Fire.
Dopo averla guardata dormire, in quei giorni, Zayn aveva aggiunto un'altra cosa da fare prima di andarsene definitivamente da casa sua. O almeno dalla sua zona.
Usciva dalla sua camera e si nascondeva poi dietro un albero della foresta, aspettando che si affacciasse come faceva ogni mattina. Oramai aveva imparato anche questo. Sembrava sapere ogni sua abitudine e non vedeva l'ora di impararne altre.
Sentì il suono della sveglia e si sporse di poco guardando la finestra, come sempre semi-aperta come la lasciava lei, e come, oramai, la lasciava lui. Almeno lei non si sarebbe insospettita.
Ora si alzava, teneva le mani unite l'una nell'altra e alzava le braccia, stiracchiandosi anche con la schiena. Poi apriva del tutto la finestra e si affacciava, guardando il cielo e il panorama della foresta.
Per Zayn, lei era il vero panorama. Ogni mattina era così bella, anche quando si passava la mano tra i capelli, come stava faceva in quel momento, e ancora con quell'aria assonnata, si guardava attorno pensando e immaginando chissà che cosa.
Il moro avrebbe voluto scoprire anche quali erano, o qual'era, il suo primo pensiero la mattina o quello prima di dormire.
Oramai non poteva farci niente: il suo mondo girava attorno a quella ragazza. Era come se Lydia fosse il sole e lui la terra, che le gira continuamente intorno, e non importa se ci saranno cambi di stagione, che scombineranno tutto, il suo percorso sarà sempre quello e si sarebbe trovato sempre là, a guardarla splendere sempre di piu', continuando a far illuminare ogni suo giorno.
Ma se sarebbe arrivata un'eclissi, in quei minuti di oscurità, cosa sarebbe accaduto?
Il cellulare del moro suonò e provò subito a togliere la suoneria, ma Lydia lo aveva già sentito, tanto che iniziò a guardare tra gli alberi.
Zayn si nascose subito, coprendo gli altoparlanti del telefono e solo quando sentì chiudere la finestra, si sporse di nuovo, vedendo Lydia scomparire dalla sua visuale. Era andata a prepararsi per la scuola.
Portò il cellulare all'orecchio. «Pronto?»
«Perchè tutto questo per rispondere?»
Non aveva visto il nome di chi l'aveva chiamato, ma riconobbe subito la voce.
«Non trovavo il cellulare.» disse.
«Mh. Porta il tuo culo qui, dobbiamo parlare.»
Istintivamente, il moro guardò verso la finestra. «Devo andare a scuola.» tentò.
«Della scuola non te ne mai fregato un cazzo. Vieni qui, adesso.»
Zayn sospirò «Va bene.» e chiuse la chiamata.
Posò il cellulare in tasca e guardò un'ultima volta verso la sua camera, assicurandosi che non stesse guardando, e poi spiccò il volo verso il ritrovo. Arrivò lì in un attimo.
Forse sapeva già cosa gli sarebbe stato detto e lui sapeva già come difendersi e scusarsi, ma qualcosa continuava a turbarlo. Aveva una brutta sensazione.
Aprì la porta e c'era la solita scena da oramai piu' di tre anni. Divani con sopra i suoi compagni che dormivano insieme a delle ragazze, con affianco tavolini con sopra posaceneri pieni di mozziconi di sigarette, bustine bianche e tant'altro.
Ogni volta che guardava ciò, ripensava a quando una volta anche lui si trovava lì, in mezzo a loro, nella stessa posizione e situazione.
Andò direttamente nella direzione in cui doveva andare e aprì la porta, sapendo già a cosa andava incontro.
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When my eyes met yours.
RomanceUno sguardo. Era bastato un solo sguardo per far si che gli sforzi di Zayn andassero in frantumi dopo anni. Quando gli occhi verdi di Lydia avevano incontrato i suoi, sapeva che tutto, oramai, sarebbe cambiato. Lui non avrebbe mai voluto che tutto...
