-Allora? Pensieri di oggi?- domandò Hunter.
Lo raggiunsi con passo felpato sotto il suo sguardo indagatore. Nessuna emozione traspariva dal suo volto, come da consueto. Stavo iniziando a non farci più caso.
Avevo appena lasciato Daisy e Ryk da soli. La ragazza sembrava riprendersi più rapidamente di quanto Jo avesse previsto, perciò mi aveva lasciata andare senza troppi preamboli.
Mi sedetti accanto a lui, esattamente come avevo fatto il giorno prima e inspirai il profumo di legno umido. Improvvisamente ebbi la sensazione che quel rituale si sarebbe ripetuto più volte nel futuro: sedermi sotto l'albero, Hunt che parlava, l'odore della natura circostante. Chi lo sapeva, forse sarebbe diventata un'abitudine a cui non avrei potuto rinunciare.
-Forse avevi ragione- dissi infine con grande teatralità. Ammettere che io fossi quella nel torto non mi piaceva, non volevo dargliela per vinta.
Però aveva ragione. C'erano molti cattivi a Stenix, ma Hunt e Luke non erano fra quelli.
Il ragazzo sembrò completamente soddisfatto della mia affermazione, tanto da esibire uno dei suoi rari sorrisi.
-Forse?- mi stuzzicò con fare giocoso. Poi, di colpo il sorriso si spense, così velocemente che dubitai fosse mai esistito. -A volte penso che questo sia tutto a causa mia. Se non fosse stato per me, non sarebbero morti-
Come poteva credere una cosa simile? Era anche grazie a lui se i Prometheus esistevano.
-Se non fosse stato per te, sarebbero tutti morti da un pezzo. Loro, i Deceivers, sono vivi grazie alla protezione che gli avete concesso- dissi più seria che mai. Senza di lui e senza Luke, le morti sarebbero iniziate ben prima di adesso. Rabbrividì al solo pensiero.
Si girò completamente verso di me e mi studiò attentamente. I suoi occhi indagavano in cerca di una risposta.
-Dici sempre "loro", non ti includi mai nei discorsi. Come se non ne facessi parte- mi fece notare.
-Questo perché non so nemmeno chi io sia. Sono Cal, la Lyghart purosangue o Cal la Deceiver?- chiesi senza effettivamente aspettare che mi rispondesse. Non mi aspettavo che capisse. D'altro canto, era come se la mia identità fosse stata cancellata d'un colpo.
-Sei questa Cal- mi indicò il petto con l'indice. -Che importanza ha se sei una Deceiver o una Lyghart? Sta a te decidere chi e come vuoi essere. Credevo non ti facessi mettere i piedi in testa da nessuno, o no?-
-Non avrei mai pensato che fossi così saggio- dissi stupita. Fui stranamente sollevata. A volte servivano davvero poche parole per stare meglio.
-Sii ciò che vuoi essere Calipso, gli altri si adatteranno di conseguenza- insistette.
Annuì convinta. Aveva ragione e non ero pronta ad ammetterlo per la seconda volta in una sola giornata.
-Stavo pensando a quello che Margot mi ha detto prima di morire- dissi pensierosa.
Forse non aveva nemmeno più importanza, ma non potevo togliermi dalla mente quel Simmons.
-Ti riferisci a Simmons?- chiese, quasi a leggermi la mente.
-Sì. Se è morto, perché Margot ha detto che è stato lui?-
La stessa domanda mi girava per la testa da giorni. Ci rimuginavo sopra, mentre gli occhi vitrei di Margot mi riapparivano davanti, quasi fossero un monito a non dimenticare.
-Forse non intendeva quello- suggerì.
Ma cosa voleva dire allora?
-I genitori di Kaori le hanno detto di trovare Simmons e proteggerlo- dissi a bassa voce.
Mi guardò come se avessi detto una cosa impossibile, ma ci pensò comunque.
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The deceivers
FantasyA Stenix esistono due tipi di maghi: i Lyghart e i Deceivers, considerati illusionisti e manipolatori a causa dei loro poteri. Cal verrà a conoscenza della seconda categoria soltanto nel suo primo anno alla Magic Academy e inevitabilmente si ritrove...
