-Calum- lo chiamo, senza guardarlo in viso per paura di bloccarmi. Lui risponde con un mugugno. Stiamo camminando sulla riva del lago, tanto vicini che ad ogni passo trattengo il fiato perché potrei sfiorargli il braccio e, quando succede, sento un formicolio che sale dalla mano fino alla spalla.
Lui si volta verso di me, una ciocca di capelli corvini gli cade sugli occhi.
La domanda mi si ferma in gola, forse è troppo personale e sarebbe meglio non farla, ma ormai l'ho chiamato, qualcosa dovrò dirgli.-Hai cambiato idea su di me?-
-Come dici?- sbatte velocemente le palpebre, sorpreso.
-All'inizio non dovevo andarti particolarmente a genio...- ricordo il nostro primo incontro e mi si riscaldano le guance.
Calum ridacchia -No, in effetti non avrei mai pensato di arrivare a fare un'intera cena insieme a te-Arriviamo nei pressi dell'albergo, ma restiamo nel piccolo parco appena fuori e ci sediamo su una panchina.
-E allora come mai ora siamo qui?- e per "qui" intendo noi soli, dopo una cena molto piacevole e nessuno dei due ha voglia di rientrare in hotel.
Calum mi guarda, sento i suoi occhi scuri fissi su di me e un brivido piacevole mi fa tremare, ma non smetto di guardarlo.
-Ho iniziato ad essere attratto dai tuoi modi di fare, ero curioso di conoscerti.- La sua voce è più bassa, la sento come una carezza. Si avvicina a me e sento il suo petto a pochi millimetri dal mio, così provo a fare un respiro più profondo ed ecco che siamo attaccati. Le sue braccia, come le mie, restano dritte lungo il corpo, eppure ho così tanta voglia di portarle dietro al suo collo che quasi le sento prudere. Non sollevo il viso, ma so che il suo è leggermente inclinato verso il basso, il suo respiro lieve mi sfiora i capelli e la fronte.
-Io vorrei continuare a conoscerti. Mi piace averti vicino.- sussurro, alzando un po' la testa.
Le sue ciglia lunghe catturano il mio sguardo e, anche se sono più bassa di lui, il mio naso è mezzo millimetro dal suo.
-Anche a me, Rebecca...-
In un sussurro è riuscito a mandare in estasi tutto quanto il mio stomaco e la mia testa, non registro più niente, solo Calum che si abbassa lentamente. In pochi istanti le sue labbra piene si posano sulle mie. Una sensazione così piacevole, mi sento come buttata in mezzo a un enorme materasso ad acqua, sto sprofondando ma è così bello. Le sue labbra sono morbide e il bacio è dolce. Non ho idea di quanto possa essere durato, ma mi sembra allo stesso tempo un'eternità e mezzo secondo.
Quando si allontana, ho un momento di stordimento, dovrei ancora registrare cos'è successo esattamente. Sbatto velocemente le palpebre, mettendo di nuovo a fuoco il viso del ragazzo davanti a me. E proprio in quel momento lo vedo distogliere velocemente lo sguardo, con gli occhi lucidi. Un dolore pungente mi trafigge il petto, avrò fatto qualcosa di sbagliato io? Penserà che sono una ragazza facile da ammaliare? Oppure non bacio bene? Questo mi colpirebbe nell'orgoglio.
-Calum, che hai?- la frase non suona né romantica, né troppo dolce, ma è uscita d'impulso.
Si morde il labbro, che trema ancora un po', ma si ricompone quasi completamente. -Nulla, non...- Si allontana bruscamente da me, schiarendosi la voce, ma senza più guardarmi in faccia. -Si è fatto tardi, dobbiamo rientrare.- e si avvia verso l'albergo.
Ancora stordita, lo seguo, un po' a distanza, ma non mi arrendo e continuo a chiamarlo.
-Calum, ti prego, che cosa ho fatto per farti male? Mi spiace!-
Si ferma proprio davanti alla porta a vetri dell'hotel, ma ancora non si volta ad incrociare i miei occhi, che invece lo aspettano impazienti.
-Non hai fatto nulla di sbagliato, Reb. Io ho sbagliato. Non avrei dovuto fare...- finalmente si decide a guardarmi e io subito sento le gambe molli.
-Perché?-
Lui scuote la testa, sospirando. -Non avrei dovuto illuderti.-
Detto questo, entra nell'hotel e io, attraverso il vetro, lo guardo salire le scale velocemente, mentre penso che questa notte non dormirò per nulla.
BUON NATALEEEE
In elegante ritardo e BUON ANNO in sorprendente anticipo!
In questi giorni ho ripreso a scrivere e allora mi sono veramente sforzata di continuare questa storia, ce la posso fare, ci credo. Comunque so già come farla andare avanti e probabilmente siamo quaaaaaasi alla fine (magari 4/5 capitoli).
Sto scrivendo un'altra storia bllxxma che ho voluto ambientare nell'universo di Shadowhunters, dopo aver riletto le origini, e mi piace molto, anche per quella ho già pronto qualche evento interessante, ma probabilmente la inizierò davvero quando terminerò questa, ma ho già pubblicato il prologo :)
Apppresto,
Giada
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Verona || Calum Hood
Hayran Kurgu"Siamo nella città dell'amore! Come fai ad essere così triste?" "Non credo nell'amore." "La prendo come una sfida." Dove una ragazza decide di accompagnare una signora anziana e suo nipote alla ricerca del suo vecchio amore. [Ispirato a "Letters to...