(Dabi x Reader)
Dicevano che non sarebbero mai potuti stare assieme...che il loro amore era sbagliato.
Lui: un uomo in cerca di pace e serenità da tutto quello che la vita gli aveva riservato.
Lei: una ragazza in cerca solo di caos.
Tanto diversi...
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(T/n)
Sorrido guardando la sua figura con in braccio nostra figlia, mentre io allatto il piccolo Masashi. Dalla loro nascita sono passate alcune settimane, passate tutte in tranquillità sol noi quattro mentre i miei genitori venivano ogni tanto a trovarci.
Sono settimane che ci svegliano nel cuore della notte, obbligandoci ad alzarci per poterli calmare. Di solito è sempre Masashi che si sveglia per primo, reclamando una poppata degna di lui.
«(T/n)...» sussurra attirando il mio sguardo.
«Dimmi» sorrido, mentre pulisco i lati della bocca di Masashi con il bavaglio.
«Ti amo» arrossisco sussurrandogli un semplice "anche io" prima di mettere nella culla entrambi i gemellini e andare da Touya che mi attende seduto sul divano. «Finalmente soli, eh?» sussurra tirandomi a sé e facendomi cadere sul suo petto.
«Sono stupendi ma sono anche stancanti...» sussurro sorride do appoggiando la testa su di lui ascoltando il suo battito che mi fa da ninna nanna e le sue mani che mi accarezzano i capelli.
«(T/n)? Aiutami ti prego» sussurra qualcuno facendomi aprire gli occhi. «Non hanno intenzione di dormire...restano a fissarmi senza dire una parola!» esclama Touya porgendomi i piccoli che ridacchiando vedendomi con i capelli sparati in ogni direzione.
«Beh, un'altra notte insonne...» mormoro andando in cucina a far loro del latte caldo, li metto nel loro ovetto e li faccio dondolare mentre metto il latte sul fuoco. «Dai, piccoli, è arrivata l'ora di dormire...mamma e papà sono esausti» sussurro passando il biberon di Emiko a Touya.
Guardo il corvino accanto a me, notando che dorme praticamente in piedi. Ha gli occhi socchiusi mentre prende il braccio la sua copia in miniatura e allattandola dal biberon rosa. «Dai, dormi, cucciola» sussurra abbandonandosi alla sedia stando attendo alla bimba. «Chiudi gli occhietti» sussurra chiudendo i suoi.
Ridacchio. Gli faccio una foto di nascosto stando attenta al flash ma proprio quando sto per mettere via il telefono, esso inizia a squillare tra le mie mani svegliando il corvino che si guarda attorno confuso spostando velocemente lo sguardo tra le sue braccia e posare la bimba nel suo ovetto per poi seguirmi in salotto mentre rispondo alla chiamata.
«Pronto?» dico.
«(T/n)? Ciao! Sono Izuku! Sono tornato da poco più di due settimane a casa, quindi scusa se non vi ho salutati, ma abbiamo già bisogno di te...non riusciamo a risolvere questo caso e, visto che sei l'unica ad averne risolti alcuni irrisolti, avevamo in mente di chiedere il tuo aiuto...» esclama il verde. «Certa i-il caso (T/c)» mi gelo sul posto guardando Touya che mi fissa, confuso, con le braccia incrociate, appoggiato allo stipite della porta.
«Perché? Spiegati meglio» dico frettolosa.
«Sul corpo della vittima sono state trovate le stesse ferite e le stesse contusioni di Kyle...crediamo che l'assassino sia ancora a piede libero» risponde titubante. «P-Per questo abbiamo bisogno di te...non abbiamo nessuna pista o testimone e il tuo intelletto potrebbe esserci comodo in una situazione del genere. Le forze dell'ordine hanno subito chiesto di te e non di un detective»