Capitolo Quinto.

97 10 0
                                        

*Dal punto di vista di Scott*

Non mi piaceva affatto la complicità che era nata fra Dancan e Amber, so che per lei era difficile capire che eravamo destinati a stare insieme, si capisco che erano simili e per ciò avevano una connessione che non potevo comprendere, ma tutto questo mi rendeva irrequieto, non potevo permettere che quei due legassero ancora di più.

Ripensai al racconto di Amber, e di come si era confidata con me, dalla difficoltà che percepì dedussi che per lei non doveva essere stato facile aprirsi con me, specialmente dopo quello che ha vissuto. Non riuscire a controllare la sua natura per via della fame dev'essere un vero incubo... Noi licantropi nasciamo così, e sempre stato in questo modo, dunque non solo eravamo a conoscenza della nostra natura fin da bambini ma non avevamo problemi a controllare il lupo che era in noi. Anche se la madre era umana, i bambini venivano messi al corrente di ciò che erano. Ma Amber, lei non sapeva niente su chi era e del perché è nata così, come non sapeva se vi erano altri come lei, non dev'essere semplice gestire questo fardello, si stava facendo carico di non solo cercare altri gatti mannari, ma anche di scoprire di più sulla loro natura per un bene comune, e questo la portava a vivere come un esistenza da vagabondo, senza dimora fissa, senza legami. Chi sa quante ne ha passate, quante notti fredde e solitarie avrà passato, al solo pensiero mi si stringeva il cuore.

Il mio Alpha voleva che veniva con noi, perché sono queste le regole per gli umani, o almeno lui pensava che era umana, perché se avrebbe saputo della sua natura mi avrebbe ordinato di ucciderla o se non peggio. Purtroppo non potevo disubbidire ad un suo ordine, se mi ordinava di raccontargli tutto dovevo farlo, ma questo significava tradire la fiducia di Amber e non volevo.

Mi stava scoppiando la testa, ero con le mani legate. A distrarmi dai miei pensieri fu una voce a me famigliare che mi fece accapponare la pelle.

<<Scott, dovresti cercarla non vagabondare in giro senza meta... O forse l’hai già trovata>>? Mi chiese Boris, il beta del mio Alpha.

Il problema è che in assenza del Alpha dovevo eseguire gli ordini di Boris, dunque tentai di fare scena muta ma non servi a nulla perché ripetendomi nuovamente la domanda fui costretto a rispondere:

<<Lo trovata>> dissi semplicemente senza scendere nei particolari, sperando che non mi chieda ulteriori informazioni.

<<E quanto ci vuole a portarla in dietro? L'Alpha non sarà paziente ancora per molto>> mi ruggì Boris.

<<Fino a prova contraria ho un mese di tempo>> gli risposi a bruciapelo. Speravo di poter portare la conversazione lontano da Amber e da ciò che era, se Alpha scopriva che Dancan non era l'unico della sua specie non oso immaginare cosa avrebbe fatto. Ma conoscendolo e da come governava il branco con il pugno di ferro non c'era da stare tranquilli.

<<Ma come mai sei qui? Cosa c'è Alpha non si fida più di me? Sa che gli sono fedele>> dissi nuovamente a Boris con un tono così convincente che convinse anche me. Fino a qualche giorno fa gli sarei stato veramente leale, ma ora no non più, anche volendo non posso perché significava dire addio ad Amber, e di conseguenza mi avrebbe ordinato di ucciderla visto che non voleva venire con noi e non potevo nemmeno immaginare di farle del male, figuriamoci farlo.

<<Non e per te che sono qui. Un nostro informatore ha visto Dancan in questa zona, e secondo ordine del mio Alpha devo rintracciarlo ed ucciderlo. Non sappiamo cosa sono, e meglio estirpare l'erbaccia prima che si diffonda>> mi rispose con la sua solida freddezza, per lui uccidere era al l'ordine del giorno come se fosse normale, e fino a qualche giorno fa anche per me lo era, ma non più, specialmente se vi era l'incolumità della mia Mate.

MannariDove le storie prendono vita. Scoprilo ora