Nota autore :
Scusatemi per gli eventuali errori ma lo sapete già sono stanca morta... Però per non farvi aspettare più del dovuto mi sono sforzata di correggerlo.
Un bacione e buona lettura, spero che il capitolo vi piaccia.
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*Dal punto di vista di Scott*
Non sapevo cosa passasse per la testa ad Amber, però sentivo che aveva qualcosa che non andava perché nei giorni seguenti dalla nostra chiacchierata si comportava veramente in modo bizzarro, era come se mi evitasse, quando la guardavo lei si voltava quasi infastidita. Avevo paura che fosse tornato come all'inizio, quando dovevo limitarmi ad ammirarla da lontano, quasi irraggiungibile.
Ero molto amareggiato perché ormai credevo che fra noi era nato qualcosa ma da quanto era tornata con noi sembrava diversa, forse per via della delusione, per il dolore di non essere riuscita a proteggere quel bambino chi lo sa, fatto sta che volevo chiarimenti e li volevo ora.
Mi feci coraggio determinato ad affrontarla una volta per tutte e mi diressi da lei. Ella si trovava poco lontano dalla grotta intenta a preparare la sua armata alla battaglia, loro erano molto diversi da lei, Bérard e Dancan, almeno loro avevano traccia di umanità mentre in loro vedevo solamente delle bestie sotto il servizio del Alpha che in questo caso era Amber.
<<Amber posso parlarti un secondo>> gli chiesi mantenendo una leggera distanza per non farla scappare come al suo solito in questi giorni, ma come previsto senza neanche voltarsi mi rispose a muso duro:
<<Non vedi che sono occupata?>>
Strinsi i pugni lungo i fianchi ed insistendo gli risposi ormai al limite della pazienza: <<Si lo vedo ma onestamente me ne frego altamente perché vorrei proprio sapere perché mi detesti così tanto dall'oggi al domani... Non ha senso>>.
Amber a quel punto di voltò all’instante, facendo trapelare ciò che voleva realmente nascondere, Imbarazzo... Ma perché? Ora ero più confuso che mai.
<<Scott io non ti odio... Anzi il contrario>> rispose balbettando.
Aspetta... Il contrario cosa? Mi avvicinai di scatto a lei ed affermandole le spalle le chiesi speranzoso:
<<Cosa Amber, parlami>>
Lei voltò lo sguardo ormai rossa come un peperone, ma non mi rispose anzi, intervenne uno dei suoi tirapiedi che mi scostò malamente da lei con un ringhiò non proprio rassicurante. Non è che avessi paura di loro, ma erano molto numerosi a me e scattavano ad ogni segnale di pericolo verso il proprio Alpha, notando anche la loro estrema fedeltà quasi se non di più superiore a noi licantropi.
Ero arrabbiato con lei perché sapeva che poteva parlarmi di tutto allora perché mi teneva così sulle spine, perché non si decideva ad aprir bocca santo cielo.
Alla fine ormai rassegnato me ne andai sbuffando, mugolando un "fai come ti pare" mentre mi allontanavo silenziosamente, ignorandola nonostante tutte le volte che gridò il mio nome. Ovviamente non potette mancare l'intervento di Dancan che avendo assistito a tutta la scena mi chiese con un ghigno strafottente :
<<Ma come eravate così affiatati, cosa vi è successo!>>
Avrei voluto picchiarlo ma sapevo che Amber non avrebbe approvato così ingoiai nuovamente il rospo e senza dire neanche una parola mi diressi nel bosco per schiarirmi le idee.
Mi spogliai abbandonando i vestiti su un ramo vicino e subito dopo presi le mie sembianze da lupo per poi correre come il vento fra la vegetazione. La velocità placava la mia ira, anche se la sensazione di amaro per la delusione non voleva andarsene.
Proprio non capivo l'atteggiamento di Amber, alcune volte sembrava aprirsi molto con me ed appena mi sembra di fare grandi passi avanti eccomi qui, di nuovo da punto a capo onestamente non ne potevo più iniziai anche a chiedermi se la dea luna non si fosse sbagliata.
I miei pensieri furono interrotti da una figura sgradita, davanti a me immobile vi era Dariusz con un figlio in mano. Annusai l'aria per costatare se fosse da solo ed era così, ma rimasi comunque allerta essendo che non potevo dargli fiducia dopo ciò che ci aveva fatto.
<<Scott, proprio non capisco del perché Amber abbia scelto te, e nonostante mi fa rabbia non posso far altro che darle ragione ho preteso troppo da lei dunque ecco>>disse rompendo il silenzio.
<<Che diavolo sono>>? Dissi tornando normale. Amen se sono nudo.
Dariusz fece un espressione di disgusto per poi rispondermi:
<<Sono le indicazioni per trovare tuo padre>>.
<<Credi davvero che possa fidarmi di te dopo ciò che hai fatto ad Amber? Non sono mai stato uno sputa sentenze ma ciò che hai fatto è a dir poco disgustoso>> sputai veleno. Mi credeva davvero così stupido? Sarà l'ennesima trappola per tendermi un imboscata.
<<Sei un totale imbecille...>> rispose sconsolato Dariusz per poi portarsi una mano sul volto e proseguire dicendo con un sospiro: <<Perché Amber ama un tizio come te>>
ASPETTA COSA?!? No si sarà sbagliato di sicuro insomma dev'essere un altra trappola ma si certo, anche perché ora come ora sembra solamente odiarmi lei. Dariusz intuendo il mio stupore non so perché però mi raccontò della loro conversazione prima che io e gli altri facemmo il nostro intervento, sapevo di non dovergli credere ma sembrava così sincero... O forse perché desideravo ardentemente che ciò fosse vero? Qualsiasi sia la ragione dovevo tornare con i piedi per terra.
<<Smettila di sparare cazzate>> lo interruppi bruscamente. <<Amber non mi ama né sono certo, pensa che a malapena ci parliamo in questo momento.>> prendersi gioco così di me, nonostante sappia i sentimenti che provo per lei... Ringhiai inferocito per poi aggiungere sputando veleno: <<Ti ripeto l’imbecille sarai tu, perché non puoi pretendere che ti crediamo dopo ciò che hai fatto, ma soprattutto chi ne è rimasta più ferita è appunto Amber, vedessi com'è ridotta>>.
Dariusz mi guardò come se l'avessi ferito con le mie parole, ma non rispose si limitò a posare il figlio a terra e andarsene, sempre rimanendo in silenzio. Aspettai di vederlo sparire all'orizzonte prima di prendere il figlio e guardare cosa vi era scritto sopra.
Esaminandolo notai che si trattava di una mappa ripiegata malamente su se stessa e questo mi fece intuire che la prese di nascosto e la paura di essere scoperto gli fece fare le cose frettolosamente. Sulla cartina vi era segnato una zona in rosso proprio al centro del vasto territorio di Edgar, forse in quella zona si trovava mio padre ma ero ancora dubbioso sul fatto di potermi fidare o meno di lui, dovevo farla vedere ad Amber, sempre è considerando se mi ascoltava.
Una volta tornato nella nostra base mi misi alla ricerca di quella testarda gattina, ma a parte i numerosi gatti mannari che si allenavano per la battaglia imminente, di lei nessuna traccia... Dov'era finita? Accidenti a lei proprio ora che era urgente.
<<Scott ti sei perso qualcuno?>> mi chiese Bérard con tono scherzoso.
Con lui non avevo alcun tipo di rancore, sarà perché non lo vedevo come una minaccia ed anche perché era stato brutalmente scaricato dalla stessa Amber, però c'è da dire in sua difesa che raggi benissimo al rifiuto nonostante sia solo un ragazzino.
<<Effettivamente si, sto cercando quella lunatica di Amber>> gli risposi ancora infastidito dal suo comportamento. Bérard invece sghignazzò sotto i baffi chiaramente divertito per la mia affermazione per poi rispondermi:
<<Si trova alle cascate, ha detto che ha bisogno di pace e tranquillità visto che qui non ne ha>>.
Quella ragazza... La amo per carità ma alcune volte mi fa veramente imbestialire, non so perché ma proprio in questo momento ripensai alle parole di Dariusz, sarà mai possibile che si sia veramente innamorata di me? Si, sarebbe bellissimo, ma se è questo il suo modo di dimostrarlo fa veramente schifo.
Perché la dea luna mi aveva assegnato proprio lei, perché? In tempi passati forse sarebbe stato impossibile chiederglielo ma ora era ad un passo da me, dal territorio di Edgar così presi la decisione di andare a parlare con lei, prima di avvertire del mio incontro con Dariusz ad Amber.
Diedi il figlio a Bérard intonandolo di non aprirlo e di non vedere al suo interno perché era una faccenda personale fra me ed Amber, dopo di ciò mi spogliai velocemente, attaccai tutto alla mia vita e mi trasformai correndo più velocemente possibile verso la dea luna. Volevo risposte e certezze, e solo lei era in grado di darmele ma quando arrivai a metà strada me la ritrovai al centro del mio cammino, a capo chino e con un ringhiò stampato in volto, sembrava furiosa per qualche strana ragione ma non ne capivo il motivo.
<<So perché stavi venendo da me>>. Ringhiò la dea spezzando il silenzio.
<<Non e come credi volevo solo.... >> provai a difendermi avendo capito che il motivo della mia rabbia era appunto la mia domanda ma ella mi interruppe bruscamente con un gesto della mano per poi proseguire dicendomi con tono ritritato:
<<Non prendermi per il culo, io sono la dea luna colei che vi ha creati pensi davvero di potermi mentire? Io so tutto, di tutti voi>> fece una breve pausa seguito da un profondo respiro e calando il tono di voce prosegui seriamente:
<<Sei venuto a chiedermi del perché ti abbia assegnato a lei, addirittura hai pensato anche di rifiutarla, ma fatti raccontare una storia, bello mio. Quando ero ancora giovane nutri un profondo odio verso voi cani rognosi, perché ero invidiosa sul fatto che non potevo amare come a voi era libero di fare e nonostante questo immenso privilegio veniate da me scontenti per la perso che avevo scelto per voi. Non sono io a scegliere chi dovete amare, non ho mai potuto farlo io posso semplicemente riconoscere la vostra metà perfetta e far si che ve ne accorgiate anche voi tutto qui. Dunque per secoli smisi di compiere il mio dovere portandovi ad essere le creature selvagge e spregevoli che siete ora, anche per questo assegnai ad Edgar la sua mate con la speranza che il suo cuore rancoroso e pieno di odio potesse essere in qualche modo guarito visto che è stata colpa mia se è diventato così e se sia tu che Amber avete sofferto in questo modo>>.
Elieen guardò il cielo arrestato un secondo il suo monologo per poi proseguire con un sorriso amaro :
<<Lo scelta per te perché, lei proprio come me, è convinta di non poter amare che non gli sia concesso quando vi ho visto l'uno accanto all'altro la prima volta che vi siete incontrati ho visto un profondo legame che vi univa. Eravate fatti per stare insieme, visto che l'uno completa l'altro>>.
Detto ciò si volto e se ne andò senza neanche aggiungere altro, provai anche a chiamarla ma fu inutile faceva finta di non sentirmi, comunque sia a modo suo aveva risposto alle mie domande, anche se nel farlo mi resi immediatamente conto della mia idiozia, volevo rinunciare a lei perché era una donna difficile, quasi irraggiungibile senza pensare che fu proprio questo suo carattere forte ed indipendente che mi conquistò. A differenza mia che non ero mai stato da solo, ero semplicemente passato da un branco all'altro.
Strinsi i pugni lungo i fianchi infuriato con me stesso, scappavo sempre, ogni volta che la situazione diventava complicata ma quanta volta no, non più. Se Amber non voleva ascoltarmi di sua volontà vorrà dire che lo avrebbe fatto per forza.
*Amber*
Me ne stavo da sola lungo la riva dell'imponente cascata con le gocce che ricadevano sul mio viso a riflettere sul da farsi. Non potevo continuare ad evitare Scott, anche perché vedevo che ne risentiva parecchio ma al tempo stesso non potevo lasciarmi andare i sentimenti mi rendevano instabile, soprattutto l'amore che era così complesso e richiedeva così tanta fiducia da farmi uscire pazza.
Ciò di cui avevo paura era il fatto di farlo allontanare una volta visto il mio lato morboso e geloso, per non parlare che rischiavo di ammazzarlo non appena il mio cuore batteva all'impazzata per lui.
Ad interrompere i miei pensieri fu proprio l'origine di essi, mi voltai e dietro di me vi era Scott con il fiato corto ed il viso rosso per la evidentemente corsa sfrenata. Rimasi a fissarlo come un idiota ad occhi sgranati prima di dirgli freddamente :
<<Lasciami sola non vedi che mi sto allenando?>>
Ma Scott questa volta non si tirò in dietro, indurì lo sguardo ed avvicinandosi a me mi rispose più determinato che mai:
<<No, ora tu stai zitta e mi ascolti>>
Come scusa? E questo temperamento da dove usciva... Provai a controbattere ma egli mi fermò prima che potessi dire qualsiasi cosa dicendomi sempre con lo stesso tono di prima:
<<So quel che hai passato, la paura di lasciarti andare non ti permette di aprirti ma a me non importa ciò che diventi, né mi spaventa ciò che potresti farmi perché ti amo e qualsiasi sia il tuo problema lo risolveremo insieme. Ed anche se non contraccambierai mai i miei sentimenti dovrai sopportarmi per sempre, perché qualsiasi sia la tua decisione non ti lascerò sola un solo istante>>.
Non sapevo che rispondere, mi lasciò letteralmente senza parole perché era la prima volta che diceva di amarmi, si ripeteva continuamente che ero la sua anima gemella ecc... Ma non era la stessa cosa perché si poteva anche toccare tutto il desiderio che mise dietro ad ogni singola parola. Senza che me ne accorsi iniziai a piangere silenziosamente, commossa da quelle parole così vere.
Questa era la prima volta che qualcuno dimostrava in maniera così determinata nel restarmi affianco solo per affetto incondizionato. Sapevo che non sarei riuscita mai e poi mai a dimostrare i miei sentimenti a parole, così mi feci coraggio e glie lo dimostrai a gesti, mi lanciai fra le sue braccia baciandolo con così tanta passione da farmi tremare per l'emozione.
Le nostre lingue che si incrociavano, i nostri corpi che aderivano perfettamente l'uno all'altro e le sue mani che esploravano ogni centimetro del mio corpo mi fecero tremare per l'emozione. Scott sicuramente troppo felice ed eccitato per ciò che stavo facendo mi sollevò di peso facendo incrociare le mie gambe sulla sua vita per poi sfociare in qualcosa di più.
Mi stavo donando a lui, come sua donna, la mia prima volta in assoluto sarebbe stata con un licantropo... Se solo me lo avessero detto qualche anno fa sicuramente gli avrei uccisi all'istante, ma ora come ora non potevo desiderare diversamente.
Mi stava dimostrando il suo amore ad ogni attimo di passione rubata, fra baci e poderose spinte finché l'eccitazione non ci fece perdere il controllo diventando ad ogni movimento quasi animaleschi lui ringhiava, io ruggivo ormai incapace di controllarmi orecchie e coda spuntarono senza che potessi farci niente.
Scott si fermò un istante, ed accarezzando delicatamente le mie orecchie mi sussurrò con una voce straripante d'amore:
<<Sei incredibilmente bellissima>>.
<<oh ma stai zitto>> risposi con il viso in fiamme per l'imbarazzo.
Scott ridacchiò per poi accarezzarmi la guancia e chiedermi con desiderio :
<<Posso farti mia?>>
So a cosa si riferiva, e ciò significava diventare la sua compagna a vita e chiunque avrebbe capito che appartengo solamente a lui, la cosa mi spaventava un po' onestamente ma l'idea di avere per tutta la vita una persona come lui al mio fianco mi fece prendere una decisione che non avrei mai pensato di prendere in vita mia:
<<Fallo... Voglio essere tua sultanato>>.
Sentì Scott eccitarsi a tal punto da farmi gridare di piacere, ed ormai preso dall'emozione si avventò sul mio collo, mordendomi. Sul mio braccio destro apparve un marchio simile ad un tatuaggio tribale ma non era così, perché apparve un altro identico al mio anche sul braccio di Scott, e capi che bruciava anche a lui tanto quanto me per l'espressione di dolore sul suo volto.
Ora eravamo una cosa sola io e lui, più legati di prima eravamo diventati un unica entità capace di percepire le emozioni l'uno dall'altro.
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Mannari
Lupi mannariAmber è alla ricerca di persone come lei, iniziò il suo viaggio da piccola stanca di essere sola. Stanca di essere l'unica. Nel corso dei suoi viaggi scoprirà che effettivamente non è la sola al mondo, il quale vi sono sparpagliati per il pianeta ta...
