Il giorno dopo mi recai al dipartimento piuttosto presto, poiché avevo un sacco di lavoro arretrato da sbrigare. Raggiunta la mia postazione vi trovai già Pillow; era riverso sulla sua scrivania tra decine di bicchieri di carta vuoti, la sua testa era poggiata sulle braccia incrociate. Probabilmente era rimasto in centrale per tutta la notte e ora stava dormendo profondamente. Decisi di non svegliarlo e accesi il computer per stilare la mole di rapporti sui casi degli ultimi giorni. Mentre scrivevo la mia mente mi riportò indietro, all’ultima volta che parlai con il mio partner.
- Pillow. - gli feci mentre tornavamo dal laboratorio della scientifica.
- Che c’è Percivals -
- Sicuro di stare bene? -
- Sì, perché? -
- Ecco, quando hai visto in faccia De Rossi stamattina avevi un’aria sconcertata, pensavo che aver trovato il cadavere del gangster sul quale stavi indagando ti avesse… ehm… scosso. -
- Ho capito dove vuoi andare a parare Percivals - replicò il detective, arrestandosi - credi che perché K ha ucciso De Rossi il mio intento di catturarlo si sia indebolito. Ti dirò quello che penso: quell’animale meritava di essere punito per tutto quello che aveva fatto in passato, ma non da un altro criminale come lui, bensì tramite un regolare processo che avrebbe deciso la pena più adeguata; il fatto che egli abbia ordito l’agguato nel quale Shirley venne uccisa non mi tocca minimamente. Tutto ciò che è emozione contrasta con la fredda logica che io pongo al di sopra di tutto. -
- Sherlock Holmes, se non erro. -
- Vedo che la tua conoscenza in fatto di gialli non è niente male Percivals. -
Ritornai nel presente con il brusio generato dalle persone che lentamente stavano affollando la sala; Pillow intanto si era svegliato e si stava stropicciando gli occhi.
- Buongiorno Pillow, dormito bene? -
- Molto meglio di quanto immagini. Ad ogni modo, sono felice che tu sia già qui, devo parlarti. - Ci alzammo e uscimmo da quel luogo ora in preda al caos.
- Allora? Di cosa volevi parlarmi? -
- Abbassa la voce Percivals - replicò il mio partner guardandosi intorno.
- Riguarda il caso - mi disse una volta assicuratosi che non ci fosse nessuno nei dintorni - immagino che anche tu ci sia arrivato: K non lavora più da solo, ma si serve di sottoposti arruolati da lui per uccidere. E tra questi ha anche una spia nel dipartimento. -
- Cosa?! - esclamai trattenendo a stento la mia voce - come fai a dirlo? -
- Ragionaci Percivals. Un criminale che sa come lavoriamo, che potrebbe sviare tutte le indagini non lasciando traccia, commette errori da principiante, dimentica sulla scena del crimine piccoli indizi che ci permettono di ricostruire la dinamica dell’omicidio. Perché secondo te? -
- Forse vuole metterci alla prova. -
- Combatto contro K da mesi, credo che abbia capito con chi ha a che fare. Quei tre omicidi avvenuti nello stesso momento sono stati solo la conferma dei miei sospetti. -
- Questo però non spiega la spia all’interno del dipartimento. -
- Come ti avevo detto in precedenza, K ha accesso alle informazioni della polizia. Ciò inizialmente mi ha indotto a pensare che violasse il firewall dei server, ma poi ho cominciato a dubitare della mia ipotesi: difatti se avesse voluto superare i sistemi di sicurezza del dipartimento si sarebbe dovuto servire di un hacker professionista, e, qualora fosse riuscito a fare breccia, ce ne saremmo subito accorti. Inoltre, quando abbiamo portato Smith in centrale, il nostro assassino è subito entrato in azione per ucciderlo, nonostante abbia provveduto a farci passare dove le telecamere di sicurezza non ci avrebbero inquadrato. -
- Il tuo ragionamento non fa una piega - commentai sbalordito - e ora che facciamo? -
- Niente. Se venisse dato l’allarme la spia taglierebbe la corda. Dobbiamo far finta di non esserci accorti della sua presenza e attirarla in trappola. Per il momento torna a svolgere il tuo lavoro, io devo andare in un posto. -
Ci separammo.
Non vidi Pillow per il resto della giornata; nel pomeriggio ricevetti una chiamata sull’interfono da Martha, l’assistente del capitano: - Detective Percivals? Il capitano Becker la desidera nel suo ufficio il prima possibile. -
Mi recai dal mio superiore. Stava scrivendo sul suo portatile.
- Salve Parcivals. - salutò Becker alzando lo sguardo - Il detective Pillow si è offerto volontario per scortare un malvivente al penitenziario di New York. Vorrei che anche lei andasse per tenerlo d'occhio. -
- Certamente capitano - replicai - quando dobbiamo partire? -
Un'ora dopo mi diressi nel garage interrato della centrale. In un angolo c'era un furgone blindato circondato da agenti in uniforme pesante e armati. Mostrai il mio distintivo a uno di loro.
- Però - commentai - deve essere un criminale davvero pericoloso per andare vestiti così. -
- Il detective Pillow ha richiesto questo equipaggiamento . - mi rispose sintetico l'agente - È ora di andare, detective. -
Salimmo su una volante e uscimmo dal parcheggio, seguiti dal blindato e altre due auto.
Procedemmo in formazione per circa un'ora, nella semi oscurità di quella fredda sera di novembre. A volte chiedevo al poliziotto dove fosse il mio partner, ma non riuscii ad ottenere una risposta.
Improvvisamente ci arrestammo. L'agente mi fece cenno di scendere e mi condusse dietro al furgone.
- Che diavolo sta succedendo? - gli domandai. Non rispose e aprì il portellone posteriore. Da questo uscì Pillow, vestito con la divisa pesante, e un altro agente ammanettato.
- Pillow?! Ma cosa… - balbettai allibito.
- Percivals - mi fece Pillow trionfante - ti presento la nostra spia. - gli tolse il casco e illuminò la sua faccia con una torcia. Trasalii nel vedere il volto contratto del poliziotto che pose fine alla vita del nostro informatore, il signor Smith.
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Crime Scene
Misteri / ThrillerDominic Percivals è un detective alle prime armi molto promettente. Quando prende servizio al Dipartimento di Polizia di New York accetta di investigare su un caso che ha dell'incredibile. Riuscirà a risolverlo con le sue capacità e collaborando con...
