CAPITOLO 3

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Lo sento scendere le scale ed anche i suoi passi sono perfetti,ed io sono stesa sul letto pensando a ciò che sarebbe potuto accadere se non fosse stato per il professore .

Apro la porta lentamente,in modo da non farmi sentire,e spinta dalla curiosità comincio ad origliare dal corridoio ciò che dicono.

-Andrés , sai bene che una delle regole è niente relazioni personali e poi è una ragazzina che conosci da poche ore,tu hai 49 anni e lei 22.Dimmi cosa provi realmente Andrés-sento uscire dalla bocca del professore con un filo di nervosismo.

-Punto primo, chi cazzo sei tu per dirmi cosa fare Sergio,le conosco bene le regle,so quello che faccio;punto secondo calmati e fidarti di tuo fratello per una volta nella tua vita-risponde Berlino o Andrés,ormai sapevo anche il suo nome,che era bellissimo mai quanot lui come del resto qualsiasi cosa.

-E va bene,ma si prudente Andrés mi raccomendo- il professore o Sergio si raccomanda con lui.

-Stai tranquillo hermanito-risponde,e anche se stanno parlando a bassa voce ,sento la voce di Andrés mentre molto probabilmente starà sorridendo.

Lo sento salire le scale,e così mi catapulto in camera pe non sembrare un'impicciona, chiudo lentamente la porta e dopo 2 minuti sento bussare.

-Piccola sono Berlino-dice con quella suo voce da urlo.

Mi alzo dal letto e mi fiondo ad aprire la porta e non appena la apro,mi butto sulle sue labbra.Cazzo già le amavo,sono irresistibili quasi quanto lui.

-Piccola,calmati,volevo prima parlare- dice tra un bacio e l'altro e dopo pochi secondi mi stacco guardandolo interrogativa.

-So che ci hai sentiti,infondo anche io non avrei resistito-dice mentre si siede sul letto e poi io faccio lo stesso sedendomi accanto a lui.

-Berlino mi dispiace ma...-non mi fa completare la frase che mi spinge con la schiena contro il materasso,io volevo certo, ma prima avevo da dirgi una cosa importante,così cerco di fermarlo.

-Berlino,aspetta-dico tra un bacio e l'altro,ma lui è come se non mi avesse sentito.

-Berlino-ancora niente.

-Andrés-poi dico e lui subito si stacca e mi guarda negli occhi.

Questa volta non con il suo solito sguardo,ma lo vedo un pò arrabbiato,poco dopo si alza da sopra di me,si sistema la cravatta ed esce dalla porta sbattendola furiosamente.

Cosa avrò mai detto di male,penso tra me e me,ma poco dopo lo capisco.

Cazzo,i nomi di città,l'ho combinata grossa, anche se può sembrare una cavolata,ma qui è fondamentale non conoscere niente l'uno degli altri.

AMORE FOLLE-La Storia Di Miami E Berlino La tua prossima ossessione. Scoprilo ora