Capitolo 16

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<<Eccoci arrivati>>, esclama mio padre facendo strada dentro all'attico.

Celine e Nate si guardano intorno affascinati e sorpresi dalla sfarzosità che li circonda.

<<E questo sarebbe il tuo "appartamento"?>>, domanda sarcasticamente Nate.

<<Quando ci hai detto che avevi comprato un appartamento carino e spazioso non immaginavamo un attico a cinque stelle>>, dichiara incredula Celine.

<<Ho scelto il meglio che c'era sul mercato>>, risponde papà ridendo.

Scuoto la testa e alzo gli occhi al cielo.

Viktoria ridacchia alle mie spalle e raggiunge il salotto insieme a Violet.

<<Hannah vi mostrerà la casa>>, continua mio padre sorridendomi. <<Quando avete messo i bambini a letto raggiungeteci in salotto>>.

Annuisco e incomincio a fare il tour dell'attico salendo le scale.

<<Al piano terra, come avete potuto notare, c'è il salotto e la cucina. Qui ci sono le camere degli ospiti>>, dico indicando la prima porta sulla sinistra e la seconda sulla destra.

<<Non ci posso credere>>, sussurra mia sorella mentre entra dentro alla stanza blu e posiziona delicatamente al centro del grande letto matrimoniale Erik.

<<Presumo che questa sarà la vostra camera>>, dico appoggiandomi allo stipite della porta.

<<È bellissima>>, ammette Nate con gli occhi spalancati per l'incredulità.

<<Anche io ho avuto la tua stessa reazione. È tutto così pulito, raffinato e costoso. Non avrei mai immaginato che mio padre comprasse un attico nel bel mezzo di New York>>, affermo mentre guardo Nate mettere Grace in un lettino per bambini posizionato sull'angolo opposto della stanza.

Non l'ho notato la prima volta che sono entrata qui dentro.

<<Vivremo ancora una volta insieme sotto lo stesso tetto>>, mormora emozionata mia sorella raggiungendomi.

<<Questa volta è diverso>>, rispondo sorridendole. <<Ci sono due personcine in più>>.

Erik e Grace.

I miei nipotini.

Quanto li amo.

<<Sì, hai ragione>>, mormora commossa. <<Ora siamo al completo. C'è tutta la famiglia. O almeno una parte di essa>>.

Si sta riferendo a Chris.

È entrato a far parte della famiglia proprio come sua sorella Viktoria e non potrei essere più felice.

L'unico problema è che lui pensa che io sia ancora in coma.

Inoltre è il mio ex.

Almeno penso che sia così.

Non so assolutamente niente di come abbia trascorso questi tre anni passati e ho paura.

Ho paura che sia realmente andato avanti con la sua vita e che mi abbia dimenticata. Ho paura che abbia trovato un'altra persona da amare esattamente come amava me. Ho paura che lui non mi guarderà più con gli stessi occhi.

Dio, i suoi occhi.

Ogni volta che chiudo i miei lo rivedo. Vedo lui che mi sorride, che ride, che suona la chitarra e che canta la nostra canzone.

Mi riscuoto dai miei pensieri e annuisco, decidendo di proseguire con il tour.

<<Di fronte alla vostra camera c'è il bagno. Più avanti c'è la lavanderia e altre stanze con il bagno in camera per gli ospiti>>, dico camminando davanti a loro. <<Questa è la mia camera>>, proseguo aprendo la porta di quest'ultima.

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