Capitolo 5

138 5 0
                                        

Mi sveglio per colpa dei raggi del sole che colpiscono le mie palpebre abbassate e schiudo gli occhi, guardando lo spazio che mi circonda. Viktoria è ancora profondamente addormentata nel suo letto e io ripenso a tutto quello che è successo nelle ultime ore.

Mio padre si è risposato.

Mi ha presentato Violet, sua moglie.

Ho rivisto Viktoria dopo tre anni, insieme al suo ragazzo Luke.

Mi sembra di essere precipitata in un film. Non può essere reale.

<<Ehi, sei sveglia>>, dice Viktoria sbadigliando.

Giro la testa verso destra e la vedo. Ancora assonnata, con le palpebre pesanti e i capelli biondi spettinati, è bellissima anche da appena sveglia.

<<Ehi>>, sussurro schiarendomi la gola.

<<Hai dormito bene?>>, mi chiede mentre si toglie la mascherina per la notte interamente rosa glitterata.

<<Sì, tu?>>.

Annuisce in silenzio.

<<Come stai?>>, domanda dopo un momento di pausa.

<<Bene>>, rispondo meccanicamente.

Cosa dovevo dirle? Che sto male per tutto quello che mi è successo? Che sto male nel vedere mio padre risposato con un'altra donna? Okay, Violet non è Rose, ma non voglio vederlo soffrire di nuovo, se questo matrimonio dovesse fallire.

Sospira e alza gli occhi al soffitto.

<<Menti>>.

<<Come scusa?>>, chiedo sorpresa dalla sua affermazione.

<<Stai mentendo>>, ripete mettendosi seduta.

<<Non sto mentendo>>, ribatto imitandola.

Mi scosto alcune ciocche di capelli davanti al volto e le sistemo dietro alle orecchie. Incrocio le gambe e appoggio i gomiti sopra alle ginocchia.

<<Sì invece e lo sai anche tu>>, continua non arrendendosi. <<Non ti fa bene tenere tutto dentro, Hannah. Lo sai che puoi parlarne con me>>.

<<Lo so>>, dico immediatamente. <<È solo che...>>.

Sospiro.

<<È solo che?>>, chiede Viky facendomi segno di proseguire.

<<Non sono pronta>>, sussurro con un groppo in gola. <<Tutto quello che è successo, è tanto da digerire e non so se posso farcela da sola>>, ammetto con le lacrime agli occhi.

<<Oh, Hannah. È qui che ti sbagli>>, esclama mettendosi a sedere vicino a me sul letto. <<Tu non sei sola>>.

Mi prende una mano e la stringe. Guardo le nostre mani unite e sorrido, ricambiando la stretta.

Improvvisamente il mio telefono si illumina. È arrivato un messaggio da parte di mio padre.

"Hannah, torna a casa.

Dobbiamo parlare."

Che strano.

L'ultimo messaggio inviato a mio padre risale a ieri sera. E decisamente, io ieri sera non gli ho scritto.

<<Viky?>>.

<<Sì?>>, mormora.

<<Devi dirmi qualcosa?>>, domando alzando lo sguardo verso di lei.

Reflection 3Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora