Silence.
Let me love you when you come undone.
Ashes Remain - Right here.
Zayn si fece una doccia veloce, togliendosi tutti quei residui di sangue che aveva sulle braccia, sulle mani e sul viso.
Ci aveva messo un po' a toglierli, e quando ci era riuscito, si chiese quanto tempo, invece, ci avrebbe messo per togliere dalla sua mente le immagini di quella serata.
Come avrebbe potuto cancellare tutto? Come avrebbe potuto dimenticare Lydia nuda, sotto il corpo di un altro che si approfittava di lei? Come avrebbe potuto dimenticare il battere forte del suo cuore, pompante solo della sua paura? Come?
Erano oramai tutte cose messe insieme. Prima McCall, adesso Kole. Se le ripensava una dietro l'altra, usciva pazzo, piu' di quanto non lo fosse già.
Era arrabbiato, soprattutto con se stesso, perché aveva permesso che la sua ragazza soffrisse e subisse così tanto.
Lui, che le aveva promesso che l'avrebbe protetta da tutto e tutti. Aveva fallito. Come sempre.
Se non era riuscito a proteggerla da miseri, seppur crudeli, esseri umani, come avrebbe potuto proteggerla da se stesso? Era questo che si chiedeva. Era questa domanda che gli divorava il cervello, insieme al ricordo, alla sensazione, della paura del suo angelo, oramai, distrutto piu' del solito.
La sentiva ancora, la paura di Lydia. Scorrergli nelle vene, facendosi spazio in qualsiasi parte del suo corpo, prendendo il posto anche dell'oscurità del suo demone, andando anche nei suoi polmoni, facendogli mancare l'ossigeno, lasciandolo senza respiro. Era come se morisse con lei. Perché lei non faceva altro che morire di paura, ogni giorno, lui lo aveva capito. Lo sentiva sempre, ormai. E lui stava permettendo che accadesse.
Non bastava quel che faceva. Doveva fare di piu', in qualche modo, perché vederla così, in quelle condizioni, lo uccideva, lentamente. E quelle, era una delle sofferenze piu' lente e dolorose che avesse mai provato. Neanche dopo essere tornato se stesso, dopo una trasformazione, si sentiva così debole... sconfitto. Perché ogni volta che Lydia piangeva, aveva paura e soffriva così, era una sconfitta per lui. Una rottura a tutte le sue promesse, che non era in grado di mantenere.
E si malediva per questo, come stava facendo in quel momento, ma almeno la forza di riprovarci, di tentare, l'aveva ancora. Non lo lasciava.
Uscì dal bagno e si recò nella sua stanza. Non si fermò a guardarla, ancora non ce la faceva. Quei segni che le aveva sfigurato corpo e viso lo distruggevano ancor di piu'.
Si avvicinò al suo cassettone e prese una maglietta qualsiasi, indossandola.
Andò a sedersi sul letto, attento a non farla svegliare, anche se era sicuro che fosse stato difficile che ciò accadesse: l'anestetico la faceva dormire sonoramente, non facendole sentire nulla. Suppose che si sarebbe svegliata direttamente al mattino.
Poggiò i gomiti sulle ginocchia, piegandosi davanti con la schiena e incrociando una mano con l'altra. Il capo chino, con i soliti pensieri e immagini che si facevano spazio nella mente.
Si autoconvinse che poteva farcela, adesso, a guardarla e quando lo fece, quando posò i suoi occhi sul suo viso, vedendo la spaccatura sul labbro, i graffi sul suo collo e dei segni appena violacei sulle braccia, tornò a guardare di nuovo davanti a sé, stringendo istintivamente le mani tra loro.
Indurì la mascella e quando portò il suo sguardo sulle sue mani, provò a ricomporsi subito quando vide le sue vene iniziare a farsi nere.
Non poteva perdere il controllo. Non adesso.
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When my eyes met yours.
RomanceUno sguardo. Era bastato un solo sguardo per far si che gli sforzi di Zayn andassero in frantumi dopo anni. Quando gli occhi verdi di Lydia avevano incontrato i suoi, sapeva che tutto, oramai, sarebbe cambiato. Lui non avrebbe mai voluto che tutto...
