12 Dicembre.
Saggio invernale
Finalmente era arrivato il giorno tanto atteso. Il giorno del saggio invernale è caos allo stato puro qui in accademia: insegnanti che vanno e vengono, alunni di danza che provano qualche passo nei corridoi, alunni della sezione musica che controllano e ricontrollano gli spartiti e i loro strumenti. Insomma tutti erano agitati e nervosi, compresa me. Sono sempre stata quel tipo di persona che va in ansia anche per la cosa più stupida, mi catapulto a pieno in qualsiasi cosa che faccio e voglio dare sempre il meglio di me per non deludere le aspettative di nessuno
-Ho un ansia tremenda- borbotta Lara piegandosi in avanti per distendere la schiena
-Non vedo l'ora che arrivi questa sera, non reggo più la tensione- commenta poi Maria. Dopo non molto gli insegnanti ci radunarono in auditorium per spiegarci come sarebbe svolto lo spettacolo per poi lasciarci tornare a casa giusto il tempo di recuperare le nostre cose dandoci appuntamento al teatro per le prove generali.
Era sera e mancava poco all'inizio del saggio. Lo spettacolo si sarebbe svolto in alternanza tra la sezione di ballo e la sezione di musica, ero dietro le quinte seduta su una sedia da regista mi guardavo allo specchio cercando di sistemare al meglio lo chignon e poi il trucco
-Non credo ci sia molto da sistemare, sei bellissima- disse la voce di Niccolò accanto a me, mi girai appena notando che aveva un sorriso stampato in faccia. Anche lui non era male nella sua camicia bianca e la giacca nera
-Ti ringrazio, anche tu non stai male- risposi sinceramente tra il grande chiacchiericcio che si era venuto a creare - quest'ansia mi sta divorando-
-Andrà bene- dice voltandosi poi sentendosi chiamare - ora vado, augurami buona fortuna- continua poi incrociando le dita
-Non ne hai bisogno- dico ridacchiando e lui fa lo stesso, mi saluta e raggiunge i suoi compagni. Lo spettacolo stava iniziando.
Osservavo tutto da dietro le quinte affiancata dalle mie amiche, non appena finisce la prima parte della sezione di musica toccava a noi. Entrammo mettendoci in posizione, guardai la platea avanti a me e notai solo mia madre e un posto vuoto accanto a lei, segno che mio padre anche questa volta si sarebbe perso un mio saggio e subito un senso di malinconia mi pervade. C'erano tutti, anche Adriano e gli altri che erano venuti a vedere Niccolò, tutti tranne mio padre. Nonostante questa sensazione presente costantemente dentro di me riesco comunque a riuscire a ballare e portare a termine la coreografia senza alcun errore, sentendomi abbastanza fiera di me stessa. Torno dietro le quinte e tiro un sospiro lungo cercando di riprendere fiato ma le lacrime minacciavano di scendere dai miei occhi e questo non passò inosservato a Lara
-Azzurra tutto bene?- mi chiede visibilmente preoccupata, a quella domanda iniziai a piangere non curandomi del fatto che avrei rovinato il trucco. Mi mancava il respiro e la vista mi si era appannata a causa delle lacrime che non cessavano di scendere, mi accascio a terra tenendomi la testa tra le mani. Era inutile dire che per l'ennesima volta c'ero rimasta male per l'assenza di mio padre: sapeva quanto ci tenessi alla danza e sapeva quanto fosse importante per me che lui fosse li, sapeva che ci tenevo a renderlo orgoglioso, e in tutti questi anni non ricordo neanche una volta in cui fosse venuto a vedermi. Sento due braccia richiudermi in un abbraccio, le riconobbi subito e sapevo che era lui
-Azzù calmati- il suo tono era visibilmente preoccupato, mi accarezzava la schiena sperando di riuscire nel suo intento e stranamente ci stava riuscendo. Riesco a fermare le lacrime ma non riuscivo a fermare i singhiozzi che mi facevano respirare ad intermittenza ma Niccolò non aveva smesso neanche per un attimo di accarezzarmi la schiena. Mi prese il viso tra le mani asciugandomi con i pollici le lacrime ancora presenti sulle guance - respira, ce sto io con te, respira- feci come mi disse e iniziai a prendere lunghi sospiri riuscendo man mano a calmare anche i singhiozzi
-Mi dispiace- dico tra i singhiozzi e chiudendo gli occhi sotto il tocco di Niccolò
-Se non era per Clara non me ne sarei accorto- disse continuando a consolarmi
-Ah coso , mi chiamo Lara!- intervenne prontamente Lara facendoci ridere. Mi alzo prendendo un respiro profondo sotto lo sguardo compiaciuto di Niccolò e Lara, mi avvicino allo specchio per darmi una sistemata e mi accorsi che ero davvero in uno stato pietoso: il trucco sbavato e gli occhi rossi a causa del pianto. Ci misi poco a darmi una sistemata anche perché a breve saremmo dovute tornare sul palco per la seconda parte della coreografia. Anche questa volta andò bene, nessun passo sbagliato, tutto era andato liscio come l'olio.
Il saggio era finito, ci trovavamo tutti dietro le quinte sia la sezione danza che quella di musica per festeggiare la grande riuscita del saggio congratulandoci a vicenda. Dopo poco mi cambiai velocemente nei camerini messi a disposizione indossando un leggins nero e un maxi maglione beige e gli anfibi neri, non appena uscii fuori dal teatro corsi verso mia madre abbracciandola forte
-Sei stata bravissima tesoro, sono così fiera di te- mi disse con le lacrime agli occhi. Io e mia madre difficilmente andavamo d'accordo, avevamo più o meno lo stesso carattere e spesso ci trovavamo in conflitto e a discutere anche per le cose più futili. Erano pochi i momenti in cui ci dimostravamo affetto come ora
-Grazie mamma, ti voglio bene- le dico abbracciandola di nuovo
-Anch'io piccola mia- risponde porgendomi un piccolo bouquet con delle rose rosse che avrei messo accanto a quelle regalatemi da Niccolò al nostro appuntamento. Stampai un bacio sulla guancia a mia mamma e vidi Niccolò avvicinarsi assieme ai suoi genitori, il ragazzo li presentò prontamente a mia madre e infatti subito iniziarono a conbratularsi a vicenda: mia madre per la bravura di Niccolò e loro per la mia bravura. Io e Niccolò ci allontaniamo di poco dai nostri genitori per scambiare due chiacchiere
-Non potevo immaginare che fossi così brava, mi sono quasi incantato a guardarti- mi dice sorridente
-Smettila, mi fai arrossire così- rispondo arrossendo violentemente causando una risata da parte sua. Restammo ancora un po' a parlare fino a quando Niccolò non vide i suoi amici avvicinarsi, mi voltai anch'io e notai Adriano mantenere un bouquet nella mano sinistra e con l'altra gesticolava mentre parlava con gli altri
-Vai da lui, tranquilla- interviene Niccolò notando che guardavo Adriano che nel frattempo mi stava sorridendo. Guardo Niccolò per un po' di tempo e lui mi fa cenno con la testa di andare, i ragazzi erano vicini a lui così faccio un sospiro, l'ennesimo di questa serata, e vado incontro ad Adriano
-Grandiosa, sei stata grandiosa- mi dice dandomi il bouquet e stampandomi un bacio sulla guancia
-Grazie, sono bellissimi a proposito- dipo poi riferendomi ai fiori iniziando a parlare poi di quanto gli fosse piaciuto il saggio e tutto il resto. Più lo guardavo e più mi rendevo conto che quando ero con lui non avevo le cosiddette farfalle allo stomaco. Quelle le sentivo quando ero con Niccolò, le sentivo per davvero. Mi giro per un attimo per guardare nella direzione di Niccolò e noto che ci stava guardando ma questa volta sorride appena. Dovevo risolvere questa cosa, qualsiasi essa sia, continuare così non avrebbe portato a nulla di buono perché si, questa sera ho avuto tutte le risposte che cercavo, finalmente sapevo cosa volevo: io volevo Niccolò.
Spazio autrice:
Scusatemi se aggiorno così tardi ma ho avuto un piccolo problema in famiglia, purtroppo domani non potrò aggiornare e mi dispiace di questo..
Ad ogni modo scusate se il capitolo non è dei migliori ma ho cercato di fare il possibile per renderlo decente, spero che vi piaccia
Un bacio, Anna
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Dodici-ULTIMO
Fanfiction-Ballare è tutta la mia vita, riesco a sentirmi me stessa- gli dico osservandolo a lungo - tu perché scrivi?- -Ho sempre scritto, forse per sentirmi meno solo- mi risponde piegando le spalle - mi esprimo meglio così-
