Quarantunesimo capitolo

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HARRY'S POV

Ha chiuso gli occhi e il mio cuore ha smesso di battere.

Prendo tra le braccia il suo fragile corpo, che sembra così piccolo ora, e nonostante i tagli che ha sul viso, io la trovo ancora la ragazza più bella del mondo.

"Ti prego, Mell non andare, io ho ancora bisogno di te, io non posso lasciarti andare, ho bisogno di te". Urlo, ma dalle mie labbra non esce nulla.
Singhiozzi soffocati.
Lei non può essere andata via, non per sempre. Io ho ancora bisogno di vedere i suoi occhi blu, e di sentire la sua voce e la sua risata.

I paramedici arrivano, e forse è tardi. Non so nemmeno perché sono qui, ormai. Me l'hanno tolta dalle braccia, per farle gli esami.

"Posso venire anche io all'ospedale con lei, la prego" supplico uno dei paramedici.

"Lei chi è scusi?"

"Sono il suo ragazzo, la prego"

La donna mi guarda con tenerezza, facendomi cenno di salire.

Mi siedo accanto alla barella, e le prendo la piccola mano. È ancora calda, ha le nocca spaccate e il palmo è scorticato. Allaccio le mie dita con le sue, delicatamente, per non farle male, semmai magari si svegliasse.

Il macchinario che le hanno attaccato continua a emettere un leggero 'bip', quindi il suo cuore batte ancora, debolmente.

"Sei forte piccolo angelo, lo so che ce la puoi fare". Le lascio un bacio sul dorso della mano mentre guardo i paramedici dsinfettare le ferite sul viso e sul suo corpo.

Appena l'ambulanza arriva in ospedale, è tutto così confusionale. Vari medici corrono verso la sua barella e iniziano a correre verso la sala operatoria, mentre i paramedici continuano a urlare cose.
Non capisco cosa dicono e non mi interessa capire, tutto ciò che so è che ho bisogno che si svegli perché senza di lei non sono nulla.
Mi costringono a lasciarle la mano, e prima che il suo corpo sparisca attraverso la porta urlo
"Mell sei un guerriero, ce la puoi fare! Ti amo"
Ti amo. Gliel'ho detto. Ma non mi ha sentito.
E collasso a terra, strisciando la schiena contro il muro finché non finisco a terra seduto sul pavimento, con le ginocchia vicino al corpo piangendo.
Credo in lei, credo in lei.

Rimango così per un tempo indecifrabile finché non sento qualcuno abbracciarmi.
Alzo lo sguardo e vedo il suo viso, gli occhi pieni di lacrime, ma cerca comunque di sorridermi.
Mi aiuta ad alzarmi in piedi, e subito allaccio le braccia al suo collo e nascondo la faccia nella sua spalla, piangendo ancora.
"Bro, ehi, ehi. Lo so che fa male, dio davvero, lo so cosa significa vedere una delle persone che ami di più al mondo sdraiata su una barella dell'ospedale. Ma lei è forte, lei non ci lascerà, non ti lascerà, Harry. Significhi così tanto per lei, devi credere in lei, dobbiamo credere in lei."
La sua voce è rotta verso la fine, segno che le lacrime stanno scendendo anche sulle sue guance.

"Niall, ho visto tutto, ho visto la macchina che l'ha investita, io l'ho v--vista chiudere gli occ-" scoppio di nuovo a piangere, non riesco ad andare avanti.

"Ehi ehi andrà tutto bene, andrà tutto bene."

Ci sediamo sulle sedie della sala d'aspetto bianca e vuota. Ho la testa appoggiata alla mia spalla, lo sguardo perso, guardando verso la finestra.

Regna il silenzio. Un silenzio che ti buca le orecchie fino a farle sanguinare.

Sembrano anni che sono qui, invece sono passate solo qualche paio d'ora.
Nessuno è uscito dalla sala operatoria, ancora nessuna notizia di Mell.

Niall ha avvisato i nostri amici di Mell e subito Louis è corso qui, anche lui con gli occhi appicicosi di lacrime.
La mia mente è vuota, non riesco a pensare a nulla se non al bianco. Bianco. Il nulla, me senza Mell.

___
Si lo so fa schifo.
Si lo so sono in ritardo.
Si lo so.
Picchiatemi, fate quello che volete.
Il prossimo sarà più bello, ve lo prometto.

Paradise in HellDove le storie prendono vita. Scoprilo ora