capitolo 31

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Inizio a seguire Christabel, ancora indecisa sulla scelta appena compiuta.

"sai dove stiamo andando, Chris?"
le chiedo.

lei ridacchia senza rispondemi subito.

"e da quando mi chiami in quel modo?"
domanda senza voltarsi, mentre si arrampica tra le roccie.

"umh..."
mormoro

"non so, mi è venuto spontaneo"
balbetto indecisa.

la vedo scuotere la testa mentre continua il percorso.

"hey, non mi hai ancora detto come fai a conoscere questi posti"
le ricordo con tono tranquillo.

mi piace stare qui.

gli alberi ci proteggono, lasciando filtrare qualche raggio di sole tra i rami imponenti.

una leggera brezza scosta le ciocche disordinate che mi si sono scostate dalla coda di cavallo,e ora mi solleticano il viso.

le sposto con tocco leggero e le sistemo dietro ad un orecchio.

continuo a camminare mentre il rumore delle foglie secche calpestate dai nostri scarponi rompe il silenzio accompagnato dal fruscio del vento.

allungo leggermente il passo per trovarmi al fianco di Christabel, ancora in attesa di una sua risposta.

la fisso a lungo con sguardo interrogatorio e alla fine lei cede, lasciandosi abbandonare ad un sorriso, sospira ed inizia il suo racconto.

"ho iniziato da venire qui da bambina, con i miei genitori"

Christabel continua a parlarmi della sua infanzia, delle giornate all'aria aperta, della brezza sul viso.

rimango leggermente spiazzata, e anche sbalordita, di tutto quello che una bambina può imparare stando all'aria aperta piuottosto che stare china sui libri tutto il giorno.

"questa notte dormiremo in un posto speciale"

annuncia cambiando direzione ed iniziando ad addentrarsi nei rami.

la seguo incuriosita, facendo attenzione a non pungermi.

per il resto del breve tragitto ridiamo, scherziamo e parliamo come due ragazze normali.

a distanza di qualche minuto, vedo christabel fermarsi d fronte ad una roccia.

sorride soddisfatta mentre noto una lieve parvenza di nostalgia dentro ai suoi occhi.

dopo aver scrutato attentamente quella che, a primo sguardo sembrava un'enorme scoglio, è inj realtà una caverna, con una piccola entrata.

christabel mi afferra un polso e mi trascina all'interno.

una volta dentro, con sguardo curioso, inizio a guardarmi intorno, ma sentendo una sensazione di disagio, apro la bocca per dire qualcosa.

"chris..."

"ancora?"

christabel fa una smorfia.

"io credo che dovremmo tornare, insomma, pensa cosa accadesse se non ritrovassimo più il gruppo, o se ci scoprissero".

lei non si volta, sfiora con i polpastrelli la parete, sulla quale si possono osservare degli scarabocchi scoloriti, fatti con il gessetto.

"dammi solo questa notte"

dice con un filo di voce.

"Christabel..."

"solo questa, lasciami il tempo di rimmergermi nei ricordi"

annuisco lentamente.

"ci sono memorie che non bisognerebbe mai scordare"

afferma voltandosi

"non si dovrebbero scordare i tramonti, non si dovrebbero scordare i pomeriggi passati ad ascoltare il fruscio della pioggia.

non si dovebbero scordare le passeggiate, i sorrisi timidi, le paure infondate, i mostri sotto al letto, gli inverni gelidi."

mi appoggio al muro gelido poprtando le ginocchia al petto e guardando fuori, christabel si mette di fronte a me, come facevamo in accademia.

"non bisogna scordare le piccole cose che parlano di noi".

mi rivolge un piccolo sguardo prima di alzarsi.

"non strappare mai le pagine della tua vita"










*spazio autrice
Ho pubblicato in tempo yooo
Volevo ringraziare piccolaguerriera1 e saramariatrainotti per il supporto ed i consigli❤

Vi voglio tanto bene!♡

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