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Era passata una settimana da quando io e Steve ci eravamo baciati e non lo avevo più visto. O meglio, lo avevo rivisto un po' di volte alla base degli Avengers ma, ogni volta che mi vedeva, mi evitava.

Era un normalissimo mercoledì ed ero a casa insieme a James. Quel giorno mi ero svegliata abbastanza presto e avevo passato tutta la mattina a pulire casa ed a sistemarla. Si erano fatte le undici e tra mezz'ora dovevo fare un salto alla base, così andai nella cameretta di James per vedere come stava. Negli ultimi giorni si era raffreddato e gli era venuta anche la febbre. Quando entrai nella sua stanza, vidi che era nel suo letto a giocare con le macchinine.

< Ehi piccolo, come stai? > gli domandai andando a sedermi affianco a lui sul letto.

< Bene > rispose continuando a giocare.

Poggiai una mano sulla sua fronte per sentire se scottasse e presi il termometro per misurargli la febbre. Fortunatamente non ce l'aveva.

< Hai fame? > gli chiesi alzandomi dal letto per andare a raccogliere dei giochi buttati a terra.

< Si >.

< Cosa vuoi mangiare? >.

< Voglio il gelato > rispose guardandomi < Per favore >.

< Va bene, la mamma te lo va a preparare > dissi ed uscii dalla stanza.

Andai in cucina e presi dal freezer una scatoletta di gelato al cioccolato, il preferito di James, e glielo misi in una ciotolina con un cucchiaino. Stavo tornando in camera da James per portargli il gelato, quando qualcuno suonò alla porta. Andai ad aprire e vidi che era la babysitter.

< Grace, vieni entra. Come stai? >.

< Bene >.

< Scusami se ti ho chiamato all'ultimo minuto, ma James sta male e devo uscire di casa e non sapevo chi chiamare > dissi chiudendo la porta.

< Tranquilla > disse la ragazza levandosi la giacca di dosso < James è a letto? >.

< Si gli stavo portando del gelato. Meglio se vado altrimenti si scioglierà > dissi andando verso la stanza di James. Entrai e poggiai la ciotola sul comodino affianco al letto. < Tesoro, io devo andare un attimo dal nonno ma torno subito. Tu starai con Grace capito? >.

James annuì e, dopo avergli dato un dolce bacio sulla sua fronte, uscii dalla camera tornando in sala da Grace.

< Dovrei metterci poco > dissi prendendo la giacca e la borsa < Se James dovesse sentirsi male fammi uno squillo >.

< Certo signorina Stark >.

< Grace, ormai è da più di un anno che lavori per me, chiamami pure y/n > dissi sorridendo ed uscii. Salii in macchina e partii.

Dopo circa una mezz'oretta, arrivai alla base e parcheggiai. Scesi dall'auto e, dirigendomi verso l'entrata dell'edificio, vidi parcheggiata la moto di Steve. Entrai dentro e, per la fretta, andai addosso a qualcuno. Tra tutti quelli che potevo incontrare, con chi ero andata a sbattere? Si, proprio lui, Steve. Da una parte speravo di non incontrarlo perché ero sicura che ci sarebbe stato dell'imbarazzo tra di noi. Ma da una parte era anche una fortuna, visto che lo stavo cercando da una settimana per riuscire a parlargli.

< Scusami > disse continuando a camminare verso l'uscita.

< Steve aspetta > dissi, ma sembrava non sentirmi e continuò a camminare. Così lo seguii e lo afferrai per il braccio facendolo girare. < Steve non puoi continuare ad ignorarmi > dissi secca.

< Non ti sto ignorando >.

< Sei un pessimo bugiardo > dissi lasciando la presa sul suo braccio. < Senti Steve ho bisogno di parlarti >.

IMMAGINA BUCKY BARNESDove le storie prendono vita. Scoprilo ora