Capitolo 2O

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"Non fidarsi di nessuno è altrettanto stupido che fidarsi di tutti."

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Le parole di Harry mi entrarono in testa come un uragano, un uragano violento che fece provare in me un brivido su tutto il corpo. Ma non poteva, non poteva dirmi quelle parole e aspettarsi che io gli dicessi le stesse cose, anche lui era importante per me, il bacio mi aveva fatto provare sentimenti veri, reali, ma non potevo ricadere in quel burrone chiamato Amore.

Mi alzai e feci dei passi indietro per potermi allontanare da lui, per poter creare di nuovo quel muro che avevo fatto crollare quando quella mattina ero andata nella sua stanza.

"Si che puoi Zoe, devi soltanto fidarti di me, sono negato in questo, ma non riesco a stare lontano da te" mi disse.

"Harry, mi dispiace non posso. Finirei per innamorarmi di te e non voglio, tu mi spezzeresti il cuore e io non sono pronta per un altro tradimento, andiamo tu sei Harry Styles!" dissi sorridendo.

Il sogno di quel pomeriggio tra Harry e Amber aveva creato in me una paura enorme, un sentimento che neanche quando ho visto Jace tradirmi, sono riuscita a provare. Era solo un sogno, ma se si fosse avverato non avrei saputo cosa fare.

"È questo? Ti fermi a leggere solo la copertina? Mi aspettavo di più da te, sto mettendo in gioco tutto me stesso e tu mi ripaghi così, pensavo che anche io significassi qualcosa per te, mi sbagliavo, quindi scappa, perché sai fare solo quello. Non riuscirai mai a vivere così." urlò.

Anche lui si alzò, ma un suo passo verso di me equivaleva ad uno mio verso dietro. Le sue parole mi avevano ferito, io non stavo scappando, stavo solo prevenendo una catastrofe.

"Perché hai voluto così tanto che rimanessi, perché sei venuta nella mia stanza? perché quando ti sei svegliata sei corsa ad abbracciarmi? Non ha senso tutto questo Zoe, sei stata tu a farmi cadere nelle tue braccia, non il contrario, ed ora stai buttando tutto al vento. Dimmi che non significo nulla per te e me ne vado." urlò dinuovo.

Le lacrime ormai scendevano a fiumi come la pioggia che sembrava sempre più violenta ad ogni nostra parola.

"Non voglio che te ne vada, ma non posso. Vicino a te perderei il mio controllo, il mio corpo perderebbe il controllo e non posso lasciarlo fare, potrei morire questa volta se mi facessi del male." urlai di rimando.

"È la tua ultima occasione, poi vado via."

"Non andare anche tu.." sussurai.

"Non posso stare al tuo fianco facendo finta di niente." disse serio.

"Mi dispiace sia finita così, avrei voluto armarti un giorno" continuò per poi andare via.

Mi lasciò così fragile, così debole. Sola con le mie lacrime e la vista di Londra. Era stata una mia scelta e avrei dovuto pagarne le conseguenze.

-

Ero di nuovo davanti alla mia porta di casa, la casa che due ore prima sembrava gridarmi 'Vai via'. Ero dovuta tornare, il cielo stava diventando sempre più scuro e la sera stava scendendo su Londra e non volevo dormire su una panchina del parco.

Quando entrai vidi solo mio fratello sul divano. Giró subito la testa verso di me e quando incontrai i suoi occhi, così simili ai miei, riuscì a notare che erano gonfi e rossi. Sembrava stesse soffrendo, ma mai quanto me.

"Zoe, sei qui.." sussurrò.

Non gli risposi e camminai dritta verso camera mia. Quando entrai nel corridoio vidi la porta della stanza degli ospiti semiaperta. Avrei dato solo una sbirciatina. Era vuota. Non c'era nessuno, niente, a parte un bigliettino giallo sul letto.

'Se guardi in cielo e fissi una stella, se senti dei brividi sotto la pelle, non coprirti, non cercare calore, non è freddo ma è solo amore.

Io ho sentito quel brivido Zoe.

-Harry'

Alzai lo sguardo al soffitto e portai il biglietto al cuore, facendo scendere le lacrime.

Anche io avevo sentito quel brivido, ma lo avevo messo da parte per poter essere felice, ma in quel momento ero tutto tranne che felice, ma avrei dimenticato, avrei dimenticato presto quel ragazzo, sarebbe bastato non vederlo più.

-

I successivi cinque giorni ero rimasta chiusa in camera rifiutando ogni contatto con Amber o Luke, che continuavano a bussare alla mia porta o perfino chiamarmi al cellulare.

Il primo giorno era stato forse il migliore per me, ancora non avevo realizzato tutto quello che era successo, era come se fossi entrata in una bolla che presto sarebbe scoppiata. Il secondo giorno piansi quasi sempre, come se tutto il dolore accantonato il primo era scoppiato nel mio petto e cercava di uscire nel secondo. Il terzo riuscì a sgattaiolare in cucina a fare colazione con una tazza di latte e biscotti, quando in casa non c'era praticamente nessuno, leggendo e rileggendo Cime Tempestose tutto il giorno. Il quarto giorno ho distrutto ogni tipo di ricordo che mi riportava ad Harry o a mio padre. Luke quel giorno non smise di sbattere alla mia porta minacciandola di buttarla giù. Quando riuscì ad entrare mi trovò in lacrime in mezzo alla stanza con il fogliettino di Harry in mano.

Stavo morendo dentro, la catastrofe era comunque avvenuta anche stando lontana da Harry, ma quella volta ero stata io a causarla.

Il quinto giorno, realizzai che provavo anche io qualcosa per Harry. Qualcosa di forte.

* * *

Ciaooo!

Per primo mi volevo scusare se ho aspettato tutto questo tempo ma non ho davvero molto tempo e poi ho visto che stavo andando troppo di fretta, quindi sto rallentando. Secondo, grazie mille perché siamo arrivati a 9.4k visualizzazioni.

Un bacio A.

Disaster || Harry StylesDove le storie prendono vita. Scoprilo ora