Elizabeth è scesa con fare incerto, lentamente. Appena ha chiuso la portiera ho fatto sfrecciare via la macchina da quel maledetto viale.
Non potevo stare con lei nemmeno un secondo in più.
Il petto ha ripreso la corsa di stamattina, quando mi sono svegliato in quella pozza di sudore che era diventata il mio letto.
Avevo previsto sarebbe stata una giornata del cazzo ma sono sorpreso dai risultati raggiunti in così poco tempo: è stata un'altalena infernale.
Stringo le mani sul volante mentre mi dirigo verso casa mia. Non posso smettere di pensare a quello che è successo.
L'ho baciata, l'ho fatto per davvero. Era nella mia cucina, decisamente troppo vicina a me e continuava a dire assurdità sul quell'idiota insignificante. Ha detto che baciarlo le è piaciuto, come se potessi crederci...
I suoi occhi sembravano urlarmi il contrario e io non ho potuto evitare di fare la cosa che mi riesce meglio: provocarla.
Poi ha sussurrato il mio nome in quel modo che mi increspa la pelle e mi manda in blackout. Le ho dato il tempo di fermarmi, poi ho perso definitivamente il controllo.
Mi sono trovato su di lei, le mani tra i capelli morbidi e la bocca più rassicurante del mondo. L'ho baciata. Ogni cellula del mio corpo mi urlava di farlo. Non pensavo che un suo bacio potesse condizionarmi così. Mi ha lasciato fare, la sua bocca mi ha accolto e tranquillizzato: la gelosia, il tormento per la notte trascorsa e tutte le mie paranoie si sono sciolte a contatto con la sua lingua e un po' mi sono sciolto anche io, che i baci ho sempre detto di odiarli.
Ho pensato per un attimo di essermi sentito perso per così tanto tempo quando mi sarebbe bastato questo per sentirmi meno solo, un po' più a casa. Mi sarebbe bastata lei.
Dev'essere stato l'effetto degli ormoni e il fatto che non scopo da troppo tempo.
Come tutte le cose felici della mia vita però, è durata poco. Giusto il tempo di riprendere le distanze e l'equilibrio si è ristabilito. Non potevo non chiederle se uscisse con quello stronzo del fidanzato più tardi, dovevo saperlo. Mi aspettavo almeno un attimo di incertezza da parte sua. Mi aspettavo di leggere nei suoi occhi qualcosa di diverso da quello che ho visto. Rimorso.
Si è pentita subito di avermi lasciato fare, con ancora i segni dei miei baci sulla bocca.
Ha detto che è stato 'solo un errore' come se ammetterlo cancellasse tutto.
Le ho detto che per me baciarla non ha significato niente, volevo solo ferirla. Volevo sentisse quelle parole bruciarle il petto come le sue hanno bruciato il mio. Volevo si arrabbiasse con me come io ero arrabbiato con lei, volevo urlasse che sono uno stronzo, l'avrei maledetta e subito dopo baciata di nuovo. Ancora e ancora. Volevo qualsiasi cosa... tranne quel dannato silenzio. Invece è l'unica cosa che mi ha restituito. Silenzio e indifferenza. La combinazione perfetta che le persone più vicine a me decidono sempre di restituirmi. Si è fatta accompagnare a casa e non era nemmeno arrabbiata.
Assurdo. Forse l'ho baciata solo nella mia testa e sto delirando. Forse sto esagerando.
Arrivo a casa mia rapidamente, apro la porta e attraverso il corridoio marciando dritto fino alla palestra. Tolgo la maglietta e colpisco forte il sacco in piedi davanti a me. Il rumore prodotto dai miei colpi attutisce il silenzio che cerca di inghiottirmi, di nuovo.
Colpisco più forte, ho bisogno di sentire qualcosa, qualsiasi cosa. Qualcosa che mi faccia cancellare tutto. Il profumo dei suoi capelli dalla mia testa, il sapore della sua bocca che ancora distrugge la mia e la rabbia che mi invade il petto. Le nocche rosse della mano mi spingono a colpire più forte, assesto un colpo dopo l'altro con un ritmo perfetto. Un'ora dopo sono stanco, decisamente sudato ma non meno arrabbiato. Un'idea prende forma nella mia testa e sorrido mentre mi dirigo in bagno per una doccia. Stasera mi divertirò senz'altro.
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Profondi come il mare
RomanceNathan Walker è tutto quello che ogni ragazza desidera: impertinente, carismatico e senza dubbio bellissimo. Elizabeth Gray è una sognatrice, è schietta e odia stare al centro dell'attenzione. A suo dire, la sua sfortuna più grande è essere la com...
