Cap. 24

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Passarono delle settimane da quando mia madre lasciò casa. Non so dove sia né, tanto meno, se sarebbe tornata. Mio padre è rimasto con me ma riesco a percepire la mancanza che la donna ha lasciato nel suo cuore.
<< Credete che tornerà la mamma? >> chiedo a mio padre. Sono giorni che non dorme quanto richiesto, non mangia, a malapena beve dell'acqua. L'unica cosa che lo tiene occupato durante il giorno è prendersi cura della propria terra.
<< Sapete com'è fatta vostra madre. Tornerà, vedrete. >>
<< Padre, se voi volete andare a cercarla, io lo capirei. Non dovete sentivi in pena per me. Io me la posso cavare, lo sapete. >>
<< Certo che lo so ma state tranquilla piccola mia. Stare qui con voi è l'unica cosa che voglio al momento. So che il mio comportamento può sembrare il contrario ma sono felice di essere qui. Vorrei solo che anche Carmela Pia fosse qui con noi. >>
<< Padre, credo che posso provare a cercarla. Intendo con il mio dono. >>
<< Non capisco. >>
<< Aspettate e guardate. >>.
Mi dirigo verso la stanza che una volta era anche di mia madre. Prendo un oggetto suo personale, lo tengo stretto fra le mie mani, chiudo gli occhi e cerco di capire dove si trova il suo corpo. Dopo un paio di secondi, apro velocemente gli occhi.
<< Cos'è successo? >> mi domanda dopo aver visto che il mio esperimento ebbe successo.
<< Non conosco il luogo dove lei sia al momento ma so come andarci. >>
<< E ne siete proprio sicura? >>
<< Totalmente. >>.

Ci vollero delle ore fino ad arrivare in una vecchia e piccola casetta abbandonata in mezzo ad un bosco alquanto discutibile. Mette i brividi questo posto. Sentimmo delle urla femminili provenire dall'interno della casa, mio padre si precipitò subito all'interno.
<< Teodoro! Cosa ci fai qui? >> pronuncia mia madre in lacrime, distesa su un "letto" (se così si può chiamare) invasa dai dolori quando si è vicini al travaglio.
<< Com'è possibile? Sono passate solo nove settimane! >> si stupisce mio padre.
<< Hai velocizzato la nascita della creatura, vero? >> questa volta è a me che pone la domanda la madre.
<< Si ma non pensavo sarebbe nata così in fretta. >>
<< Ti prego, ferma tutto questo dolore! È troppo forte. Non ho mai provato così tanta sofferenza in vita mia, nemmeno con la tua nascita Faith! >> le sue lacrime diventano sempre più corpose.
<< Non volevo farvi del male, lo giuro!  Permettetemi di rimediare. >>
<< Se vuoi rimediare togli questa cosa da me, non voglio essere io a metterla al mondo. Sento i suoi pensieri... è la cosa più malvagia che il mondo potrà mai vedere. >>
<< Non è vero. Non è possibile! L'ho creata su mia immagine, tranne per il fatto che è più potente di me. >>
<< Hai detto bene: su tua immagine. Tu non sei di certo la bontà figlia mia. Ti prego! >> supplica lei. Anche i miei occhi cominciano a versare qualche lacrime a causa delle pesanti parole che hanno trafitto il mio cuore.
<< Va bene, porrò fine a questa tua sofferenza madre. >>.
Mi avvicino a lei appoggiando le mani sul suo ventre. Cerco qualsiasi modo per porre fine a quella cosa che io stessa avevo creato ma essa sapeva difendersi già in grembo. Non ero in grado di annullare il mio errore perché l'avevo resa invincibile. Più forte e furba di me:
<< Non ci riesco! >>
<< Tu devi riuscirci! - le contrazioni sono sempre più frequenti e capisco che è già troppo tardi - Faith, la devi distruggere. Porterà tanto dolore all'umanità! >>
<< Sto cercando ma è troppo potente. Il mio potere è come se si sbriciolasse cercando di colpirla. >> non faccio in tempo a finire che la bambina sta già  nascendo.
Non appena la bambina nasce, persino la madre cambia espressione. Diventa più dolce, seppure consapevole del pericolo a cui ha dato la vita.
<< Teodoro, Faith, in quel cassetto conservo un pugnale. Ho cercato più volte di togliermi la vita ma ero come ricoperta da uno scudo che mi proteggeva... era la bimba. Dobbiamo ucciderla prima che cresca portando tanto dolore e distruzione. >>
<< Carmela, è solo una bambina! >> afferma incredulo suo marito.
<< Padre, quando le mia mani erano appoggiate al ventre di mia madre, anche io ho visto la sua vera natura. Volevo creare qualcosa di buono, invece ho creato qualcos'altro. >>
<< Faith! - mi interrompe mia madre mentre aveva la bambina fra le braccia - Cosa sta succedendo? >>
<< Io non lo so! >> mentre la bambina comincia a tremare tra le braccia della madre. D'istinto posa la bambina dall'altra parte del letto notando che questa comincia a mutare. La bambina non è più una bambina. In un qualche modo è già alla sua forma adulta... tale e quale a me. Una il riflesso dell'altra.
<< Madre! >> è la prima parola che pronuncia, ma rivolgendosi a me.
L'altra donna comincia quasi a tremare dalla paura che questa creatura le provoca. Ma la comprendo: lei è stata per settimane invasa dai suoi pensieri, mentre io semplicemente per qualche minuto. Non ho mai pensato al male che avrei potuto causare. Sono stata egoista, volevo rendere fieri i miei genitori, invece li ho delusi enormemente.
<< Voglio essere io a scegliere il mio nome. Che ne dite di "Shadow"? >> pronuncia mentre indossa una vestaglia appartenente alla donna di casa.
<< Tutto questo non è possibile! >> sono io a parlare.
<< Ebbene si. Tu ci hai impiegato circa dieci anni per diventare una donna sui vent'anni. Io, invece, solo dieci minuti ad avere la tua stessa età. Noi due siamo simili, tu meglio di me lo sai. Sei tu che mi hai dato la vita. Percepisco la tua oscurità. >> si avvicina a me, poi sposta lo sguardo su mio padre e poi alle sue mani in possesso del pugnale di cui parlava mia madre precedentemente.
<< Questo non ti sarà utile contro di me! >> glielo strappa velocemente dalle mani e poi la lama affilata penetra all'interno della morbida carne che ricopre la gola di mio padre.
<< Noooo! >> sento piangere mia madre, così come anche io.
<< Padre! - avviandomi verso di lui - Padre! >> continuo con le lacrime agli occhi, accarezzando la sua fronte mentre il suo corpo è a terra. Mi stringe forte da braccio, non pronuncia nessuna parola (ovviamente) ma i suoi occhi parlano come non mai. Parlano fino a quando il suo cuore non smette di battere. Anche la moglie desidera precipitarsi sul marito ma il suo fisico non è in grado di permetterglielo.
<< Perché l'hai fatto?! >> le urlo contro mentre la sua figura viene scaraventata dall'altra parte della stanza, contro una porta. Cerco di tenerla ferma, immobile con la mia magia, ma non resterà così per tanto.
<< Madre, lo so che mi odiate ma dobbiamo andare. >> cerco di aiutarla ad alzarla dal letto ma lei mi respinge.
<< Io non ti odio. Affatto, figlia mia. Non immagini il bene che ti voglio. Volevo solo spronarti a diventare migliore senza pensare al vuoto che questo ti avrebbe causato. Se solo fossi stati più presente per te, forse non avresti cercato di compiacermi in questo modo. >>
<< Non osate a dirlo madre. >>
<< Fammi finire di parlare... - ma si interrompe autonomamente - Dov'è andata? >> mi chiede indicando il vuoto che era rimasto.
<< Non lo so, era proprio lì. Ma, madre, sinceramente non m'interessa al momento. L'unica cosa che ha importanza siete voi. Siete ancora debole e dovete riposare. >>.
Annuisce con la testa permettendomi di prendermi cura di lei. Ma è troppo debole e non possiamo andare da nessuna parte con lei in quelle condizioni. Devo pensare a qualcos'altro perché qui non possiamo stare. Shadow vorrà vendicarsi anche di me e mia madre. Ho già perso mio padre, non voglio perdere anche lei. Il villaggio è molto lontano, siamo sole ed isolate.

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Buona sera a tutti. So che il capitolo non è un gran che ma doveva esserci. Spero vi piaccia. A presto 💋

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