Negli ultimi due giorni era successo di tutto. Avevo scoperto che mio padre era vivo e che mia madre me lo aveva nascosto per 19 anni, ovvero da quando ero nata. Non solo: Jack, mio padre, era un quasi assassino, fuggitivo e pazzo che per quattro anni non aveva fatto sapere a nessuno dove si trovasse, ma, colpo di scena, si fa vivo con mio fratello Luke, che sa tutto da circa tre anni e non ha avuto la decenza di rendermene partecipe. Dopo tre giorni di assenza, si fa vivo e ora sono decisa ad affrontarlo. In tutto questo, mi sono dichiarata a Niall, lui si è dichiarato a me dopo avermi detto della perdita di sua madre e ora sono in macchina con lui, diretti al campetto in cui si sono dati appuntamento lui e mio fratello.
Niall mi stringe la mano sinistra, mentre guida e guarda dritto la strada.
- Niall, voglio scendere solo io.
-Cioè?
-Ho bisogno di parlare con Luke e andare a fondo di questa faccenda assurda. Ma so che questo è l'unico modo per fare in modo che lui mi parli. Non si aspetta di vedermi e per questo so che essendo colto di sorpresa non potrà scappare da me.
- Hai ragione, Gracy.- mi disse Niall, dopo una piccola pausa. - È il momento che voi due parliate. Dovete affrontare questa cosa insieme, siete fratello e sorella, figli dello stesso padre. Hai il diritto di sapere e tutto ti è rimasto oscuro per troppo tempo. Io non scenderò, ti aspetterò li vicino.
Mi sporsi verso il suo sedile e lo baciai sulla guancia. Non potevo credere di stare finalmente insieme a lui. Volevo mettere a posto questa storia per finalmente godermi il mio meritato amore felice con Niall.
Dopo pochi minuti arrivammo al famoso campetto della scuola media e Niall si fermò un po' più lontano. Io feci un respiro profondo, pronta ad affrontare mio fratello. Poi lo guardai e lui mi rassicurò con il suo solito sorriso. Mi abbracciò e ci baciammo. Poi mi lasciò andare.
Mi avvicinai al campetto e vidi Luke seduto sul gradone più basso dei posti a sedere. Sentendo i miei passi sul terriccio, si voltó e quando mi vide sbarrò gli occhi. Io procedevo dritta e sicura verso di lui, senza alcuna intenzione di non portare a termine ciò che volevo.
Lui si alzò e alla luce della sera vidi il suo colorito pallido e le occhiaie, i capelli schiacciati e le gambe tremanti per la stanchezza.
- Grace, ma che diavolo ci fai qui?- disse borbottando, capendo che ormai sapevo ogni cosa.
Io non risposi, ma volai ad abbracciarlo. E fu come tornare bambini. Lui mi strinse e, contro ogni mia aspettativa, scoppiò a piangere e più piangeva più mi stringeva a sé.
-Va tutto bene Luke- gli dissi tenendolo stretto e sentendo le sue lacrime scendere sul mio collo.- Ora siamo in due.
Dopo qualche minuto ci sedemmo sull'erba sintetica del campetto e iniziammo a parlare.
-Perchè non mi hai detto niente?
-Non volevo incasinarti, Grace. Volevo... tenerti al sicuro.
-Luke, questo l'ho capito, ma non pensi fosse corretto parlarmene? Hai idea di come è stato venire a conoscenza di tutto quando già gli altri lo sapevano?
-Hai ragione...ma non è stato facile gestire tutto questo.
Feci un respiro profondo e chiusi gli occhi: non sapevo da che parte iniziare.
- Chi ti ha detto tutto?- ruppe lui il silenzio.
-Niall in primis... lui mi ha detto che pa...- dire quella parola in presenza di Luke era così strano che mi ci volle molta concentrazione per pronunciarla senza farlo sembrare strano.- ... lui mi ha detto che Jack era vivo. Il resto, me lo ha raccontato mamma. Ah, a proposito, anche lei sa tutto.
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||Thunderbolt|| niallhoran
FanficGrace Hemmings è al primo anno di università. Nonostante il nuovo inizio, sono esattamente 503 giorni che piange senza sosta ogni sera prima di andare a dormire. Un giorno però qualcuno cade nella sua vita, come un fulmine colpisce la terra durante...