10-Coccole

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I sei erano nel salone dal divano rosso, si raccontavano i loro trascorsi in quel mese e mezzo, ma Lyon non spiccicò una parola sul rapporto che aveva con il demone, raccontò il tutto stravolgendo un po' la realtà.

Il quel momento Eva entrò nella stanza avvisando i quattro ospiti che il portale si era riaperto e che loro dovevano andarsene.

Alla porta Lyon e Gabby guardavano i loro amici allontanarsi verso un portale azzurro, un po' con gli occhi lucidi.

Quando sia il portale sia i loro amici erano andati, chiusero lentamente la porta sospirando pesantemente.

<Ragazzi è ora dei regali!!> disse una voce sconosciuta.

Si girarono e videro un'ammasso di gente sedersi chi sulle scale, chi per terra, chi sul cornicione o chi fluttuava, ma tutti attorno all'albero.

Sotto quel colorato abete una montagna di regali si ergeva maestosa, pronta per essere scartata.

I regali fatti alle persone a loro care, molte volte emozionavano, altre volte riuscivano persino a farli piangere.

Regalare un libro con una mano con sei dita ad un triangolo è normale no?

Oppure la meravigliosa dichiarazione che Error aveva fatto a Missing, ora sì che erano una coppia fissa.

Il tutto svolto nella più completa allegria.

Ad un certo punto arrivò anche un regalo per Lyon, da parte di Hero, Null ed Entity, che il leone scartò come lo scarterebbe un bambino di dieci anni.

All'interno dell'involucro di carta natalizia stava una scatolina quadrata, non troppo grande.

<Sicuri che non sia un pacco bomba?> chiese Ligth sdrammatizzando e facendo partire una risata da parte di tutti.

Lyon aprì finalmente la scatola, trovandoci dentro un completo che gli fece brillare gli occhi, per poi correre ad abbracciare i donatori di quel fantastico regalo, prestando particolare attenzione al demone dagli occhi bianchi.

Infatti all'interno vi era un completo da cercatore d'oro come il suo, solo che al posto di essere marrone era azzurro, con molti dettaglio in oro e argento e un paio di occhiali molto più decorati ma con lo stesso modello iniziale.

Il minore vedeva andar via tutti gli invitati, come un fiume in piena, mentre il padrone di casa li salutava uno dopo l'altro.

Finalmente da soli.

Alcuni mob erano rimasti sotto richiesta, e aumento, di Hero per pulire il tutto; Lyon sospirò pesantemente e si diresse verso la sua camera ma una voce lo fermò <Non starai dimenticando qualcosa spero>

Il castano si girò verso il proprietario di quella voce, il maggiore, che continuò con un accenno ad un ghigno <Devi dormire con me per il resto della tua permanenza>

<Certo! Non importa se la mia roba è nell'altra camera, non è vero?> chiese il piccolo.

<Non importa cucciolo...> disse il demone sorpassandolo e arrivando davanti alla porta con uno strano ghigno <l'importante è che tieni fede al nostro patto> disse il demone per poi entrare in camera.

"Cucciolo..." Lyon pensava e ripensava a come si sentiva quando il maggiore lo chiamava così: quella parola aveva una potere strano su di lui, si sentiva impotente e sottomesso al volere di quelle perle bianche che non poteva fare a meno di osservare.

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