Isaac raggiunse il bagno in non più di sei secondi.
Ricevuta la chiamata di Clarke, si precipitò al piano di sopra facendosi spazio tra la folla di ragazzi a suon di spintoni. Salì i gradini a due a due e spalancò la porta senza neanche bussare. La visione che gli si prospettava davanti era fin troppo simile a quella dei suoi ricordi: Roxanne, tanto ubriaca da dimenticare il suo nome, accasciata sul pavimento come un animale ferito e agonizzante.
<<Oh, Isaac, grazie al cielo sei qui!>> sospirò sollevata Clarke Griffin. La ragazza si aggirava in totale panico per l'angusto locale, muovendosi velocemente sui suoi piccoli piedi fasciati da eleganti tacchi neri. La frangia le si incollava alla fronte in alcuni punti a causa dell'umidità dell'ambiente. Aveva uno strano colorito verdognolo. <<Scusami, non sapevo chi altro chiamare. Bellamy non mi risponde.>>
Isaac le poggiò una mano sul braccio. <<Non dirlo nemmeno, hai fatto benissimo a telefonarmi. Va a cercare Bellamy, mi occupo io di Roxanne.>>
Clarke lo guardò e diverse emozioni attraversarono il suo viso grazioso: sollievo, perplessità, diffidenza. <<Sei sicuro?>>
Isaac rise. <<Sì, direi proprio di si. Me la caverò, l'ho già fatto in passato. Ti faccio sapere, okay?>>
<<D'accordo.>> annuì lei dopo un momento di indecisione. Poi, mentre si avviava fuori, aggiunse in un sospiro: <<Sei troppo gentile per essere vero.>>
Isaac sorrise a quel commento e abbassò gli occhi sulla sua vecchia amica. <<Sul serio? Ti riduci ancora così, Roxanne?>>
Lei, rannicchiata accanto al gabinetto, gli alzò il dito medio. Un singulto fortissimo le scosse le spalle e si alzò di scatto per vomitare ancora. Isaac si allungò giusto in tempo per afferrarle i capelli lunghi e allontanarli dalla sua bocca. Tirò lo sciacquone.
Roxanne sembrò perdere anche quel briciolo di forze che le restavano e si appoggiò pesantemente al bordo della tazza. <<Credo di aver ufficialmente finito.>> biascicò con un tono tanto esile da essere quasi inudibile in tutto quel caos. Gli si strinse il cuore.
Isaac si inginocchiò accanto a lei e le scostò per bene tutti i capelli dalla faccia. Era bollente. La tirò su di peso e, tenendole la vita per un braccio, le sciacquò il viso e i polsi con l'acqua fredda del rubinetto. Quando lei alzò lo sguardo e i loro occhi si incontrarono attraverso lo specchio, si rese conto di quanto fossero vicini. Il vestito di lei era sottile e Isaac riusciva a sentire il calore febbricitante della sua pelle attraverso la stoffa. Cercò di tenere a freno i pensieri. <<Pensi di farcela a tornare a casa?>>
Roxanne non rispose. Lo fissò a lungo, come per inquadrare bene con chi stesse avendo a che fare in quel momento, e fece segno di no con la testa.
Isaac si grattò la clavicola in imbarazzo e balbettò: <<P-posso?>>
La ragazza si girò barcollando nel cerchio delle sue braccia e si lasciò sollevare. Affondò il viso nel collo tiepido di lui solleticandolo con il nasino ghiacciato. Isaac tentò di toccare il meno possibile, ma in un modo o nell'altro si ritrovò comunque a stringere tra le mani le sue cosce nude. Il suo stomaco cadde a picco dal settimo piano di un palazzo quando lei gli cinse i fianchi con le gambe. Sperò che fosse una reazione all'emozione di stare con lei e non l'alcol che cominciava ad entrargli in circolo proprio adesso. Si pentì amaramente di aver bevuto tutta quella birra. Non sapeva quanto tempo gli restasse prima che il mondo iniziasse effettivamente a girare. Si promise di rimanere lucido il più a lungo possibile, doveva prendersi cura di Roxanne.
<<Andiamo a casa.>> Si avviò verso le scale. La testa di Roxanne ciondolava preoccupantemente da un lato e dall'altro. Le poggiò una mano sulla schiena per non farla cadere all'indietro mentre scendeva i gradini e le dita che sfociavano oltre l'ampia scollatura del vestito le procurarono un leggero brivido. Isaac se ne compiacque in silenzio. Quel breve momento felice fu drasticamente interrotto dalla comparsa di un personaggio fin troppo conosciuto.
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Il cerchio del Male
ActionPRIMO VOLUME DEL CICLO DE "I CLAN" Dietro le notizie sui giornali di Detroit si cela un universo ben più complesso. Lì, durante l'arcana lotta per la sopravvivenza, vige una sola legge: sangue chiama sangue. È su questo fondamento che sono stati ere...
