I sogni di Kari furono agitati fin dall'inizio di quella stessa notte, continuava a sognare di essere inghiottita dall'oscurità e di trovarsi a cadere all'infinito in un baratro nel quale non vedeva altro che volti deformi che la ridicolizzavano, corpi nudi che bruciavano e i loro visi sciolti in ammassi di sangue informe.
Fu solo un caso che Kari aprì gli occhi scattando sul proprio letto e mettendosi seduta, diede una rapida occhiata alla finestra osservando l'esterno del castello e vedendo una debole luce arancione non molto lontana; doveva essere quasi l'alba. Tuttavia Kari non ebbe la visione del sole quando mosse i suoi passi verso la finestra per affacciarsi: scostò la tenda vedendo che c'era ancora la luna in cielo, dei fuochi lontani sparsi per le vie della città brillavano riempiendo l'aria di fumi che si alzavano come colonne verso il cielo disperdendosi poi nell'immensità della notte.
Quando Kari prese coscienza di quello che stava accadendo poté sentire suoni di battaglia e scontri in tutta la città: persone che urlavano e chiedevano aiuto, non c'erano dubbi che quella fosse la realtà ed era facile intuire che qualcuno li avesse attaccati.
« I Dunnstone! » disse ad alta voce Kari quando vide nelle mura i soldati con armature nere e blu, un gruppo si muoveva in fretta lungo i bastioni e uno di loro portava con sé lo stendardo raffigurante il toro della nobile casata.
Proprio in quell'istante qualcuno bussò ripetutamente alla porta della stanza e non attese il permesso della lady per entrare. Kari si voltò aspettandosi uno dei suoi domestici per informarla della situazione o uno dei suoi familiari ma non fu nessuno di coloro che le volevano bene: un uomo vestiva di abiti di stoffa pesante a scacchi bianchi e neri, due lunghe spade gli scivolavano via dai polsi come se fossero un prolungamento delle braccia e infine una maschera totalmente grigia copriva il volto dell'assassino.
« Stai lontano da me! » urlò Kari scattando verso il proprio comodino, non avrebbe avuto la possibilità di prendere il pugnale del padre e non conservava altre armi nella sua stanza. L'unica che poté afferrare per difendersi era il candelabro.
La figura mascherata non rispose e si limitò ad avvicinarsi velocemente, ma qualcun altro sbucò sull'uscio della porta correndo in contro all'assassino con la propria spada grigia sguainata: Aedan trafisse l'uomo infilzando la spada nella schiena, quando estrasse l'arma il sangue schizzò in ogni angolo della stanza.
« Hanno attaccato la città: sono riusciti ad entrare nel castello. Stanno venendo per voi, per uccidere ogni membro della famiglia Caelum. Dobbiamo andarcene subito! » ordinò Aedan parlando con voce decisa, la lady non ebbe modo di porre domande o di pensare, si limitò a spostarsi verso la scrivania vicina la porta per prendere il pugnale del padre e corse nel corridoio insieme al cavaliere.
Sembrava tutto normale, una notte qualunque se non fosse stato per le urla agitate che echeggiavano dalla tromba delle scale a pochi metri da loro: le luci di un fuoco brillavano dal piano inferiore facendo presagire che i cavalieri dei Caelum stessero combattendo contro quelli dei Dunnstone e quegli assassini mascherati.
« Dobbiamo controllare se Synder sta bene! » disse Kari proponendo una diversa strada, anche Aedan concordò sul fatto che fosse la migliore da seguire visto che sembrava disabitata.
I due si spostarono velocemente di pochi metri e Kari ebbe modo di riflettere su quando stava accadendo: erano infine giunti al culmine della loro storia, una nuova guerra contro i Dunnstone, ma era difficile definire se fossero stati colti di sorpresa o meno.
Quando svoltarono l'angolo del corridoio Kari e Aedan furono fermati dall'avanzare dei soldati dei Dunnstone, ben tre cavalieri si frapposero tra loro e la stanza di Synder che sembrava avere la porta completamente spalancata: non ci fu tempo per pensare.
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Trincee di Fuoco
FantastikEndymion è un continente vasto, da poco uscito dal terribile dominio degli elfi. Ma finalmente gli umani vedono la luce in quella che si prospetta l'Era della Gloria e sono tornati a dominare i loro castelli e le loro terre com'era prima; saranno da...
