{Dantos} 13. La fitta rete

7 1 0
                                        

Gli occhi di Dantos erano incollati alla schiena del Re, Drustanstava seduto tranquillamente nella propria camera; una stanza ditutto rispetto che era grande quanto l'intera casa che Dantos cheaveva nei bassifondi di Altura Silente; c'era ogni genere di lussoimmaginabile al suo interno: coperte pulite ogni giorno e una vistamozzafiato dell'intera città. In una giornata come quella il Re erasolito mettersi nel giardino del castello e assaporare il sole,mancavano ancora due mesi all'inverno e il Re era indaffarato conalcuni contratti che avrebbero autorizzato l'investimento del denarodella corona nella ricerca e produzione del Respiro del drago.

Drustan era quindi obbligato a passare il pomeriggio nella propriastanza assicurandosi di firmare ogni postilla dei contratti, unlavoro che lo annoiava ma che grazie alla presenza di Dantos riuscivaa passare senza problemi.

Tuttavia in quei due giorni il cavaliere era piuttosto silenzioso conil proprio protetto ed era a causa di quello che era successo nelcorridoio della torre del consiglio: Dantos non smetteva di pensarealle insinuazioni della Regina riguardo loro due, inoltre il pensierodi avere una data di scadenza per portare a termine il contratto gliaveva in qualche modo dato fastidio.

Era una cosa normale, pensava il cavaliere. Sapeva bene che sarebbegiunto il momento, gli era stato detto che gli sarebbe stato indicatoil momento più opportuno e questo era prima dell'inverno. Ma Dantossapeva che non si era ancora l'occasione giusta per poter procederecon l'assassinio del Re e si chiedeva quale sarebbe stata, dentro disé ne aveva paura.

< Sei molto silenzioso, Maxwell. Se non avessi avuto modo diconoscerti in questi giorni non potrei dire che c'è qualcosa che titurba. > disse Re Drustan senza distogliere lo sguardo daidocumenti che aveva sotto la propria penna di corvo.

Il cavaliere si sentì chiaramente sotto scacco. < Mi conoscetesolamente da dieci giorni, mio Re. Eppure vi vantare di conoscermi,vi affidate ai miei consigli... riflettevo su questo. > disse intotale sincerità, Dantos non era mai stato un tipo da tenersi quelloche pensava dentro di sé, se ne rimase al proprio posto osservandoil movimento lento del Re.

Drustan si girò con la schiena ignorando i documenti. I suoi occhiverdi paludosi sembravano essersi incupiti ancora di più sepossibile. < Non ho motivo di dubitare della fiducia che horiposto in te, Sir Maxwell. Non capisco bene le persone, però sentoin qualche modo di capire te... > rispose il Re sostenendo losguardo del cavaliere, c'era qualcosa di strano in quelle parole evisto che Dantos si era spinto a quel punto tanto valeva continuare.

< Vi fidate più del mio consiglio che di quello della Reginavostra moglie. C'è chi potrebbe non vedere di buon occhio questacosa. Dovresti dimostrarvi più impetuoso nei vostri giudizi enelle vostre decisioni, > disse Dantos facendo una breve pausa. <mi fa molto piacere sapere che il mio parere conta per voi, maqualcuno la prenderebbe come una debolezza o peggio. >

Drustan ascoltò in silenzio le parole del proprio cavaliere, quandoquello ebbe terminato si alzò dalla propria sedia e Dantos credetteche gli avrebbe urlato contro. Ma il Re si dimostrò contenuto e benlieto di spiegare la situazione: < Mi fido molto di te e del tuogiudizio, è vero. Più di quello di mia moglie, questo perché nonho ancora capito qual è l'obbiettivo della Reggente Madre e suomarito; Lady Saisyll e Lord Maedoc hanno le idee chiare sul ruolo chevogliono avere in questa corte e la loro figlia è la Regina diEndymion, questo dà influenza... e l'influenza è potere. > disselentamente il Re spiegando le proprie intenzioni a Dantos, ilcavaliere annuì avendo capito.

< Ti stupisci del fatto che il tuo parere conti più di quello dimia moglie, per me è una cosa normale: tu mi hai giurato fedeltà,hai promesso di proteggermi. Tu sei il mio scudo, la mia vita ènelle tue mani, dimmi Sir Maxwell: stando a questi presupposti, dichi pensi mi debba fidare in questo momento? Di una ragazza i cuigenitori tramano per il potere o di colui che mi protegge? > chiese Drustan alla fine del ragionamento. Dantos ascoltò le sueparole rimanendo affascinato dal tono convincente che aveva.

Trincee di FuocoStories to obsess over. Discover now