"Diventiamo stronzi dopo esser stati gentili con la gente sbagliata"
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Due settimane. Due settimane da quando la mamma di Harry mi aveva fatto capire che non ero la benvenuta nella sua casa, che non ero la ragazza giusta per suo figlio.
"A cosa stai pensando?" disse Harry.
Mi girai a guardarlo e incrociai i suoi meravigliosi occhi verdi. Avevamo appena finito di fare l'amore ed eravamo rimasti sotto le coperte a coccolarci e abbracciarci, nudi.
"A noi."
"A cosa precisamente?" indagò.
"Se qualcuno mai starà dalla nostra parte. Se vedrà quello che vediamo noi." mi nascosi nell'incavo del suo collo. Lo sentì baciarmi la nuca e sospirare.
"Nessuno Zoe, nessuno riuscirà mai a capire come ci sentiamo stando insieme. Lo sappiamo solo io e te e nessun'altro."
"E ti dirò, sono felice, perché non voglio che nessuno entri nella nostra bolla." continuò.
Alzai lo sguardo e lo baciai. Era fantastico, in tutti i sensi. Era riuscito a far crollare quel muro e farmi entrare. Amandomi e vivendomi.
"Angelo.." disse dopo pochi minuti di silenzio.
"Si?"
"Domani pomeriggio dovrò partire per Holmes Chapel. Jenna ha la prima seduta con la psichiatra giovedì mattina, devo esserci per lei." disse quasi scusandosi.
Harry aveva imparato ad immergermi nella sua vita, di non tenersi mai nulla dentro e di sfogarsi, parlarmi ogni volta gli fosse stato necessario. Ed ero contenta, immensamente contenta perché in quel modo capivo che si fidava di me.
"Sei un ottimo fratello!" gli sorrisi prima di baciargli il collo.
"Vieni con me." rispose all'improvviso.
Strabuzzai gli occhi. Doveva andarci da solo, malgrado io avrei sentito terribilmente la sua mancanza, ma era una questione familiare e sua sorella Jenna doveva avere la piena attenzione di Harry e lui doveva preoccuparsi solo ed esclusivamente di lei.
"Jenna ha bisogno di te. Io non c'entro niente in tutto questo." dissi alzandomi e indossando le mutandine ed una maglia di Harry che era lì per terra.
Lo lasciai nel letto e attraversando il corridoio andai in cucina per preparare la colazione. Non avevo lezione prima delle 11 ed erano solo le 9, avevo ancora del tempo.
"Piccola, ogni cosa che riguarda me, riguarda anche te." disse cogliendomi di sorpresa da dietro e stringendomi i fianchi con le sue grandi mani.
"Harry non devi per forza okay? Questa cosa è..delicata e non devi perforza coinvolgermi. Sono felice che tu me ne parli, ma so anche che magari per te o tua sorella o la tua famiglia è complicato conviverne." Mi girai verso di lui e gli presi il volto fra le mani e mettendomi sulle punte gli baciai il naso, prima di tornare a preparare la colazione.
Sentire il vuoto sui miei fianchi non era stato piacevole, tanto quanto il silenzio che si era creato nella stanza tra di noi. Ma sapevo che lui era lì vicino e mi stava guardando.
"Ho bisogno io di te. Quando..quando ho visto quei lividi sul suo viso credevo di non farcela. Di andare lì da lui e ucciderlo con le mie stesse mani, ma Jenna mi ha pregato di rimanere con lei tutto il tempo perché aveva paura. Non so se questa volta potrei farcela. Io ho bisogno di te. Ho bisogno della tua voce che mi fa ragionare, ho bisogno del tuo sorriso che mi darà un briciolo di speranza. Ho bisogno delle tue labbra che mi danno un effetto calmante."
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Disaster || Harry Styles
Fanfiction[COMPLETA] Volevo restare lì fra le sue braccia perché lui ci sarebbe sempre stato. ⚠️ È stata la mia prima storia, vi prego di essere benevoli e scusate se a tratti risulta superficiale ⚠️ | #13 in fanfiction | © Tutti i diritti sono riservati
