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Dopo qualche giorno mi dimettono, da quel giorno il mio sguardo è vuoto, perso, triste. Da quel momento non ho più voluto toccare cibo, non ho più parlato con nessuno, l'unica cosa che faccio è piangere toccandomi la pancia come se lui/lei fosse ancora qua con me.
Un peso sul letto mi fa alzare lo sguardo e davanti a me trovo Namjoon che mi sorride dolcemente, ma anche il suo sorriso è spento come il mio.
"Dai piccola alzati, dobbiamo andare" mi accarezza i capelli dolcemente e mi lascia un bacio sulla fronte porgendomi dei vestiti puliti.
"Oppa... Perché fa così male?" Lo guardo con gli occhi lucidi.
"Perché era una cosa molto importante, se vuoi ci riproviamo tra un po'" mi sorride continuando ad accarezzarmi i capelli.
Annuisco e prendo i vestiti cambiandomi per poi infilare le scarpe e uscire da quella stanza ormai colma di tristezza.
Appena usciamo il medico mi ferma salutandomi e augurandomi il meglio, lo ringrazio facendo un debole sorriso e usciamo dalla struttura.
Nel parcheggio troviamo Jin che mi abbraccia e inizia a lasciarmi morbidi baci sui capelli facendomi ricominciare a piangere.
"Bambina mia è tutto ok, sfogati, vedrai che poi starai meglio" sussurra quasi volesse dirmi un segreto. Stringo i pugni sul suo petto tenendo tra le dita la sua maglietta.
Passiamo così più o meno mezz'ora, poi saliamo in macchina dove prendo sonno, sognando quella piccola creatura quando avrebbe iniziato a camminare, quando sarebbe stata con gli zii e con i nonni.
Quando mi risveglio sono in camera mia con Namjoon che dorme stringendomi a sé, le sue mani sul mio ventre e le guance segnate la lacrime ormai secche.

SELF HARMDove le storie prendono vita. Scoprilo ora