lo ha fatto sentire impotente e sottomesso, con piccoli gesti... le sue mani sui fianchi, che gli provocavano uno strano calore, i due corpi appiccicati, il che lo metteva a disagio, la sua voce sensuale, che faceva pendere il leone dalle sue labbra, e quell'aria leggermente minacciosa e autoritaria, che lo faceva diventare da leone ad un gattino tremante.
Arrossì, leggermente a disagio, pensando alla posizione di prima, quando, un'idea, non gli balenò in testa "Sembra quasi che ci stia provando...NHAAA, è impossibile!"
<Salve ancora signorino!>
Il poveretto in questione sussultò e si mise una mano sul cuore, girandosi dalla parte da dove proveniva la voce: c'erano le quattro "ragazze ragno".
<Mi avete fatto prendere un infarto...> disse affannato, cercando di far smettere il suo cuore di saltagli fuori dal petto.
<Credeva che fossi il padrone, non è vero?>disse cercando di trattenere i risolini.
Stranamente parlava sempre solo una delle quattro, le altre di limitavano ad un dolce sorriso.
<In effetti...> disse il leone guardando le quattro davanti a lui.
<Non ci siamo ancora presentate correttamente, io sono Lem, e loro sono Clem, Nem e Jem. Liete di conoscerti>Disse e, in seguito, tutte e quattro fecero un piccolo inchino.
Il leone era leggermente confuso, erano praticamente identiche, come avrebbe fatto a riconoscerle?
<Ragazze, anch'io sono felice di conoscervi, ma siete praticamente identiche, vi scambierei in continuazione!>
<Mi scusi, vedo che non è un'attento osservatore> gli rispose prontamente la ragazzina.
Solo allora Lyon notò che c'era una peculiarità che avevano differente l'una dall'altra:gli occhi.
Allora Lyon disse ,mentre cercava di ricordare i nomi,<Quindi, tu, con gli occhi verdi sei Lem, quella con gli occhi gialli è Clem, quella dagli occhi rosa è Nem e quella con gli occhi azzurri è Jem>
<Corretto!> parlò per la prima volta Clem con una voce bambinesca.
<Se hai bisogno di noi chiama, buona giornata> disse Nem con un tono molto maturo, e così si dileguarono per la casa.
Lyon, rimasto solo davanti all'entrata, guardò verso la porta scorrevole in vetro traslucido e decise che sarebbe stata la sua prima meta.
Avanzò deciso per poi poggiare la mano sopra la porta e farla scivolare verso sinistra dando modo al leone di vedere la camera più colorata e spaziosa della casa.
All'interno c'era un grande divano azzurro messo di spalle alla porta con sotto un morbido tappeto turchese, con davanti una TV di ultima generazione a schermo piatto, i muri erano bianchi, con qualche mensola gialla qua e là che sorreggevano dei soprammobili o fotografie, e il pavimento era composto da piastrelle dai motivi verde chiaro e bianchi.
Entrando in quel mondo colorato, dopo il tanto grigio delle altre stanze, notò che sotto la televisione vi erano quattro console e, subito sotto vi erano anche alcuni giochi per le console stesse.
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Dream
FanfictionI sogni portano le più strane realizzazioni e ancora non comprendiamo come la mente, nella sua complessità, crei scenari che, giusto prima di aprire gli occhi, ci sembrano la realtà. Lyon capirà la differenza tra sogno e realtà, ma non è detto che l...
