Capitolo 19

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<<Ehi, andiamo a prenderci un caffè?>>, chiede Noah prendendomi a braccetto.

Annuisco ancora scossa e attraversiamo la strada per raggiungere lo Starbucks più vicino.

Noah è qui accanto a me. Stiamo passeggiando fianco a fianco.

Proprio come ai vecchi tempi.

Non mi accorgo di essere arrivata a destinazione fino a quando l'odore del caffè mi riporta alla realtà.

<<Scusa>>, mormoro guardandolo negli occhi.

<<Per cosa, Hannah?>>, domanda confuso quello che un tempo era il mio migliore amico.

<<Per tutto>>, ammetto sincera. <<Oh mio Dio, non ti ho neanche salutato come si deve>>, proseguo alzandomi per andarlo ad abbracciare.

Non appena i nostri corpi entrano in collisione tra di loro faccio un respiro profondo. Mi erano mancati i suoi abbracci protettivi. Mi era mancato il suo profumo che mi ricorda casa. Mi era mancato lui.

<<Come stai?>>, domando interessata non appena mi rimetto a sedere.

<<Sto bene. Tu, invece?>>.

Abbasso lo sguardo sul caffè bollente davanti a me e alzo le spalle.

<<Hai assistito allo spettacolo>>, ribatto ferita da tutto quello che è successo con Chris.

Chris.

Devo dimenticarlo.

Pensare a lui fa troppo male.

<<Mi dispiace, Hannah. Se vuoi parlarne con qualcuno io ci sono>>, risponde appoggiando delicatamente una mano sopra alla mia.

Guardo le nostre mani sopra al tavolo e una lacrima inizia a scivolare lungo la mia guancia.

Annuisco in silenzio e tiro su con il naso.

Mi asciugo velocemente altre lacrime che continuano a cadere sulle mie guance senza controllo e gli sorrido.

<<Grazie, Noah>>.

<<Prego. Lo sai che per te ci sarò sempre>>, dichiara ricambiando il sorriso.

<<Cosa ci fai a Boston?>>, domando curiosa.

<<Ho deciso di studiare musica>>, mormora imbarazzato.

<<Tu? La musica? Mi sono persa qualcosa?>>, esclamo sorpresa.

Noah odiava la musica.

Era stonato da bambino e in più non sapeva neanche suonare uno strumento, nonostante sua madre lo mandasse sempre a lezione di pianoforte a casa mia.

È così che siamo diventati amici.

Mia madre ci dava lezioni insieme e con il passare degli anni la famiglia di Noah si trasferì di fronte a noi.

Diventammo molto uniti.

Poi abbiamo perso i contatti e oggi il destino ha voluto che ci rincontrassimo.

<<Sto frequentando l'ultimo anno. Tra pochi giorni devo dare l'esame finale per ottenere il diploma>>, continua aggiornandomi.

<<Wow. Non me lo aspettavo>>, affermo incredula.

<<Già. Chi lo avrebbe mai detto?>>, dice ridendo.

Gli sorrido e mi congratulo con lui.

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