CAPITOLO 20 - ELIZABETH

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Non so cosa mi sia preso ma l'idea che lui e Amber passino la notte insieme mi sta distruggendo, le parole sono uscite rapide dalla mia bocca ancor prima che la ragione riuscisse a fermarle.
Come se a lui importasse qualcosa. Farà esattamente il contrario di quello che gli ho chiesto, lo fa sempre.
Do una rapida sistemata ai vestiti e respiro lentamente mentre faccio ritorno al tavolo. Riesco a sentire i passi di Nathan alle mie spalle, accenno un sorriso tirato ostentando una tranquillità che non mi appartiene mentre mi avvicino al tavolo.

Ho ancora il cuore in gola, il suo profumo addosso e il sapore della sua bocca sulla lingua.

Pensa in fretta Elizabeth, pensa.

«Va tutto bene?» la voce di Matt mi riporta alla realtà «sembri turbata» mi posa una mano sul braccio, il contatto con lui mi sembra così sbagliato da rendere ogni cosa surreale.

Voglio andare via da questo posto. Lo sguardo di Matt si posa su Nathan in una silenziosa accusa, lui ribatte subito, è ancora in piedi alle mie spalle «non guardare me, non mordo» non mi volto a guardarlo ma riesco a percepire il momento esatto in cui il suo sguardo passa da lui a me «almeno non sempre» scandisce piano, Matt scuote la testa e io vorrei sparire all'istante.

«In realtà comunque abbiamo una pessima notizia da darvi» la voce di Nathan è decisa, il tono serio, non ho idea di cosa stia per dire, Amber mi guarda con aria confusa «Andrew ha avuto una pessima giornata, ha bisogno del nostro aiuto» dice d'un fiato. Ho bisogno di qualche secondo per passare in rassegna le sue parole, non so se mi stia offrendo una via d'uscita o tendendo una trappola. L'alternativa è restare qui e guardarlo mentre fa a pezzi il mio cuore, decido di appoggiarlo.
«Sì, sembrava sconvolto» dico seria «devo assicurarmi che stia bene» guardo Matt che intanto ha scostato la sedia, ora è in piedi davanti a me, mi prende la mano «posso accompagnarti io» mi guarda dolcemente, io uno così non me lo merito.
«Davvero nobile da parte tua ma forse ti sei perso la parte in cui dicevo che devo andare lì anche io» la voce di Nathan è seria e non lascia spazio a repliche, decido di intervenire per smorzare un po' la tensione, poso la mano sul petto di Matt per tranquillizzarlo «ti dispiace portare Amber a casa tesoro? Ti scrivo appena mi sono assicurata che Andrew stia bene» sospira rassegnato e annuisce, Amber si alza in piedi, mi guarda preoccupata «vuoi che venga con te Elly?» scuoto la testa «sai com'è fatto mio fratello Ber, meglio che vada da sola» odio mentire ma non ho scelta.

Usciamo dal locale in silenzio, arrivati nel parcheggio Matt mi sfiora piano la guancia e posa le labbra sulle mie per salutarmi. Trattengo il fiato, poso un bacio veloce sulle sue labbra e mi sforzo di sorridere. Mi sono messa in un bel casino, complimenti Elizabeth.
Nathan rivolge un sorriso ad Amber, le fa l'occhiolino «ci vediamo domani» dice, la voce quasi un sussurro, basta a farla sorridere più del dovuto. Finiti i saluti lo seguo alla macchina, resta in silenzio, ha le spalle tese e la mascella contratta, non mi guarda.

Entro in macchina e sprofondo nel sedile, lui entra ancora in silenzio e mette in moto la macchina.

«Adesso dove andiamo?» chiedo voltandomi verso di lui. La luce fioca del parcheggio gli illumina appena il viso, ha i capelli spettinati, lo sguardo concentrato e il profilo perfetto. Potrei guardarlo per ore.
«Andiamo a casa mia» dice continuando a guardare la strada «era l'unico modo per uscire da quella situazione, non ho avuto molto tempo per pensare» si volta a guardarmi per un attimo poi continua «Amber non si sarebbe arresa tanto facilmente» ammette, vorrei poterlo smentire ma so quanto sia testarda e da quanto aspettasse un'occasione simile «Lo so» sospiro e continuo a guardarlo in silenzio. Dopo un po' arriviamo nel vialetto di casa sua, parcheggia la macchina e mi fa strada.

Sono passata dal non essere mai stata a casa sua al trovarmi qui per la seconda volta nella stessa giornata. Perfetto no?
Entriamo in silenzio, Nathan chiude la porta, accende le luci, si volta a guardarmi, e io davvero non so cosa dire.

Non dovrei essere qui, non avrei dovuto baciarlo, non dovrei sentirmi così a mio agio insieme a lui, non dovrei amare questo senso di pericolo che avverto ogni volta che si avvicina a me.

«È tutto sbagliato» dico dando voce, in parte, ai miei pensieri. Annuisce e fa un passo verso di me, si bagna le labbra prima di parlare.

«È tutto sbagliato e tu non dovresti essere qui da sola con me» poggia la fronte sulla mia, non riesco a smettere di guardarlo «domani tutto deve tornare alla normalità» la sua voce è un sussurro, le labbra sempre più vicine alle mie «da domani riprendiamo a odiarci» il suo tono è serio.

Inspiro a fondo, avvicino le labbra alle sue «io non ho mai smesso di odiarti Walker» la mia voce è bassa, adesso sorride «ma questa è l'ultima notte in cui posso sbagliare» ammetto.

I suoi occhi s'infiammano mentre le mie mani affondano nei suoi capelli, la mia bocca cerca avidamente la sua. L'ho colto di sorpresa perché ha un attimo di esitazione poi mi circonda con le braccia e mi solleva. Le mie gambe si stringono attorno a lui istintivamente mentre la sua lingua si scontra con la mia. Stringe le dita sulla mia schiena e dalla bocca scende a baciarmi la mandibola, poi il collo in un ritmo lento che mi fa perdere il controllo e ogni contatto con la realtà.

«Solo stanotte» sussurra sulla mia pelle tra un bacio e un morso mentre io butto la testa all'indietro «ho bisogno di te solo stanotte».

Solo stanotte. Ho bisogno di lui solo stanotte e poi posso tornare a odiarlo.

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PER TUTTI I LETTORI, SÍ... PROPRIO PER TE

Vi ringrazio per essere arrivati fin qui, anche il capitolo venti è andato.

Spero di non avervi annoiato, la vostra opinione per me è molto importante e vorrei davvero sapere cosa ne pensate. Vi è piaciuto il capitolo? ❤️

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