«Ha chiamato il dottor Colton. Ci ha detto che te ne sei andata praticamente all'inizio della seduta.»
Lauren sedeva con le gambe in stile yoga sulla sedia. Mangiava distrattamente il proprio cibo incapace di starsene composta.
Dal tono di voce zio Jean sembrava essere davvero molto arrabbiato. Come al solito Lauren gli aveva fatto fare brutta figura, ma questa voglia gliela aveva fatta fare davvero grossa.Incurante delle prediche dello zio, Lauren sbuffò e alzò il volume della televisione.
«Sì, è vero» disse completamente disinteressata. «Ha iniziato già con delle pretese assurde. Mi ha fatto incazzare e me ne sono andata.»
Un pezzetto di carne si staccò dalla forchetta e cadde rovinosamente sul pavimento, giusto accanto al famelico gatto nero di famiglia. Il buon Lucifer dal manto caliginoso e due occhi gialli come girasoli si avventò senza riserve sul boccone, lo afferrò con ingordigia e lo portò lontano dal tavolo per poterselo gustare con più calma.
Anche il gatto doveva aver intuito il pessimo clima che si era instaurato in casa da quando Lauren era rientrata perché sembrava non voler restare nella stessa stanza dei suoi padroni.
Zio Jean posò il proprio piatto nel lavello e portò le braccia conserte sul petto. Dalla postura e dal tono di voce doveva essere davvero su di giri.
Era davvero cosa rara farlo arrabbiare, ma la nipote con i suoi modi sgarbati ce l'aveva fatta. Un'altra volta.«È un medico, Lauren. Deve sapere qualcosa di te per poterti aiutare» replicò lui inasprito.
«Può farlo anche senza farmi troppe domande. Sono andata per l'ipnosi, non per sfogare le mie frustrazioni su di uno sconosciuto. Per quello ho già Maria.»
Lauren indicò la cugina che distrattamente stava ancora divorando il suo pezzo di pollo usando solo le mani. Sarebbe stato bello poterla vedere anche solo una volta, completamente sporca di olio e intenta a mangiare come una cavernicola. Al solo pensiero Lauren scoppiò a ridere, ovviamente nel momento meno opportuno.
Maria fingendosi offesa le lanciò un broccoletto dritto sul viso. Di rimando Lauren fece lo stesso, ma la mancò di poco.
«Smettetela subito. Mangiate come due persone adulte, per favore!» intervenne zia Beth per placare l'imminente rissa fatta di cibo per aria e parolacce. Nessuno avrebbe avuto voglia di ripulire il pavimento da una coltre di olio schizzato e tozzi di pollo smangiucchiati una volta terminata la cena.
Tutti erano entusiasti per il fatto che Lauren avesse deciso di partecipare ad una cena di famiglia seduta a tavola, ma non per questo avrebbe dovuto sentirsi libera di comportarsi come come diavolo le fosse sembrato opportuno.
C'erano sempre delle norme di civiltà in casa degli zii che dovevano essere rispettate e tirare il cibo era una di quelle cose tassativamente vietate a tutti.
Il cibo non si spreca, non si getta, non si tira. Rispettate ciò che il nostro Dio buono ci concede, diceva sempre zia Beth prima di ogni pasto, esibendosi nell'immancabile preghiera di ringraziamento.
Si trattava di rituali ai quali Lauren non portava mai troppo rispetto; amava la zia, ma spesso si scontrava con lei e la definiva una "boomer bigotta".A modo suo rispettava gli zii e ogni giorno era grata della loro bontà, ma sotto molti aspetti erano troppo diversi da lei. Lauren non dimenticava che l'avevano accolta in casa loro senza se e senza ma e non avevano mai voluto nulla in cambio, ma quella fissazione sull'esistenza di Dio creava costantemente conflitti inutili.
Non tollerava quando i parenti provavano a indottrinarla e portarla a credere in qualcosa in cui mai aveva riposto alcuna fiducia. La convivenza con due fervidi cristiani non era cosa facile, eppure Lauren aveva imparato a lasciarsi scivolare addosso certe prediche.
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Cold Winds [COMPLETA IN REVISIONE]
Romance"Lo sentiva tra la folla, il suo odore, e ogni sferzata di vento era un brivido di paura. Era il fetore della persona che più detestava al mondo quello che Lauren percepiva così distintamente. Ne era certa: l'avrebbe riconosciuto anche in mezzo a ce...