Capitolo 4

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Oramai è notte,è la prima notte che passo qui;domani arriveranno altri nuovi compagni ,me lo ha detto il professore,chissà se ci farò amicizia.

Ma ora la mia testa è solo per lui,per Berlino o Andrés;l'ho fatto troppo arrabbiare e credo che non me lo perdonerà molto facilmente,poichè oggi ho provato a parlargli a csna ma non ha fatto altro che ignorarmi.

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È appena sorto il sole,mi alzo,mi lavo , mi vesto sportiva e mi decido ad andare a correre nell'enorme giardino che ha sede difronte alla nostra villa.

Appena esco dall'entrata principale,vedo la figura di Berlino senza maglietta,solo con un pantalone del pigiama,mentre fuma una sigaretta.

E vorrei saltargli addosso,ma mi devo contenere ,è ancora troppo arrabbiato.

-Buongiorno signor Berlino-dico semplicemente.

-Buongiorno signorina Miami-ricambia il saluto girandosi verso di me per poi rigirarsi dandomi le spalle.

Ora non ho voglia di discutere, così comincio a correre, finché non sono totalmente immersa nel verde di questo giardino.

Dopo un po che sto correndo, decido di fermarmi,perché Berlino non esce dalla mia testa,così mi siedo sotto un albero e comincio a piangere molto rumorosamente.

È passata circa 1 ora da quando sono qui,e credo sia meglio tornare alla villa;mi asciugo le lacrime e ricomincio a correre cercando di non far vedere che ho pianto.

Appena arrivo all'ingresso della villa lo rivedo,ma questa volta si è vestito dle tutto;indossa giacca e pantalone blu,camicia bianca,un gilet nero, una cravatta a scacchi, un orologio davvero bello al polso sinistro e delle scarpe nere lucide;come al solito un gran figo.

Un gran figo che mi sono lasciata scappare come una sciocca.

Mi libero da questo stato di pura ipnosi e mi dirigo in camera mia per fare una doccia e mettere qualcosa di carino.

Alla fine opto per una semplice tutina nera a bretelle e pantaloncino ,non troppo corto,e delle scarpe sportive abbastanza alte, nonostante sia già  abbastanza alta.

Bussano alla porta ed è il professore,non so cosa aspettarmi,se è per ciò che è successo con Berlino o altro,e la paura di aprire la porta si fa sempre più forte;ma prendo coraggio e la apro.

-Miami tra 20 minuti all'entrata principale-dice e si allontana.

Vado in bagno,mi metto davanti allo specchio e  mi do un'ultima sistemata,poi scendo le scale e arrivo all'entrata, trovando il custode dei miei pensieri ,più che altro colui che non vuole uscire dalla mia testa per nessun motivo al mondo  tormentandomi notte e giorno,sorseggiare con una gran classe un bicchiere di vino rosso.

È passato circa un quarto d'ora, da quando sono li,e vedo il professore fare ritorno alla villa ,con la macchina colma di gente.

Scesero dalla macchina, eh...no ,non c'era nessuno bello come Berlino, nonostante ci fossero ragazzi della mia stessa età.

Dopo uno scambio di sguardi passammo alle presentazioni:

-Piacere, io sono Nairobi-

-Piacere io Tokyo-

-Io Rio-

-Io Denver-

-Io Mosca-

-Io Helsinki-

-Io Oslo-

Così si presentarono tutti e quando era il loro tuno facevano un passo avanti e inchinavano il capo verso me e Berlino che rispondemmo alla presentazione.

AMORE FOLLE-La Storia Di Miami E Berlino La tua prossima ossessione. Scoprilo ora