CAPITOLO 22 - ELIZABETH

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Avete mai vissuto un momento perfetto? Di quelli in cui tutto sembra essere esattamente al proprio posto. In cui il tempo sembra rallentare e diventi quasi spettatore della tua stessa vita. Quelli in cui ti senti completo, talmente felice che quasi ti viene da piangere perché sai di essere nel momento giusto con la persona giusta.

Ecco, Nathan a petto nudo, in ginocchio proprio qui davanti a me, che sorride mentre mi dice che sono bellissima è il mio ideale di perfezione.

C'è qualcosa nella naturalezza di questo istante, nel fatto che, seppure io sia nuda davanti a lui, mi senta dannatamente a mio agio. C'è qualcosa nei suoi occhi chiari, profondi e rassicuranti, nella delicatezza delle sue mani che mi sfiorano come se fossi fragile e preziosa.

È proprio così che mi sento adesso sotto il suo sguardo, preziosa.

Penso che nessun uomo mi abbia mai guardato con la stessa intensità e nessuno si sia mai preso un attimo per dirmi semplicemente che sono bellissima.

Sarà che nessuno è come lui, un attimo prima emblema dell'egocentrismo, distaccato e provocatore e quello dopo delicato, rassicurante e a tratti persino dolce.

Nathan si alza sorridendo, sono costretta a sollevare il viso per riuscire a guardarlo, poggia il palmo della mano al centro del mio addome e mi fa indietreggiare fino a quando le mie gambe non vengono ostacolate dal letto matrimoniale alle mie spalle. 

Mi fa stendere, il letto è morbido e fresco mentre la mia pelle continua a bruciare sotto il suo sguardo. Si sfila i pantaloni con movimenti lenti, li lascia cadere sul pavimento senza mai lasciare i miei occhi. Non riesco a non guardare le sue gambe muscolose e il rigonfiamento che fa capolino dai suoi boxer bianchi, sorride malizioso. Sale sul letto, in un attimo è sopra di me, la sua bocca cerca la mia. 

Ora, senza vestiti a separarci, sentire la sua erezione che preme sulla mia pelle aumenta il mio desiderio di averlo. Infilo le mani tra i suoi capelli mentre mi bacia con foga, lui stacca le labbra dalle mie, si sistema su di me e inizia a sfiorarmi. 

Prima i seni, poi va sempre più in basso, traccia una linea sull'addome che mi ricopre la pelle di brividi. Arriva più giù, nell'epicentro della mia natura. Al contatto con la mia pelle bagnata chiude gli occhi e respira a fondo, poi si morde le labbra e le avvicina al mio orecchio mentre continua a muovere abilmente le dita. Non riesco a trattenere un gemito.

«Quanto mi vuoi Elizabeth?» sussurra mentre con le dita si fa strada dentro di me, mi aggrappo al lenzuolo e chiudo gli occhi per non urlare mentre lui le muove piano.

Ora capisco perché tutte si accontentano anche solo di una notte insieme a lui.

«Elizabeth» continua a sussurrare mentre il piacere mi investe in ondate sempre più forti.

«Nathan ti prego» è l'unica cosa che riesco a dire mentre con il fiato corto spingo il bacino verso di lui. Non mi basta più

Si passa la lingua sulle labbra, sfila velocemente le dita da me e preme di nuovo forte il corpo contro il mio «Hai bisogno di me?» dice piano mentre si ferma a guardarmi, il suo sguardo è intenso e indecifrabile, faccio fatica persino a guardarlo, annuisco prima di rispondere «Sì, ho bisogno di te» affondo le dita sulla sua schiena per avvicinarlo.

È la pura verità, ogni cellula del mio corpo brama il suo.

Si stacca da me per sfilarsi i boxer, la stanza è illuminata solo dal riflesso della luna che fa irruzione dalla finestra eppure riesco a vederlo chiaramente. I capelli neri lunghi e spettinati, le labbra carnose, il petto muscoloso e ampio che va su e giù mentre cerca di controllarsi, la vita stretta e gli occhi blu.

Quei maledetti occhi blu, profondi e pericolosi .

Sorride malizioso, apre velocemente il comodino accanto al letto, estrae una bustina e la apre. Infila il preservativo e torna sopra di me, mi guarda intensamente, posa la fronte sulla mia «Anch'io ho bisogno di te Elizabeth» dice piano mentre si fa strada in me riempiendomi completamente. Credo di aver smesso di respirare.

Inizia piano, poi il ritmo si fa sempre più forte, mi aggrappo alle sue spalle mentre la stanza e l'universo intero inizia a vorticarmi intorno. Se non fosse per i nostri respiri affannati sono sicura che riuscirebbe a sentire il mio cuore anche a chilometri di distanza.

In questo momento esiste solo lui, il ritmo irregolare del suo respiro, l'intensità del suo sguardo che non abbandona mai il mio e il piacere che continua a scuotermi. Il suono che esce dalle sue labbra ogni volta che affonda in me mi manda fuori di testa. È illegale.

Dopo un po' non reggo più, stringo forte le dita sulla sua schiena e mi lascio travolgere dall'orgasmo più forte che abbia mai avuto, lui aumenta il ritmo prima di venire, insieme a me. Restiamo, per un attimo che sembra eterno, a guardarci in silenzio mentre proviamo a riprendere fiato. Vi assicuro che è riuscito a dire molto pur non avendo detto niente.

Io invece dovrei dirvi che mi è bastato, che ora il mio corpo è appagato e che quindi sarà facile tornare a odiarlo ma vi mentirei. Sentirlo su di me, in me, sentirlo mio anche solo per una volta sarà la mia rovina.

«È stato...» dico con un filo di voce per rompere il silenzio mentre lui scivola accanto a me, mi interrompe immediatamente «Lo so Elizabeth» sospira, poi chiude gli occhi.

Mi rannicchio contro di lui e poso la testa nell'incavo del suo collo in un gesto naturale che lo fa irrigidire per un attimo. Si vede che non è abituato a questo genere di cose ma mi lascia fare.

Cado nel sonno cullata dal ritmo regolare del suo respiro e dalle sue dita gentili che mi sfiorano il gomito.

La mattina seguente Nathan è ancora accanto a me, dorme tranquillo mentre la consapevolezza di quello che è successo tra noi mi investe, vorrei diventare invisibile.

Non so con quale coraggio riuscirò a guardarlo negli occhi da oggi in poi. Brava Elizabeth.

Scosto piano il braccio pesante che mi cinge la vita e scivolo fuori dal suo letto silenziosamente. Devo andare via da qui, prima che si svegli.

Raccolgo i vestiti dal pavimento e mi vesto in fretta. Gli do un'ultima occhiata prima di uscire dalla stanza, i capelli scuri gli incorniciano il viso scolpito, apre gli occhi come se sentisse il peso dei miei occhi su di lui. Gli serve un attimo prima di mettermi a fuoco, resto immobile sulla porta.

«Stai andando via?» la sua voce è roca mentre mi studia con attenzione, non sorride.

«Sì» la mia voce è un filo, non riesco a guardarlo senza pensare alle sue mani su di me.

«Elizabeth» dice d'un fiato, la sua voce è dura e seria, mi decido a incrociare il suo sguardo. La dolcezza con cui mi guardava ieri è svanita, ha la mascella tesa e gli occhi scuri non scintillano più «da oggi è tutto come prima» conclude.

Un pugno in piena faccia avrebbe fatto meno male. Cerco di sostenere il suo sguardo mentre sento il mio cuore sgretolarsi. Non gli darò questa soddisfazione.

«Nathan» dico decisa mentre cerco di apparire tranquilla «da oggi, per me, nemmeno esisti» mi volto immediatamente per non cadere in pezzi davanti a lui.

Scendo rapidamente le scale, afferro il telefono dalla borsa ed esco da casa sua più in fretta che posso.

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PER TUTTI I LETTORI, SÍ... PROPRIO PER TE

Vi ringrazio per essere arrivati fin qui, anche il capitolo ventidue è andato.

Spero di non avervi annoiato, la vostra opinione per me è molto importante e vorrei davvero sapere cosa ne pensate. Vi è piaciuto il capitolo? ❤️

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