Natale.
Il Natale l'ho sempre amato: gli addobbi, la famiglia, i regali, tutto era più bello. Il Natale mi ha sempre messa di buon umore e questo non succede quasi mai solitamente la mattina appena sveglia la voglia di parlare e interagire con qualcuno è pari quasi a zero. Questa mattina mi sono svegliata di buon'ora, infatti avevo preparato la tavola mettendo su le cose per la colazione cominciando dai biscotti e cornetti fino al caffè e il latte
-Buon Natale tesoro- disse mia mamma facendo il suo ingresso in cucina già messa in ghingheri. Mia mamma nonostante abbia cinquantun'anni è sempre stata una bella donna e molto giovanile: capelli corti, occhi marroni leggermente tendenti al verde, alta e magra
-Buon Natale anche a te mamma- le dico avvicinandomi a lei per abbracciarla e darle un sonoro bacio sulla guancia iniziando poi a fare colazione tra le chiacchiere. Per il pranzo saremmo state dai miei nonni, assieme al fratello di mia mamma e i rispettivi figli, insomma un bel po' di gente che avrebbe tenuto una buona compagnia ai miei amati nonni.
Casa dei miei nonni nonostante non fosse enorme riusciva benissimo ad ospitare un sacco di persone, una volta riuniti tutti e aver scartato i regali ci accomodammo a tavola per iniziare il pranzo natalizio. I miei nonni erano originari del sud, quindi sul tavolo era presente qualsiasi forma di cibo esistente sulla faccia della terra. Sta di fatto che non ho mai mangiato così tanto in tutta la mia vita, nonostante fossero del sud è anche vero che per i nonni il cibo che avrebbe sfamato figli e nipoti non era mai abbastanza e quindi ci ritrovavamo alle 18:35 di sera ancora seduti a tavola con avanti il dolce e le solite discussioni e battibecchi tra mio nonno e mio cugino.
Niccolò:
Quindi mia dolce donzella, mi concede l'onore di uscire con me questa sera?
Leggo velocemente il messaggio inviatomi poco fa da Niccolò, non avevamo ancora avuto modo di vederci e in automatico non avevo avuto modo di dargli i biglietti per il concerto di Vasco, uno dei suoi cantanti preferiti in assoluto. Ad essere sincera non ho pensato neanche per un secondo se lui mi avesse fatto un regalo o meno, per me non era importante ricevere qualcosa di materiale da parte sua, a me bastava che lui fosse li sempre, pronto ad ascoltarmi, a farmi ridere, ad abbracciarmi e perché no anche a baciarmi. Ormai Niccolò era diventato parte fondamentale nella mia vita, più tempo passava e più mi affezionavo a lui e questo mi faceva strano e anche paura, ma per adesso tutto andava liscio come l'olio e quindi non avrei avuto nessuna preoccupazione
Azzurra:
Mio bel cavaliere, certo le concedo questo onore di accettare il vostro invito
Un'altra cosa che più mi piace di Niccolò è il suo modo di scherzare. Ogni volta ha un modo diverso per invitarmi ad uscire, poco tempo fa ricordo che si finse un romano coatto che non si avvicina neanche lontanamente all'essere di Niccolò, lui non era per niente cafone anzi era sempre gentile e spesse volte dolce e romantico e questa era una delle tante cose che mi piacevano da impazzire di lui.
Arrivò la sera, dopo essere passata da casa ed essermi data una sistemata al trucco ed essermi cambiata i vestiti mi ritrovavo in auto di Niccolò diretti non so dove
-Dai dimmi dove stiamo andando- gli dissi in modo quasi supplichevole
-Davvero non ricordi questa strada?- rispose tenendo gli occhi fissi sulla strada e in effetti no, non ricordavo per nulla quella strada. Era sempre stato un mio difetto. Avevo poco senso dell'orientamento e prima di memorizzare una strada dovevo percorrerla almeno tre o quattro volte
-A dire il vero, no. Non ricordo per niente questa strada- rido contagiando anche lui -quanto manca?-
-Siamo quasi arrivati Dory- disse prendendomi in giro
-Dory?- chiedo aggrottando le sopracciglia - mi stai forse paragonando ad un cartone animato della Diney?-
-Assolutamente si, sei proprio come Dory- risponde prontamente ridendo. Continuò a prendermi in giro fino a che non arrivammo a destinazione, non appena vidi il palazzo avanti ai miei occhi subito riconobbi il posto ricordandomi che in questo palazzo c'era il "rifugio personale" di Niccolò. Entrammo nel palazzo e proprio come la volta scorsa con un colpo secco aprì una cassettina di plastica rigida estraendo delle chiavi che successivamente aprirono la porta di quel bellissimo rifugio
-Prima che io accenda la luce per favore puoi mettere questa sugli occhi?- dice con estrema dolcezza porgendomi la sua sciarpa, annuisco con il capo e subito Niccolò mi benda guidandomi all'interno della stanza - allora quando te lo dico io puoi togliere la sciarpa okay?-
-Va bene ragazzo dai mille misteri- rispondo ridacchiando aspettando poi che mi desse il via per togliere la sciarpa
-Okay adesso togli pure la sciarpa- mi dice sempre con gentilezza, faccio coms mi dice sbattendo più volte gli occhi per abituarmi alla forte luce. Quando misi a fuoco ciò che mi circondava rimasi senza parole, quella stanza era totalmente diversa da come la ricordavo: sulla sinistra dove prima c'era il divanetto ora c'era una sbarra al muro in legno seguita da alcuni specchi. Alla fine della parete c'era un armadietto di colore bianco e con su scritto in azzurro il mio nome. Mi guardai ancora intorno nortando che la parte destra era rimasta invariata, il pianoforte era sempre li, assieme alla libreria contente gli spartiti di Niccolò
-Ho pensato che questo sarebbe potuto diventare anche il tuo rifugio personale. Quando hai voglia di startene da sola, quando vuoi scappare dal caos della città, quando vuoi, puoi venire qui- la voce di Niccolò interrompe i miei pensieri, lo guardai con occhi lucidi perché mai avrei pensato che un luogo così personale e intimo per lui lo avrebbe condiviso con me. Si avvicina tenendo uno scatolino rosso tra le mani e porgendomelo poco dopo - aprilo- mi dice poi sorridendo coms un bambino. Faccio di nuovo come mi dice, una volta aperto lo scatolino scopro il contenuto: una copia delle chiavi di questa stanza con un portachiavi a forma di ballerina con tanto di tutù azzurro polvere
-Nic.. Oddio non so che dire- richiudo lo scatolino abbracciandolo subito - è la cosa più bella che avessi mai potuto fare per me. È bello che tu voglia condividere con me il tuo rifugio. Grazie infinite- concludo stampandogli un bacio sulle labbra. Dopo essermi staccata dalle sue labbra recupero una bustina bianca dalla borsa porgendola poi a Niccolò che mi guarda stranito
-Non è neanche minimamente paragonabile a ciò che tu hai fatto per me, però è un piccolo gesto che spero possa renderti felice- continua a guardarmi forse non si aspettava che gli facessi un regalo. Apre la bustina bianca e non appena vede i biglietti con i pass mi stringe in un forte abbraccio
-Tu sei pazza lo sai? Come hai fatto a trovarli?- chiede ancora incredulo
-Ho smosso mari e monti per trovarli, non è stato facile- rispondo con un risata
-Sei pazza, completamente pazza- mi prende la faccia tra le mani iniziando a darmi baci a stampo continui
-Potrei dire lo stesso di te- dico tra un bacio e l'altro
-Io so pazzo di te Azzù-
Spazio autrice:
Okay ammetto di aver pubblicato con un estremo ritardo e vi chiedo perdono ma tra il lavoro e la poca ispirazione davvero non riuscivo a scrivere quindi spero che sia uscito fuori qualcosa di buono. Non voglio promettere nulla, non vi posso assicurare la mia continuità di poter pubblicare ogni giorno ma cercherò di fare il possibile
Grazie per la vostra pazienza, davvero. Spero che vi piaccia
Un bacio, Anna
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Dodici-ULTIMO
Fanfiction-Ballare è tutta la mia vita, riesco a sentirmi me stessa- gli dico osservandolo a lungo - tu perché scrivi?- -Ho sempre scritto, forse per sentirmi meno solo- mi risponde piegando le spalle - mi esprimo meglio così-
