Il sottofondo jazz nella sala d'attesa lasciò Lauren un attimo interdetta.
Che stramba scelta musicale, pensò, cercando la cassa da cui proveniva il suono, ma senza successo.
Prima di arrivare al fatidico appuntamento aveva fantasticato molto su cosa avrebbe sentito, annusato, percepito una volta da Colton, ma mai si sarebbe aspettata di essere accolta in una sala d'attesa molto piú simile a un lounge bar piuttosto che a uno studio medico.
Era solita credere che in quegli ambienti andasse di moda quella musica tipo zen, rilassante e di stampo orientale, con gli uccellini e tutto il resto. Roba sedativa per ansiosi e depressi, per intendersi.
Lauren si sedette su una sedia e iniziò a fantasticare sul come potesse essere lo studio medico. Il fatto di non poterlo vedere ed esaminare la faceva sentire inadeguata come una preda in balia del suo aguzzino.
La stanza poteva essere luminosa, buia, a tinte chiare o soffusamente immersa in un rosa confetto, ma per Lauren non avrebbe fatto alcuna differenza; tanto non avrebbe mai potuto vederla nitidamente. Le venne da ridere pensando al rosa Barbie ma poi decise di ricomporsi immediatamente. In fondo non era alla fiera, ma alla sua prima seduta di ipnosi regressiva e doveva perlomeno cercare di essere seria.
Alle pareti avrebbero potuto esserci quadri di una bellezza devastante oppure più banalmente attestati di frequenza a corsi di specializzazione. Chi o cosa definiva la personalità dello specialista al quale si sarebbe presto affidata? Lauren avrebbe di certo preferito saperlo per poter perlomeno identificare a grandi linee Colton e i suoi gusti.
Quello che le parve chiaro era che al medico piacessero molto i profumatori per ambienti, le melodie ritmate e le caramelle gommose.
Sul tavolino adiacente alla sedia sulla quale Lauren sedeva Colton aveva riposto in ordine una serie di giornaletti e un vassoio ricolmo di dolcetti. Lauren li tastò uno a uno poi afferrò quello che più le dava fiducia, infine lo scartò e portò alla bocca la caramella.
Un intenso sapore di fragola le riportò alla mente un ricordo non del tutto nitido. Rivide se stessa piccina e i bei tempi andati, quando passava le estati dalla nonna in compagnia dei cuginetti. Durante quei mesi spensierati l'anziana era solita comprare tantissime caramelle alla fragola per i nipotini perché consapevole fossero le loro preferite. Ricordare la campagna, il profumo degli alberi in fiore, le notti passate a scartare di nascosto decine e decine di caramelle, misero Lauren di cattivo umore. Talvolta il passato la feriva più del presente. Lo rimpiangeva come non mai; rimpiangeva la se stessa sana, la sua vitalità di bambina, il suo essere stata una ragazzina spensierata.
E invece ora se ne stava lì, con il bastone ben saldo tra le mani ad aspettare di partecipare alla sua prima seduta psicanalitica.
Com'era strana la vita.Per ammazzare il tempo afferrò un bigliettino da visita e se lo rigirò tra le dita. Non si trattava di uno di quelli adatti ai non vedenti: era un normalissimo bigliettino liscio, rettangolare, inutile. Lauren si accigliò solo per il fatto di non poter capire cosa ci fosse scritto sopra. Essere non vedente e curiosa allo stesso tempo era la sua vera condanna.
«È una roba da alcolisti anonimi e tu non hai la faccia da alcolista, scusami se te lo dico.»
Una voce maschile intervenne per sedare la molestia che Lauren stava infliggendo al malcapitato bigliettino da visita. Capendo di non essere sola gettò il pezzetto di carta sul tavolino. Per un momento si lasciò inghiottire dall'imbarazzo: erano minuti che qualcuno la guardava e lei non se ne era nemmeno accorta. Cercò di ricordare se avesse fatto qualcosa di sgradevole tipo mettere le dita nel naso, ma non le venne in mente nulla di significativo. Tirò un sospiro di sollievo e si voltò nella direzione da cui presumibilmente l'uomo aveva parlato.
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Cold Winds [COMPLETA IN REVISIONE]
Romance"Lo sentiva tra la folla, il suo odore, e ogni sferzata di vento era un brivido di paura. Era il fetore della persona che più detestava al mondo quello che Lauren percepiva così distintamente. Ne era certa: l'avrebbe riconosciuto anche in mezzo a ce...