ventiquattresimo

68 6 2
                                    

-C'è una cosa che vorrei...- inizia Calum, che è sempre più vicino, il suo naso mi sfiora la guancia. Vorrei stare così per ore, ma so che non posso.

-No,- mi alzo di scatto, allontanandomi. -non di nuovo.-

Il ragazzo fa per dire qualcosa, ma in quel momento arriva Michael con la macchina fotografica.
-Trovata, vieni Bec... Calum vuoi venire anche tu a dare un'occh...-
-No-
-No, grazie-
Rispondiamo nello stesso momento, interrompendolo.

Seguo il fotografo, che resta un po' perplesso, fino a sotto un gazebo, dove ci mettiamo a guardare le foto. Decidiamo di tenerne da parte cinque o sei per l'articolo.
Mentre lui fa scorrere le immagini sullo schermo della macchina fotografica, io rimango sovrappensiero.
"Non di nuovo". Ora me ne pento, forse avrei potuto baciarlo, solo per sentire di nuovo le sue labbra sulle mie, quella piacevole sensazione che mi provoca anche solo stargli vicino, immergermi nel suo profumo. Più ci ripenso, peggio è. Anzi, forse è proprio il ripensarci che mi smuove le farfalle nello stomaco, forse sul momento non le provavo veramente. Forse è stato solo un impulso che non doveva portare a nulla.
Invece no, hai fatto bene, mi ripeto. Mi sono risparmiata un dolore. Va bene, l'avrei baciato, e poi? Lui avrebbe fatto come se nulla fosse successo. Come l'ultima volta. E io come ci sarei rimasta? Peggio di quanto non stia già.

-Che ne dici di questa? Mi piace molto-
-Sì-

E poi non mi ha risposto. Questo pomeriggio devo trovare un momento per parlargli, magari durante la passeggiata. E mettere in chiaro le cose. O almeno chiedergli perché fa così. Se mi bacia e poi si sente in colpa, perché lo fa?

-Rebecca.-

Cavolo, potrebbe almeno degnarsi di darmi una spiegazione. Me la merito, un minimo. È così egoista da pensare solo al momento, senza immaginare che dopo io potrei starci male?

-Rebecca.-

Prima andava tutto così bene, perché ci siamo dati quel bacio? Mi sarei risparmiata una bella quantità di delusione.

-Rebecca.-
-Cosa?-
Michael mi guarda, con gli occhi spalancati.
-Puoi posare la penna, invece di conficcarla nel tavolo?-
Abbasso lo sguardo. Stringo in mano una bic, ma la punta non si vede: l'ho conficcata veramente nel legno del tavolo.

-Oh...- la poso lontano da me e torno a guardare le foto, ancora distratta.
Fin quando Michael non me ne mostra una in cui ci siamo solo io e Calum. Sento la voce del mio amico in sottofondo che spiega quando e come ha scattato quell'immagine precisa, ma quasi non lo sento. Nella foto, io e Calum ci guardiamo e ci scambiamo un sorriso divertito, negli occhi di entrambi c'è qualcosa, una nota di dolcezza forse, che rende tutto più luminoso. Mi si stringe lo stomaco. Balbetto qualcosa che spero abbia senso a Michael, poi mi alzo per andare a bere un sorso d'acqua e schiarirmi la gola e le idee.

***

Dopo pranzo, come avevamo deciso, ci prepariamo per fare una passeggiata tutti insieme. E con "ci prepariamo" intendo che ora stiamo aspettando il caffè, poi potremo davvero partire.
Sono decisa a parlare con Calum, che ora sta allegramente discutendo con sua nonna su quanto zucchero mette nella sua tazza. Adele ovviamente rimane ferma nella sua convinzione che "le quattro cucchiaiate colme di zucchero servono per mettermi un po' di dolcezza in corpo, dato che tutti dite che sono acida. Dovresti solo ringraziarmi."
Michael mi scocca un'occhiata, poi mi sussurra: -Se lo fissi ancora un po', lo consumerai.-
Quasi mi strozzo con la saliva.
-Cosa?-
Non risponde, ma indica Calum e ridacchia. Decido di ignorarlo, ma il fatto che possa essere così evidente mi fa tenere gli occhi incollati alla tovaglia per il resto del tempo.

Passeggiare per la campagna dà quasi la sensazione di essere fuori dal mondo, tra i campi verde smeraldo e sotto gli alti pioppi si sentono solo i cinguettii degli uccelli e le nostre risate.

Luke cammina accanto a me e mi fa piacere, sta provando a spiegarmi in che punto preciso della regione ci troviamo, ma non l'ho ancora capito, non sono mai stata una cima in geografia. I suoi capelli biondi gli ricadono un po' sulla fronte, così cerca di spostarseli ogni tre secondi con la mano. Ogni volta che si volta verso di me mentre parliamo, sorride. Io sto pensando che dovrò parlare a Calum, che ora cammina davanti a noi, ridendo con Luca e Adele.

-Mi spiace che tu debba partire così presto.- continua Luke.

-Anche a me,- gli sorrido -sto troppo bene qui- e dico sul serio.

-Tornerai?- sento il tocco leggero del suo braccio sfiorare il mio. Involontario o no, questo gesto mi provoca dei brividi lungo la colonna vertebrale che maschero schiarendomi la gola. Anche lui deve essersene accorto, perché si allontana di qualche centimetro.

-Spero di sì.- e spero anche che la mia tensione non si sia percepita dicendo questa frase.

Luke torna a sorridere e a rispondere alle mie domande. Mi piace starlo ad ascoltare, mi piace guardarlo parlare. È bello vedere che qualcosa che gli piace fare gli illumina lo sguardo così tanto. E poi è bello per davvero, il sole sembra accentuare ogni suo tratto, dai capelli dorati al nasino all'insù. Non mi rendo conto che non sta più parlando, fin quando non ride e mi chiede -Hai sentito la mia domanda?- scuoto la testa, un po' imbarazzata fi essermela persa. Per fortuna, Michael ci raggiunge e inizia a parlare con entrambi. Guardo davanti a noi e la mia attenzione è catturata da Calum, che sta camminando da solo.

-Scusatemi, torno subito.- dico, sperando che i due abbiano qualche altro argomento oltre alla forma tondeggiante delle colline, che non dico a cosa l'hanno paragonata.

Accelero e raggiungo Calum, decisa, questa volta, a fare chiarezza.

-Calum.- lo raggiungo e camminiamo insieme. -Parto domani mattina, ma...-
Mi interrompe -È presto, per andarsene...- la voce bassa con cui pronuncia queste parole mi fa fare un lungo sospiro.
-Sì. Ma volevo chiederti di parlare. Di parlarmi.-

-Oh. Immaginavo che prima o poi...-
Non commento, mi limito a guardarlo, in attesa di una risposta. -Scusami, veramente, è solo che a volte... Ti sembrerà brutto sentirlo, ma non so come esprimerlo a parole. A volte è come se non capissi di avere una ragazza, cioè come se fossi convinto di non averla. Poi torno in me e... tutto quello che è successo con te mi piomba addosso e mi sento così in colpa...-

-Ti senti in colpa per me o per la tua ragazza?- riesco a buttare fuori tutto d'un fiato.
Calum annuisce -Entrambe.-
In quel momento gli suona il telefono, ma è solo una sveglia, che lui decide di rimandare di qualche minuto.
-Non credi che ci vogliano due spiegazioni?-
-Cosa dovrei spiegarti? Ho sbagliato, vorrei che facessimo finta di nulla.-
La sua risposta, detta in modo così secco e freddo, mi provoca una fitta al cuore, ma sono decisa a finire il discorso.

-Non possiamo fare finta di nulla, né tornare come prima.- lo guardo e aspetto che i suoi occhi incontrino i miei. -Perché c'è qualcosa di più, almeno da parte mia. E il tuo comportamento sembrava...-
-Mi dispiace davvero, Bec.- sussurra e mi sembra di cogliere del vero dolore nelle sue parole. -Vorrei non averti ferito, illuso, lasciata nella confusione. Davvero.-
Annuisco, ma mi continua a sembrare una cosa così estranea, come se la mia mente non riuscisse a registrarla.

NdA
Buongiornoneee
Lo so, lo so, LO SO sono una cacca. Pubblico dopo mesi e mesi di nulla cosmico e non ho giustificazioni se non che avevo il blocco dello scrittore (mi ero bloccata ad una frase e quella era) e mi ero completamente dimenticata di questa storia (come di tutte le altre, me povera, me tapina).
Ma ormai siamo alla fine, manca pochissssssimo e devo finirla, quindi nulla, spero di finirla entro fine 2022 :)

Verona || Calum HoodDove le storie prendono vita. Scoprilo ora