<<Ehi, andiamo a prenderci un caffè?>>, chiede Noah prendendomi a braccetto.
Annuisco ancora scossa e attraversiamo la strada per raggiungere lo Starbucks più vicino.
Noah è qui accanto a me. Stiamo passeggiando fianco a fianco.
Proprio come ai vecchi tempi.
Non mi accorgo di essere arrivata a destinazione fino a quando l'odore del caffè mi riporta alla realtà.
<<Scusa>>, mormoro guardandolo negli occhi.
<<Per cosa, Hannah?>>, domanda confuso quello che un tempo era il mio migliore amico.
<<Per tutto>>, ammetto sincera. <<Oh mio Dio, non ti ho neanche salutato come si deve>>, proseguo alzandomi per andarlo ad abbracciare.
Non appena i nostri corpi entrano in collisione tra di loro faccio un respiro profondo. Mi erano mancati i suoi abbracci protettivi. Mi era mancato il suo profumo che mi ricorda casa. Mi era mancato lui.
<<Come stai?>>, domando interessata non appena mi rimetto a sedere.
<<Sto bene. Tu, invece?>>.
Abbasso lo sguardo sul caffè bollente davanti a me e alzo le spalle.
<<Hai assistito allo spettacolo>>, ribatto ferita da tutto quello che è successo con Chris.
Chris.
Devo dimenticarlo.
Pensare a lui fa troppo male.
<<Mi dispiace, Hannah. Se vuoi parlarne con qualcuno io ci sono>>, risponde appoggiando delicatamente una mano sopra alla mia.
Guardo le nostre mani sopra al tavolo e una lacrima inizia a scivolare lungo la mia guancia.
Annuisco in silenzio e tiro su con il naso.
Mi asciugo velocemente altre lacrime che continuano a cadere sulle mie guance senza controllo e gli sorrido.
<<Grazie, Noah>>.
<<Prego. Lo sai che per te ci sarò sempre>>, dichiara ricambiando il sorriso.
<<Cosa ci fai a Boston?>>, domando curiosa.
<<Ho deciso di studiare musica>>, mormora imbarazzato.
<<Tu? La musica? Mi sono persa qualcosa?>>, esclamo sorpresa.
Noah odiava la musica.
Era stonato da bambino e in più non sapeva neanche suonare uno strumento, nonostante sua madre lo mandasse sempre a lezione di pianoforte a casa mia.
È così che siamo diventati amici.
Mia madre ci dava lezioni insieme e con il passare degli anni la famiglia di Noah si trasferì di fronte a noi.
Diventammo molto uniti.
Poi abbiamo perso i contatti e oggi il destino ha voluto che ci rincontrassimo.
<<Sto frequentando l'ultimo anno. Tra pochi giorni devo dare l'esame finale per ottenere il diploma>>, continua aggiornandomi.
<<Wow. Non me lo aspettavo>>, affermo incredula.
<<Già. Chi lo avrebbe mai detto?>>, dice ridendo.
Gli sorrido e mi congratulo con lui.
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Reflection 3
ChickLitApro gli occhi. Sono in ospedale. Ricordo tutto. Ho protetto il mio ragazzo da quella psicopatica di sua madre. Chris. Dove sei? Mio padre entra dentro alla stanza e mi abbraccia forte piangendo. Mi prende una mano e la stringe. Devi essere forte. È...
