Uomini!

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Harry quella mattina si svegliò con una gran fame. Si tirò su dal letto, si stropicciò gli occhi e cercò a tentoni i suoi occhiali sul comodino, inforcandoli e sbadigliando rumorosamente, cosa che fece scuotere Ron dal suo sonno cadaverico. "Ehi, Ron, sono le sette, dobbiamo andare!" fece il bambino sopravvissuto, prendendo una bracciata di indumenti a caso ed infilandosi in bagno. Ron si sforzò di aprire un occhio e un raggio di sole birichino lo colpì; lui, borbottando contro chi aveva chiuso le tende la sera precedente, buttò le gambe a terra e faticosamente guadagnò la posizione seduta. "Ho fame, Harry" "Muoviti o non ci sarà nessuna colazione!" disse l'altro dal bagno. Ron rovistò nel cassetto del suo comodino in cerca di cibo e trovò solo una cioccorana mezza sciolta che si muoveva a fatica nella confezione; fece spallucce e la ficcò in bocca, accorgendosi poi che il sapore non era tanto buono. Si decise a deambulare anche lui verso il bagno, con l'identica massa informe di abiti tra le braccia che aveva anche il suo compagno di stanza che emerse vestito e lavato (?), accingendosi a mettere le scarpe. Lo stomaco brontolava ad entrambi e chi si fosse per caso messo ad ascoltare avrebbe sentito un buffo contraltare: il rumore che emetteva quello di Ron era basso e prolungato, quello di Harry invece breve ed acuto...sembrava una canzoncina! Il moro passò davanti ad uno specchio e vide che era piuttosto spettinato ma, non avendo imparato come le ragazze gli incantesimi di bellezza, non seppe far altro che passarsi una mano sulle ciocche ribelli, spettinandole ancora di più. Deluso dal risultato, fece spallucce e si apprestò a prendere i libri, mentre Ron finalmente tornava in camera e cercava le scarpe sotto al letto "Ron, dai, muoviti!" "Non riesco a raggiungerla!" "Accio scarpa!" sbuffò Harry, rendendosi conto troppo tardi che sulla traiettoria c'era la testa di Ron. Infatti: "Ahia!" urlò il rosso, tirandosi fuori da sotto il letto e massaggiandosi la fronte, ma con la scarpa mancante in mano "Ma sei impazzito?" "Beh, la scarpa l'hai presa, no?" "Ma non intendevo in faccia..." Harry soffocò una risatina "Guarda che me ne vado!" "Arrivo! Arrivo!" Ron afferrò i suoi libri ed uscì precipitosamente dal dormitorio, quasi travolgendo Hermione sulla sua sedia. "Ma sei IMPAZZITO? Guarda dove vai! Ma tu vedi..." "Ma se tu sei sempre mattiniera, che ci fai qui a quest'ora?" la aggredì lui "Non devo darti certo spiegazioni Ron Weasley. E comunque andavo a prendere un libro che ho dimenticato. Fammi passare" Hermione lo guardò con gli occhi in fiamme. Ron si scansò in tutta fretta e lei portò avanti la bacchetta, facendo ripartire la sedia e sparendo dietro la porta del dormitorio. Il rosso sospirò di sollievo e si mise a correre per stare dietro ad Harry; arrivarono entrambi a fare colazione e si servirono come sempre; e come sempre Ron cominciò ad ingozzarsi, mentre Harry sbocconcellava distratto la torta di zucca: aveva visto Cho che stava bevendo il the al tavolo Corvonero. Si perse ad osservarla: i lunghi capelli neri, il viso dolce, gli occhi a mandorla, le sue labbra sottili ma piene, la curva dolce del collo, il suo profumo che a malapena ricordava.... "Harry, dai che è tardissimo, c'è lezione con la Sprite" Ron lo prese per un gomito, facendogli andare di traverso il succo di zucca; il moro cominciò a tossire e sputacchiare, guadagnandosi gli sguardi preoccupati e divertiti degli altri ritardatari. Con la coda dell'occhio vide che anche la moretta lo guardava preoccupata e appena riprese fiato, le fece cenno che era tutto a posto e lei gli sorrise, illuminando la sua giornata. Con un sorriso ebete in faccia, Harry si fece trascinare via da Ron, che lo spinse fuori verso le serre; arrivarono appena in tempo e si misero a seguire la lezione, notando che le ragazze erano arrivate prima di loro.

La Pazienza del Ragno - DramioneDove le storie prendono vita. Scoprilo ora