ventunesimo

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Quando ci si sveglia da un sogno particolarmente bello, subito si prova ancora una certa euforia, come se ci fossi ancora dentro, poi inizi ad accorgerti di essere disteso nel tuo letto, con gli occhi semiaperti, che tasti il cuscino morbido accanto alla tua testa e non un'altra persona. Che sei solo e mezzo addormentato. E l'euforia di pochi secondi prima si trasforma in delusione, senti un piccolo vuoto alla bocca dello stomaco e ti chiedi perché la tua stessa mente debba essere così crudele.

Ora eravamo tutti in attesa di questo secondo momento, la delusione. Adele sembrava una statua di sale, ferma a guardare i ragazzi che lavoravano, tra cui un paio che avevano smesso di occuparsi dell'uva. Non volendo farsi prendere troppo dall'euforia, Calum si schiarisce la voce prima di dire: -Nonna, torniamo in macchina.-

Eravamo tutti scesi, tranne Michael, che era finito col volto appiccicato contro il finestrino, che gli stava deformando il naso.

Adele si volta verso il nipote con un'espressione a metà tra l'entusiasmo e il dolore.

-Tu lo vedi? Luca.-

Indica uno dei ragazzi intento a lavorare, i capelli biondi, chiarissimi perché bruciati dal sole, la pelle, al contrario, più scura di quanto sarebbe normalmente. Spiccano due grandi occhi azzurro ghiaccio. Avrà circa l'età di Calum, il che mi fa arricciare il naso. Come potrebbe essere l'amore perduto di Adele se ha l'età di suo nipote, come minimo 50 anni in meno? Calum sembra del mio stesso parere, perché scuote la testa e risponde: -Magari ci somiglia solo.-

Ma la nonna è irremovibile, scuote la testa e ripete che è Luca, il ragazzo davanti ai suoi occhi.

-E va bene...- Calum si avvicina ai ragazzi. Mi viene da sorridere per il suo contrasto con loro. I contadini vestiti con abiti larghi, comodi e scoloriti, lui elegante, con i jeans neri e una maglietta verde militare sotto la giacca di pelle leggera. Solo il colore della pelle li rende vagamente simili, anche se loro sono scuriti dalle ore passate sotto il sole, mentre Calum non si mette certo a sudare in un campo per vivere. -Scusate...-

Il ragazzo biondo e quello accanto a lui alzano lo sguardo, sorpresi, probabilmente non si sono neanche accorti che una macchina si era fermata a lato della vigna.

Calum riprende -Scusate, mia nonna... Stiamo cercando una persona.- Non ottenendo più di uno sguardo interrogativo, continua -Luca Emmingo...?-

Il ragazzo si avvicina. -Sono io, Luca Emmingo.- si indica il petto scoperto, con le dita incrostate di terra.

Calum è sconvolto, boccheggia e guarda la nonna -Hai... Lui è... Nonna!- Adele rimane in silenzio, continua a fissare il ragazzo.

Si avvicina un uomo un po' più grande di Luca, ma con gli stessi occhi blu, anche se ha i capelli poco più scuri, a metà fra il biondo e il castano, i lineamenti dolci del viso sono pressoché identici.

-Cosa succede?- chiede in tono gentile, guardando Luca, che gli spiega velocemente. -Luke... State cercando lui o mio padre?-

Calum sembra un pesce morto sulla spiaggia, gli occhi sgranati e la bocca aperta che continua a boccheggiare senza emettere un suono. Allora parlo io, vedendo che tutti sono affetti da mutismo.

-Suo padre?-

-Sì, Luca Emmingo. Eccolo laggiù!- indica dietro di me, sulla stessa strada sterrata che stavamo percorrendo in auto, si sta alzando una nuvola di polvere lontana e mi ci vuole qualche secondo per distinguere tre figure che si stanno avvicinando: due uomini e una ragazza, tutti a cavallo.

E lentamente collego tutte le informazioni. -Adele,- mi rivolgo alla donna accanto a me. -Luca, qui davanti a noi, è il nipote del tuo Luca... Sei pronta?-

Verona || Calum HoodDove le storie prendono vita. Scoprilo ora