Siamo tornati in albergo relativamente presto, forse verso l'una, essendo tutti un po' stanchi, soprattutto Adele, che si stava addormentando su una panchina mentre Michael le stava spiegando come rendere più bello un album di foto di famiglia.
Entro in camera e mi sembra di essere ubriaca, anche se non ho bevuto niente. Mi sembra di stare fluttuando, finché non mi butto sul letto e mi viene da ridere. Mi chiedo se davvero non abbia bevuto nulla, a questo punto.
Mi faccio una doccia e ritorno a pensare a quello che ho detto a Calum mentre ballavamo.
È una parte della mia vita a cui, come avrò già detto mille volte, non mi piace pensare. Credo perché non mi soddisfa.
Sono sempre stata abituata a fare le cose a modo mio, coi miei metodi, coi miei tempi. Le portavo a termine e sapevo perfettamente quali erano i miei obbiettivi.
Una relazione non ha certezze matematiche, a tratti è imprevedibile, e questa cosa mi metteva sempre ansia, tanto da cadere in crisi di panico ogni volta che ci pensavo.Questo succedeva anni fa. Ora neanche mi balena più in mente l'idea di poter avere una relazione, una persona da amare. Non che disprezzi l'idea, anzi, i romanzi rosa li trovo molto carini e dolci, ottimi per passare il tempo, solo non credo che sia una cosa fatta per me.
Un tempo usavo la scusa di "voglio concentrarmi sullo studio, sul lavoro,... prima di pensare ai ragazzi", adesso non c'è neanche più bisogno di dirlo, so che non è nella mia lista delle priorità. E quali sono queste priorità, allora? Anche qui, mi dico: il lavoro, mettere da parte dei soldi per comprare un appartamento tutto mio e che non puzzi di escrementi di gatto (quello dei vicini, si intende) e possibilmente viaggiare il più possibile.
Sospiro. Mi sto giustificando ancora e lo so.
Ho paura di entrare in una relazione, ho paura di innamorarmi, ho paura per mille cose e forse sono dettate da un'ansia repressa. Non ho il coraggio per impegnarmi in questo, così mi concentro su altro.Sono ancora seduta sul letto, ma, anche immersa nell'accappatoio, inizio a sentire fresco. Mi stringo l'indumento addosso, decisa ad andare ad asciugarmi i capelli, quando bussano di nuovo alla mia porta.
Istintivamente penso a Calum, ma solo perché l'ultima volta che ero in accappatoio e ho aperto la porta, c'era lui. Faccio un verso simile ad uno sbuffo misto ad un ringhio smorzato, rivolto a me stessa, per aver pensato di nuovo a Calum e vado ad aprire.
Ecco infatti Michael, rosso in viso, che mi supera ed entra in camera mia tutto affannato.
-Entra pure.- borbotto mentre richiudo la porta.
-Stanotte non dormo.-
Lo sprono a continuare, alzando gli occhi al cielo.
-Allora, ero seduto sul letto, no? A farmi i cazzi miei, quando dal bagno sento provenire un rumore brutto brutto, tipo di vetri che si rompono.- inizio a preoccuparmi, lui è in camera con Calum. -Allora chiedo "va tutto bene?" e mi arriva una risposta un po' incerta. Sentendomi un eroe del ventunesimo secolo, spalanco la porta e per terra vedo una boccetta di vetro, un liquidino marroncino tutt'intorno e Calum.- mostra una faccia inorridita.-Non capisco. E quindi?-
-Calum nudo.-
Apro la bocca per dire qualcosa, ma la richiudo subito.
-No, dillo. Dai, dillo.- Michael incrocia le braccia al petto, aspettando.
-Non avrei detto "una cosa orribile".- borbotto.-Lo sapevo!- piagnucola il mio amico. -Non capisci il mio trauma! Ho bisogno di uno psicologo, io non me l'aspettavo!-
Lo lascio lamentarsi, mentre ripenso a quello che ha detto poco fa. E un'illuminazione.
-Mike, aspetta.- incredibilmente, smette di frignare. -Che boccetta c'era sul pavimento?-Lui fa spallucce. -Che mi frega, hai sentito cosa ho detto? L'ho visto nudo, non ho mai visto nudo neanche mio cugino, che dire di uno sconosciuto?-
Sospiro, stavolta veramente esausta. -Mike, io andrei a dormire.- Lui mi guarda terrorizzato. -Oh, dai. Calum non ti stuprerà nel sonno.-
-Non è di quello che ho paura!- sembra offeso. -È di sognare la sua pannocchia.-Scoppio a ridere, prima di tutto per la scena che mi è venuta in mente: Michael che si sveglia tutto sudato che urla "noooo" e secondo la parola pannocchia mi fa morire dal ridere, senza un motivo logico, è così e basta.
Però voglio davvero andare a dormire, perciò praticamente spingo Michael di peso fin fuori dalla stanza.
Lui si blocca appena prima di passare lo stipite.-Ma ho una domanda.- sembra tornato lucido, almeno.
-Veloce.-
-Ti ho raccontato il trauma e okay...- oddio, magari farà una domanda interessante, magari anche intelligente... -Ma tu hai detto che per te non sarebbe stata una visione orribile. In che senso?-Tossisco, mi è andata la saliva di traverso.
-No, nel senso...- pensa, pensa, pensa. -...Pensavo a qualcosa di veramente orribile... come, come... Un ragno!-Michael sa perfettamente che io vado in iperventilazione quando vedo un ragno, sia anche grosso come una perlina, a me fa ribrezzo come nient'altro.
Lui annuisce serio. -Hai ragione. Sarebbe stato un macello, ancora più brutto.- Si blocca. -Nooooo adesso spero di non sognare Calum nudo coperto di ragni.-Un colpo di tosse ci fa sobbalzare entrambi, ci giriamo e Adele guarda Michael con gli occhi spalancati.
-Adele! No, scusa, ho avuto un trauma, buonanotte.- E Michael se la svigna, quasi correndo, verso la sua stanza.
-Io non so nulla.- metto le mani avanti.
-E io non ho sentito nulla.- la vecchietta trattiene a stento una risata e io mi sento avvampare, per cosa esattamente non so, ci sono talmente tanti elementi imbarazzanti.
Come minimo, questa notte sarò io ad avere gli incubi.
AN
Scusate il ritardo imbarazzante ma queste settimane ho provato a mettere in ordine la mia vita (con scarsissimi risultati ovviamente, che mi aspettavo????) e non ho più scritto molto :((Tra l'altro sono stra sad perché non mi chiamano per il lavoro e io ho bisogno di soldi perché sono una poraccia che vuole viziarsi e questa cosa mi mette in ansia
Poi sto organizzando 20 cose per questa estate e faccio una fatica boia a mettere in ordine i miei pensieri, infatti credo che questo capitolo sia un po' confuso, spero di no but perdonatemi ahahah
Come sempre, non c'è niente da ridere in realtà
Ma giuro che non sono morta e la storia nemmeno, questo è l'importante!!
A presto! (se spera)
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Verona || Calum Hood
Fanfiction"Siamo nella città dell'amore! Come fai ad essere così triste?" "Non credo nell'amore." "La prendo come una sfida." Dove una ragazza decide di accompagnare una signora anziana e suo nipote alla ricerca del suo vecchio amore. [Ispirato a "Letters to...