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< Cosa? > chiesi confusa e preoccupata allo stesso momento, ma né Bucky né Steve risposero. < Ragazzi sto iniziando a preoccuparmi, cosa succede? Dov'è mio padre? >.

< Y/n... > iniziò a dire Steve < Tony... ha usato le gemme e... >.

< E cosa? Sta bene? > domandai sempre più preoccupata.

< Y/n t-tuo padre... tuo padre è in ospedale > rispose Bucky guardandomi dritta negli occhi.

< I-in ospedale? > domandai scioccata < Ma sta bene? > chiesi preoccupata ma non ottenni nessuna risposta. Mi girai verso Steve e Pepper e dissi < Io vado in ospedale >.

< Vengo con te > disse Pepper prendendo le chiavi della mia macchina sul mobile affianco al portone e mi raggiunse.

< Vi accompagno > disse Bucky dirigendosi verso l'auto insieme a Pepper.

Stavo per raggiungere il veicolo quando mi tornò in mente James. Non potevo lasciarlo a casa da solo e non volevo portarlo con noi in ospedale. Così mi venne in mente Steve, mi girai verso di lui e dissi < Steve potresti... >. 

Non mi fece nemmeno finire di parlare che rispose < Tranquilla ci penso io > ed entrò in casa chiudendo il portone.

Andai verso la macchina e salii dentro, misi in moto e partii per raggiungere l'ospedale. Durante tutto il tragitto pensai a mio padre ed a James. Ero molto preoccupata per mio padre. Steve e Bucky non mi avevano detto molto sulle sue condizioni quindi non sapevo cosa aspettarmi una volta giunta in ospedale, poi ero in pensiero per James. Bucky era tornato e dovevo dirgli di James prima che lo incontrasse o lo venisse a sapere da qualcun altro, ma non sapevo proprio come dirglielo. Non pensavo che questo giorno potesse mai arrivare e non mi ero preparata per affrontare una cosa del genere.
Una volta arrivati all'ospedale, parcheggiai e scesi dall'auto per poi dirigermi verso l'entrata dell'edificio seguita da Pepper e Bucky. Entrata dentro mi avvicinai con passo svelto alla reception ed attesi che la ragazza finisse di parlare al telefono per chiedergli delle informazioni.

< Mi scusi dell'attesa > disse la ragazza riattaccando.

< Non si preoccupi. Stavo cercando una persona > risposi parlando velocemente < Si chiama Tony Stark. Sono sua figlia >.

< Un attimo che controllo > disse iniziando a cercare sul computer il nome di mio padre. < Eccolo qui. Suo padre è arrivato circa mezz'ora fa. Si trova nella stanza numero 24, terzo piano >.

< Grazie mille > risposi e tutti e tre andammo verso l'ascensore. Quando le porte dell'ascensore si aprirono sul terzo piano uscii ed iniziai a cercare la stanza numero 24, come mi aveva detto la ragazza alla reception. Quando la trovai stavo per entrare dentro ma, contemporaneamente, un medico uscì dalla stanza.

< Mi scusi > dissi ed il medico alzò gli occhi dai documenti che aveva in mano e mi guardò.

< Il signor Stark è qui? > domandai.

< Si, lei chi è? > domandò il medico guardandomi attentamente.

< Sono la figlia, y/n Stark. Come sta? >.

< Per il momento è stabile ma ha riportato gravi ustioni lungo tutto il braccio destro e parte del viso ed ha anche subito dei danni alla zona del cervelletto >.

< Possiamo vederlo? > domandò Pepper.

< Certo, ma dovete sapere che non è cosciente. Non si è svegliato da quando è arrivato > rispose il medico aprendo la porta della stanza < Tra qualche minuto ripasso per controllarlo >.

IMMAGINA BUCKY BARNESDove le storie prendono vita. Scoprilo ora